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Menù a 4 mani per celebrare il tartufo di Acqualagna

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a milano

Menù a 4 mani per celebrare il tartufo di Acqualagna

Quest'anno sono speciali. Perfetti e profumati. Oltrechè, per una volta, piuttosto abbordabili. Annata stellare per il tartufo bianco d'Alba, che in queste settimane trionfa con generosità sulle tavole langarole (i conoscitori sanno che questo è il periodo migliore per degustarli perché raggiungono la pienezza di aromi e sapore).

Ma non è strettamente necessario mettersi in macchina e raggiungere le Langhe per farsi una tartufata come si deve, anche se le colline premiate dall'Unesco meritano sempre un viaggio.

A Milano tutti i migliori ristoranti hanno in carta in questo periodo piatti dove troneggia il Tuber Magnatum Pico (lo sapete vero che non è un tubero ma un fungo ipogeo) o i tartufi delle altre zone vocate d'Italia. Un'occasione speciale per degustarli sarà però il 4 dicembre sui Navigli. Per tre motivi: è la prima volta che Al Pont de Ferr, storico locale milanese, si propone un menù quattro mani con il nuovo chef Ivan Milani; la presenza della patronne Maida Mercuri, meglio nota come Nostra Signora dei Navigli, è una garanzia che si berrà benissimo; è una buona occasione per provare la cucina interessante e unglamour ma di sostanza del cuoco marchigiano Errico Recanati. E per gustare il tartufo di Acqualagna, meno acclamato dell'albese ma buonissimo.

Per Milani si tratta della prima serata condivisa ai fornelli da quando, poco meno di un anno fa, ha preso in mano la cucina de Al Pont de Ferr, dopo aver guidato la brigata di Piano 35, il ristorante del grattacielo di Intesa San Paolo a Torino. Sui Navigli ha portato una cucina assai contemporanea e intrigante, seppur ancorata alle sue radici piemontesi.

Un percorso che lo avvicina a Recanati, a sua volta protagonista di una cucina da lui definita “neorurale”, intesa come ritorno a un gusto più vero e genuino dei piatti.

Ivan ed Errico proporranno un percorso gustativo che “valorizza gli ingredienti di stagione, a crescente gradiente d'intensità”, con un menù di otto portate. Dall'ossobuco e tartufo alla lepre e tartufo bianco, passando per scampi e bottarga di carne e risotto, castagne arrostite e tartufo bianco, solo per fare qualche esempio e allertare le papille gustative. Nei bicchieri la migliore espressione dell'enologia marchigiana con le etichette più pregiate dell'azienda Velenosi.

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