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Ca'di Rajo, nettari pregiati nascono da viti coltivate a Bellussera

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SUL PIAVE

Ca'di Rajo, nettari pregiati nascono da viti coltivate a Bellussera

Vista dall'alto è una magnifica “tappezzeria”. Una ragnatela di filari che si intreccia a creare una trama romboidale di perfette proporzioni. Un esempio unico e prezioso di architettura del paesaggio. Che rischia di andare perduto se non si riesce a formare per tempo giovani agricoltori in grado di mantenerla e creare nuovi impianti.

Siamo in Veneto, sul Piave, e questi sono i vigneti a Bellussera. Una forma di coltivazione della vite messa a punto alla fine dell'800 dai fratelli Bellussi di Tezze di Piave (TV). Sviluppatasi principalmente in Veneto, la Bellussera è oggi in via di estinzione a causa dei suoi alti costi di mantenimento. Prevede un sesto di impianto ampio dove pali in legno di circa 4 metri di altezza sono tra loro collegati da fili di ferro disposti a raggi. I tralci sono elevati in modo da proteggerli da improvvisi cali di temperatura, brina e rugiada mattutina. Dalla potatura alla vendemmia, tutto viene fatto a mano, sopra a un pianale rialzato: questo riduce di oltre il 60% l'utilizzo di mezzi agricoli (meno emissioni di CO2), ma complica parecchio le cose. E impone il ricorso a personale esperto.

Non stupisce che siano ormai in pochissimi a coltivare la vite in questo modo. Tra i pochi - e con grande merito - Ca' di Rajo, a due passi dal fiume Piave, nella campagna trevigiana, a Rai di San Polo di Piave. Il fondatore, Marino Cecchetto, 87 anni, ha iniziato a coltivare la vite 80 anni fa e quella 2018 è stata la sua 80ma vendemmia. Nel 2005 il nipote Simone, 33 anni, enologo, ha creato il brand Ca'di Rajo.

L'azienda è guidata oggi da tre giovani fratelli Simone, Fabio e Alessio Cecchetto. La cantina - circondata da vigneti (90 ettari), una chiesa del XV sec e un'antica torre del X secolo - esporta oggi in circa 50 Paesi Prosecco (Superiore Millesimato Docg Valdobbiadene e Doc Treviso), vitigni internazionali e diversi autoctoni Malanotte Docg, Raboso Piave Doc, Manzoni Bianco 6.0.13, Marzemina Bianca e il Manzoni Rosa, autoctoni rarissimi che solo Ca' di Rajo spumantizza.

A questi oggi si aggiunge una interessante novità. Iconema, un Tai Doc Piave in edizione limitata (solo 3.133 bottiglie 100 magnum): un vino Tai ottenuto da uve di un vigneto, allevato a Bellussera, che risale ai primi anni del Novecento, di proprietà della famiglia Paladin di San Polo di Piave che Ca' di Rajo ha “adottato” sostenendone la salvaguardia. Le uve, tutte raccolte a mano, sono state adagiate per 25 giorni sui graticci ad appassire per esaltare la complessità e la personalità del nuovo vino. Le magnum sono custodite in cofanetti in legno dipinti a mano da venti artisti del territorio.

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