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Sansonina, una limited edition per il vino “femminile” di casa…

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VINI

Sansonina, una limited edition per il vino “femminile” di casa Zenato

La Sansonina è il nome con cui era conosciuta una grande cascina settecentesca, poco distante da Peschiera, per il carattere energico e deciso dell'antica proprietaria. E quel nome è divenuto il simbolo dello “spin off” tutto al femminile che ha preso vita dalla famiglia Zenato, conosciuta nel mondo per aver nobilitato ed esportato il Lugana.

«Sarà storia, sarà leggenda, ma a me piace pensare che l'anima di questa tenuta sia assolutamente femminile – rimarca Carla Prospero, che con la figlia Nadia Zenato guida il progetto Sansonina – È un luogo affascinante, che ho voluto trasformare in un'azienda tutta mia, ricca di amore per la terra. Per il vino ho voluto mantenere l'antico nome di Sansonina perché fa parte del DNA di questo progetto».

La sfida: un grande vino rosso in terra di bianchi
Su quei 13 ettari di vigneto che si adagia nelle morene meridionali del lago di Garda, le donne di casa Zenato hanno ridato vita alla forza che si esprime oggi nel vino Sansonina. Forte della profonda conoscenza delle caratteristiche e delle potenzialità del territorio in quest'area vicina a Sirmione, Carla Prospero nel 1997 intraprende una nuova personalissima sfida al femminile, questa volta affiancata dalla figlia Nadia. Appoggiata dal marito, Carla decide di mettersi in gioco con un vitigno internazionale, mentre Zenato ha sempre promosso e creduto soprattutto nei vitigni autoctoni. E attraverso un accurato intervento riportano in vita un vigneto di Merlot vecchio quasi cinquant'anni, iniziando la produzione di un vino rosso in terra di bianchi: il Sansonina.

«La voglia di confrontarmi con grandi vini internazionali e la mia passione per il vino rosso – sottolinea Nadia Zenato - mi ha spinto a credere nelle potenzialità straordinarie di questo territorio capace di far esprimere al meglio anche vitigni internazionali e a fare delle scelte importanti durante le ultime vendemmie: vinificare solo con fermentazioni spontanee ed intraprendere il percorso verso il biologico, mossa sempre più dalla convinzione di quanto sia importante il rispetto per la vigna e per il territorio».

Ecco allora nel 2008 la prima annata del Lugana Sansonina, nel 2016 il Garda DOC Cabernet Evaluna (annata 2014) e Sansonina Vigna del Moraro Verde, Lugana DOC 2014 a fermentazione spontanea.

Una Limited Edition per l'annata 2013
L'apice di un percorso di crescita sfidante è probabilmente il Sansonina 2013 Limited Edition che nasce dalla scelta delle migliori uve merlot della vendemmia 2013. «In un'annata eccezionale per condizioni climatiche e l'ottimo stato fitosanitario delle uve – spiega Nadia Zenato - i due vigneti di merlot, grazie a sistemi di allevamento diversi e con caratteristiche di maturazione differenti, hanno portato una complessità che ha dato vita ad un vino di grande potenziale ed espressività». Il nuovo vino è disponibile 400 bottiglie numerate.

Una famiglia del vino e del territorio
In Sansonina si coniugano e congiungono i due ceppi storici della Zenato. Da un lato il terroir di cui negli anni Sessanta Sergio Zenato ha intuito la vocazione per i vini bianchi, dando il via alla valorizzazione del Trebbiano di Lugana che ha accompagnato prima alla Doc e poi all'affermazione sui mercati internazionali. Dall'altro l'esperienza dell'azienda di Peschiera nell'area della Valpolicella, con i rossi di grande livello.

Nelle terre vocate al bianco, partendo dalle vigne storiche del podere Cristina, oggi la Zenato ha 60 ettari vitati e, puntando sulle basse rese per l'alta qualità, produce 2 milioni di bottiglie che per l'80% finiscono in Germania. Il Trebbiano orientato all'invecchiamento o bevuto giovane ha infatti un mercato strepitoso oltre le Alpi. In generale l'export di Zenato - tra i grandi rossi di Valpolicella, i bianchi del Garda e le etichette Sansonina - arriva al 70% con prevalenza di Canada, Usa, Germania e Nord Europa, ma anche nel SudEst asiatico e in Cina si inizia a vedere qulche numero.

La qualità è un must per l'azienda del Veronese, che dalla raccolta integralmente manuale alla selezione dei lieviti autoctoni, dalla scelta delle annate per l'Amarone Riserva alle sperimentazioni in anfora per l'Amarone, fino all'identificazione dei cru ha un focus costante: “l'eccellenza”, afferma Nadia Zenato. “C'è un grande lavoro di squadra e c'è la collegialità delle scelte in famiglia - aggiunge - Puntiamo sempre alle basse rese per l'alta qualità, abbiamo un enologo interno e (recentemente) un consulente francese, dato che vorremmo cogliere alcuni spunti per dare ai nostri vini un respiro internazionale”.

Sul Lugana l'esperienza è ormai consolidata, ma sui Merlot ci sono state evoluzioni. “Lo stile è cambiato dall'inizio e si è stabilizzato nel 2012 - conclude Nadia Zenato - con Sansonina stiamo puntando al biologico e lavorando sulle fermentazioni spontanee, non per il mercato ma per convinzione, nonostante i rischi. Oggi la famiglia opera su 100 ettari di vigneti e limitiamo al minimo i trattamenti dovunque, ma mi piacerebbe arrivare al biologico anche in Valpolicella”.

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