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Valentina Bertini (Terrazza Gallia) miglior sommelier dell'anno per…

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RICONOSCIMENTI

Valentina Bertini (Terrazza Gallia) miglior sommelier dell'anno per la Guida Espresso

Valentina Bertini
Valentina Bertini

Valentina Bertini, di Spello, è diritta come una fucilata. Dopo qualche convenevole, se capisce che ti piace il vino e un po' te ne intendi, non si perde in equilibrismi e diplomazie. Esprime giudizi netti, senza timori reverenziali. È molto brava, si capisce subito. Ma non se la tira. “Ho avuto la fortuna di avere amici appassionati di vino e generosi, che mi invitano nelle loro straordinarie cantine e stappano con me etichette da sogno” racconta la sommelier della Terrazza Gallia, restaurant on the roof dell'omonimo storico albergo milanese. “Del resto - commenta - quanti di quelli che fanno il mio mestiere parlano di vini che non hanno mai potuto assaggiare... non stupisce, è difficile poterseli permettere!”.

Oggi Valentina viene nominata dalla Guida Espresso miglior sommelier dell'anno. La prima donna a ottenere il titolo.
Un bel traguardo per la giovane professionista del tastevin che riesce ad accompagnare i golosissimi piatti dei fratelli Lebano con abbinamenti efficaci e poco scontati. Decisamente coraggiosa e degna di applauso l'offerta al calice: 40 vini, tra cui spiccano Sassicaia, Tignanello e prestigiosi Borgogna. Quanti lo fanno? “Ce lo possiamo permettere grazie al Coravin (strumento di precisione che consente di “spillare” il vino senza aprire la bottiglia, utilizzando un ago molto sottile, ndr) - spiega - altrimenti non sarebbe possibile servire al calice le grandi etichette”.

Appassionata di Pinot Noir, Valentina ricorda ancora la prima volta nel santuario delle cantine di ristorante: “avevo 26 anni e risparmiato mesi per andare a cena da Pinchiorri, abbiamo ordinato una buona bottiglia nella speranza che poi ci portassero a visitare la cantina, ricordo ancora oggi l'emozione provata di fronte a quelle etichette. Un sogno”.
Oggi insieme a lei a festeggiare a Firenze tutta l'equipe della Terrazza Gallia, in prima fila Antonio e Vincenzo Lebano che guidano il ristorante, con la consulenza dei fratelli Cerea. “Lavorare con loro è un piacere - spiega Vincenzo - il rigore professionale va di pari passo con una grande umanità, e ormai anche noi ci sentiamo in qualche modo parte della famiglia”.

La mitica famiglia Cerea del tristellato da Vittorio a Brusaporto: eccellenza nel piatto e calore tutto intorno. I re dell'accoglienza. I fratelli Lebano alla Terrazza coccolano i clienti con lo stesso slancio. Fanno una cucina dai sapori pieni, “accogliente” appunto, che non dimentica mai le loro origini campane e non ha bisogno di stupire.

Gamberi rossi di Mazara con estratto di pomodoro e spuma di mozzarella di bufala, spaghetto “Miseria e Nobiltà”, ricciola alla brace con pomodori del Piennolo e scarola riccia, solo per fare alcuni esempi.
I fratelli Lebano non sono tatuati, non sfoggiano barbe hipster, non hanno migliaia e migliaia di follower su Instagram. Sono bravissimi cuochi. Dovrebbe bastare, no?

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