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Gaggan: il miglior cuoco dell'Asia a Tarvisio si riscopre batterista

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Cucina asiatica gourmet

Gaggan: il miglior cuoco dell'Asia a Tarvisio si riscopre batterista

Il menù è decisamente minimale. Una lunga striscia verticale di emoticon alimentari. Che fa intuire, più che dire. Un fungo, un peperoncino, un tegame, una mela, mais e cocco, una fiamma ardente, l'arcobaleno.
Mangiare i piatti preparati da Gaggan Anand - 7° nella classifica mondiale dei 50Best Restaurant, ma 1°per due volte consecutive nei 50Best Asia - è come entrare in un luna park. Ti diverti, ti stupisci, ti metti alla prova (anche solo per indovinare gli ingredienti del piatto), torni bambino e mangi con le mani. Il cuoco indiano che era stato affascinato da Ferran Adrià ed è diventato famoso a Bangkok è in questi giorni a Tarvisio, ospite di Ein Prosit. Ha cucinato la prima sera in una sorta di happening musical-gastronomico del tutto inedito. Mentre ai tavoli arrivavano i piatti di Gaggan percussioni e batteria prendevano vita sotto le dita abili di un mostro sacro della musica contemporanea. Trilok Gurtu, indiano come lui, jazzista di razza e amante dell'Italia. Soprattutto del Piemonte, dove ha casa, e dei suoi vini.

“Quando avevo sedici anni e sognavo di diventare batterista Gurtu era il mio mito” ha detto il cuoco. E deve essere proprio vero perché secondo gli organizzatori di Ein Prosit la presenza del musicista indiano è stata la molla decisiva per la partecipazione di Gaggan.
A cena profumi e sapori dell'India tradizionale resi contemporanei da un uso spregiudicato ed efficace delle tecniche più avanzate: “uso le ricette di mia madre” ha spiegato con divertito minimalismo lo chef.
Al termine della teoria di piatti la serata - e non poteva essere diversamente - è culminata in una jam session, con Gurtu alle percussioni, Gaggan alla batteria e Roy Paci alla tromba. Per tutti gli altri, difficile tenere la gambe a freno.
Il giorno dopo il cuoco indiano ha condiviso i fornelli della splendida casa di montagna dei produttori friulani di vino Zamò con una collega di altrettanto temperamento, la slovena Ana Ros. Un vicina di casa per questa terra di confine, che ha portato nei piatti i prodotti simbolo della sua Caporetto e delle valli dell'Isonzo. La prugna, da cui è nato un incredibile Plum Bloody Mary, l'agnello e la lingua delle vacche da latte, “che da noi muoiono di vecchiaia, oltre i dieci anni”.

Gaggan ha annunciato che questo era l'ultimo pasto che cucinava fuori dal suo ristorante. “In questo momento - ha detto - nel mio locale a Bangkok ci sono cinquanta persone a cenare: tutti vorrebbero vedermi e parlarmi. Ed è giusto”. Ma non è l'unico annuncio. Il cuoco ha confermato le voci secondo cui nel 2020 si sposterà in Giappone, a Fukukoa, dove aprirà con un socio giapponese un ristorante da soli 10 posti che sarà aperto un mese sì e uno no. Il ristorante di Bangkok chiuderà nella primavera prossima: “Ho una casa grande: potrei anche decidere di cucinare per pochi ospiti alla volta nella mia cucina”.

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