Food24

Focus sulla cantina Masi agricola, un’azienda con vocazione…

  • Abbonati
  • Accedi
IN OCCASIONE DEL PREMIO MASI

Focus sulla cantina Masi agricola, un’azienda con vocazione internazionale

Si è conclusa il 29 settembre la 37esima edizione del Premio Masi, uno dei più longevi premi italiani dedicati al vino. Un riconoscimento che ogni anno porta alla ribalta la civiltà veneta del vino e la sua cultura, arte, storia. E appunto letteratura, ricerca, diritti costituzionali, vino e solidarietà sono gli ambiti professionali in cui si sono distinti i cinque protagonisti del Premio istituito dalla Fondazione Masi, per celebrare persone e istituzioni impegnate a promuovere i valori fondanti della società e del vivere civile.

I premiati
Il Civiltà Veneta, conferito ai simboli dell'eccellenza della “gente veneta” nei campi della cultura, delle scienze e dell'imprenditoria, è stato assegnato al padovano Ferdinando Camon, «singolare esempio di scrittore provinciale ed europeo insieme» come sottolinea la giuria del Premio; al direttore del Museo Egizio di Torino Christian Greco, vicentino, «egittologo e archeologo di fama internazionale», e al magistrato trevigiano Carlo Nordio, «luminosa figura di servitore della giustizia, mai disgiunta da umanità e garanzia dei diritti costituzionali». Attribuito invece “alla straordinaria carriera e opera” del Master of Wine anglo-francese Gerard Basset il Premio Internazionale Civiltà del Vino. Infine il Premio Internazionale Grosso D'Oro Veneziano, che premia personalità o istituzioni che diffondono un messaggio di progresso civile, fratellanza e pace tra i popoli, è stato attribuito al cardinale Mario Zenari, nunzio apostolico in Siria, “impegnato nello scenario di una lunga e atroce guerra ad alleviare sofferenze e lutti con spirito umanitario che trascende valutazioni di appartenenza”.
Ricordando l'antico rito della firma della botte, oggetto originale del Premio, Sandro Boscaini, vice presidente della Fondazione Masi e presidente di Masi Agricola, ideatore del Premio, ha dichiarato: “La filosofia che lega i protagonisti dell'edizione 2018 è il valore del saper fare, in un mondo sempre più orientato solo al raccontare. Mai come quest'anno l'antico detto veneziano che recita “saper fare e far sapere” interpreta le personalità dei premiati. Per la prima volta il “Grosso D'Oro Veneziano” viene interamente devoluto al progetto di sostegno agli ospedali in Siria, perché è nostro dovere aiutare l'immensa necessità che c'è in questa terra. Siamo sempre più convinti che la cultura costituisca la chiave per aprire le porte in tutto il mondo”.

Masi agricola, i risultati della semestrale
Il Premio è stata anche l'occasione per commentare i risultati semestrali di Masi Agricola approvati il giorno prima. Il primo semestre 2018 per la SpA della Valpolicella si è chiuso con un incremento dei ricavi consolidati pari all'1% (ricavi netti 29,5 milioni di euro). In particolare, l'Italia aumenta del 14%, l'Europa del 5,4%, mentre le Americhe diminuiscono dell'8,5% e il Resto del mondo dell'11,2%. Il Gruppo, infatti, conta su una forte e crescente vocazione internazionale: è presente in oltre 120 Paesi, con una quota di esportazione di oltre l'80% del fatturato complessivo.
L'EBITDA passa da 5,8 milioni di euro a euro 5,9 (EBITDA margin stabile al 20%). In particolare il margine industriale lordo risulta superiore alla controcifra sia in valore assoluto (da 19,683 milioni a 20,233 milioni di euro) che in termini percentuali (68,7% circa nel 2018 contro 67,5% del primo semestre 2017); i costi per servizi e godimento beni di terzi aumentano di euro 756mila (passando da 9,808 milioni a 10,564 milioni di euro), fondamentalmente per maggiore supporto ai mercati; i costi per il personale registrano un aumento di 133mila euro, più che compensato dalla diminuzione degli altri costi operativi, pari a 144mila euro; gli altri ricavi e proventi aumentano di 253mila euro, passando da 474mila a 727mila euro, principalmente per maggiori contributi OCM. L'utile netto consolidato del periodo risulta sostanzialmente stabile, passando da 2,766 milioni migliaia a 2,706 milioni di euro. L'EBIT semestrale passa da 4,493 milioni a 4,515 milioni di euro (EBIT margin stabile al 15% circa), dopo aver spesato ammortamenti e svalutazioni per 1,381 milioni di euro. L'indebitamento finanziario netto è a 5,6 milioni di euro (9 mln di euro al 31 dicembre 2017), con cashflow positivo.

“Il nostro obiettivo – ha dichiarato il presidente Sandro Boscaini – è la crescita sana nel medio-lungo termine, ma guardando al contesto del primo semestre 2018 reputiamo soddisfacente la performance conseguita: infatti in diversi mercati in cui siamo presenti notiamo una fase di crescente difficoltà - e spesso cali vistosi - delle categorie vinicole che proponiamo. Avere e alimentare un brand forte e riconosciuto, ma anche una strategia che si rapporta con i cambiamenti in corso a livello distributivo, ci ha consentito di realizzare risultati stabili, dedicandoci nel contempo a progetti di sviluppo”.

Una cantina rinnovata e un ristorante a Cortina
L'azienda ha anche annunciato di aver dato il via alla ristrutturazione e ampliamento della cantina storica Boscaini a Marano di Valpolicella (Vr) in Località Valgatara, oggi sede principale dell'attività di produzione e imbottigliamento dei vini del Gruppo Masi. La cantina fu acquisita da Paolo Boscaini nel 1882, assieme ai vigneti circostanti, quando l'azienda ha trasferito la propria sede dal “Vaio dei Masi” in Torbe alla Valle di Marano. In questa prima fase i lavori riguardano il reparto di vinificazione. Ma anche della joint venture con la società Tofana per aprire un wine bar e ristorante monomarca a Cortina D'Ampezzo a insegna “Drusciè Masi Wine Bar – Vino e Cucina - Cortina”. “Questa iniziativa – specifica Boscaini – rientra in Masi Wine Experience, il macroprogetto strategico del Gruppo volto a instaurare un contatto sempre più diretto con il consumatore finale per comunicare in modo più efficace le caratteristiche del marchio e i valori retrostanti, in termini vinicoli, ma anche più ampiamente culturali e di lifestyle. Un modo per arricchire il brand di ulteriori significati”. Masi Wine Experience è presente in questa forma in Valpolicella Classica (Foresteria e wine shop Serego Alighieri), Lazise del Garda (Masi Tenuta Canova), Valdobbiadene (wine shop Canevel), Zurigo (Zurich Masi Wine Bar) e Argentina (Masi Tupungato).

La vendemmia 2018
Positivo, infine, anche l'andamento della vendemmia 2018. “Attualmente possiamo affermare che la quantità di uva disponibile risulta abbondante – conclude Boscaini –, significativamente superiore al 2017, presentando una qualità eterogenea, generalmente buona o molto buona, con diverse punte di ottimo ed alcune di eccellente. Per quanto riguarda la messa a riposo delle uve per l'appassimento, questi giorni ci stanno regalando un clima secco, con un deciso abbassamento delle temperature: condizioni ideali per l'avvio del processo che ci consente di ottenere non solo gli Amaroni e i Recioti, ma tanti altri vini Masi, rappresentando una vera e propria expertise aziendale”.

© Riproduzione riservata