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Il racconto dei vini e la classifica degli unicorni nella guida Veronelli

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RECENSIONI

Il racconto dei vini e la classifica degli unicorni nella guida Veronelli

Non capita spesso. Anche le guide, però, ogni tanto devono fare i conti con la perfezione. E allora, qualunque sia la scala che abbiano scelto (stelline, bicchieri, bottiglie, punteggi in decimi, sessantesimi, centesimi e così via) talvolta si presenta un vero e proprio “unicorno”: un vino che raggiunge il massimo. Perché no, dopotutto?
Ecco che il piccolo evento è capitato con l’ ultima Guida dei vini Veronelli (curata da Gigi Brozzoni, Marco Magnoli e Alessandra Piubello) con il Barolo Bussia Riserva Granbussia 2009 dei Poderi Aldo Conterno (Miglior Vino Rosso dell'anno, che è stato premiato con l'eccezionale punteggio di 100/100). Vino che nasce nei migliori vigneti della Bussia, a Monforte d'Alba, cuore pregiato delle zona del Barolo, “una terra solida e fresca, potente e sensuale, fatta di marne calcaree e sabbie compatte di cui la Poderi Aldo Conterno e il suo Barolo più blasonato sono gli interpreti sottili, fedeli e soprattutto calmi, pazienti”, così come la descrivono i produttori. È un vino che racconta storie e si dà il tempo giusto per farle maturare: invecchiato per oltre trenta mesi in botti di rovere e affinato per altri sei anni, il Granbussia è la sintesi più pura e virtuosa di tre diversi cru storici della Bussia: la vigna Romirasco, la vigna Cicala, la vigna Colonnello e può essere gustato solo nei millesimi ritenuti degni. Ovviamente il 2009 sarà un'annata memorabile a lungo.


Nella rispettiva tipologia i vini che si aggiudicano il Migliore Assaggio (ovvero i vini che hanno conseguito il più elevato giudizio in centesimi) sono, oltre al Barolo, il Franciacorta Extra Brut Rosé Riserva Annamaria Clementi 2008 di Ca' del Bosco (98/100), dall'Alto Adige il Terlaner I Grande Cuvée 2015 di Cantina Terlano (Miglior Bianco, 98/100), il Cerasuolo d'Abruzzo Piè delle Vigne 2016 di Cataldi Madonna Luigi (Miglior Rosato, 93/100), e il Romagna Albana Passito Riserva AR Selections des Grains Nobles 2014 di Fattoria Zerbina (Miglior Vino Dolce o da Meditazione, 97/100).


«Veronelli li definiva “i vini più capaci di racconto” e, in questo senso, ciascun Migliore Assaggio, Super Tre Stelle e Grande Esordio” le altre categorie nelle quali si dive la guida “è una rappresentazione particolarmente riuscita di un luogo preciso, di uno o più vitigni, del clima e degli interventi agronomici effettuati in una specifica annata, oltre che delle scelte enologiche adottate dal Produttore. I vini premiati, meno del 2% dei campioni recensiti, costituiscono quanto di meglio propone quest'anno il settore vitivinicolo italiano secondo la Guida Oro I Vini di Veronelli» ha detto Andrea Bonini, Direttore del Seminario Veronelli nella presentazione presso la Fondazione Giorgio Cini di Venezia, oggi anche sede dell'Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli, luogo di pensiero e di formazione dedicato alla cultura gastronomica.
Il punto, alla fine, è proprio questo: più che attribuire punteggi precisi, comunque troppo raffinati per palati comuni, e spaccare il capello in quattro, è meglio trovare dei vini che sappiano dire una storia. Questa è sempre la filosofia di un grande come Veronelli, che non si nascondeva la “problematicità” del vino come compagno.

La guida in numeri
Per stare sui numeri, su 16.256 etichette recensite, 338 hanno meritato le Super Tre Stelle, in aumento rispetto all'edizione precedente, quando le referenze premiate furono 314. La palma di fuoriclasse della vitivinicoltura italiana torna saldamente nelle mani della Toscana, regione con ben 116 “super stellati”; al secondo posto si attesta il Piemonte, con 58 vini premiati, penalizzato da annate difficili per le sue prestigiose denominazioni. Seguono, poi, il Veneto (23), l'Alto Adige - Südtirol (19) e la Sicilia (16), regione leader dell'Italia Meridionale. Molto significativa e incoraggiante, quest'anno, la presenza di alcune etichette di assoluta eccellenza anche in regioni cosiddette minori, a testimonianza della vitalità e dei continui progressi del settore.

La particolarità poi della Guida sono i Vini Sole, “premi speciali” assegnati dalla redazione in modo del tutto indipendente dalle valutazioni in centesimi, dieci “racconti in forma di vino” rappresentanti di un patrimonio vitivinicolo dalle mille, sorprendenti sfaccettature. Ad aggiudicarseli sono stati, quest'anno, il Dolcetto di Diano d'Alba Superiore Sorì Pradurent 2016 di Claudio Alario (Diano d'Alba, CN), la Cuvée Maria Vittoria Rosé Nature 2012 di Rainoldi (Chiuro, SO), l'Alto Adige Vernatsch Alte Reben Gschleier 2016 di Cantina Girlan (Appiano-Eppan, BZ), il Romagna Sangiovese Modigliana Riserva I Probi di Papiano 2015 di Villa Papiano (Modigliana, FC), il Colli di Luni Bianco Permano 2016 di Terenzuola (Fosdinovo, MS), l'Orvieto Classico Superiore Campo del Guardiano 2016 di Palazzone (Orvieto, TR), l'Habemus Etichetta Rossa Lazio Rosso 2015 di San Giovenale (Blera, VT), l'Aglianico del Vulture Quarta Generazione 2015 di Quarta Generazione (Barile, PZ), il Terre di Cosenza Colline del Crati Magliocco Riserva Vigna Savuco 2014 di Serracavallo (Bisignano, CS) e l'Occhio di Terra Malvasia Secca Salina 2017 di Antonino Caravaglio (Malfa, ME).

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