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Mandarin Lago di Como punta (anche) sull'alta gastronomia

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VILLA RODA

Mandarin Lago di Como punta (anche) sull'alta gastronomia

Dopo Milano, il lago di Como. Mandarin Oriental raddoppia. A metà aprile aprirà il suo secondo indirizzo italiano, a pochi chilometri da Como. Il gruppo asiatico ha rilevato a Blevio il CastaDiva Resort e in questi mesi lo ha sottoposto a radicale trasformazione. La storica villa Roccabruna, e le altre strutture all'interno della proprietà, hanno acquisito il look&feel Mandarin e sono ormai pronte ad accogliere i primi ospiti.

Nell'Ottocento Villa Roccabruna era conosciuta come “Casino Ribiere” dal nome della proprietaria, Madame Ribier, un'eccentrica sarta parigina che aveva fatto una fortuna a Milano vestendo le signore dell'alta società. Giuditta Pasta acquistò la villa nel 1827 con i primi soldi guadagnati come cantante, e la ribattezzò Villa Roda. A Blevio Giuditta ha ospitato importanti personalità della musica e della cultura, da Vincenzo Bellini a Gaetano Donizetti (che ha soggiornato a Villa Roda per un mese nel 1830 per scrivere l'Anna Bolena). Anche Gioacchino Rossini e sua moglie Olympe Pélisser sono stati nella villa sul lago, così come Stendhal e Manzoni.

Oggi Villa Roda cambia faccia e punta anche sulla gastronomia. È arrivato infatti lo chef che si occuperà del ristorante fine-dining e del bistrot. Si tratta di Vincenzo Guarino, cuoco esperto che ha lavorato con mostri sacri del calibro di Gualtiero Marchesi e Fredy Girardet. Ha ottenuto la stella Michelin in tre locali, i salotti dell’Hotel Patriarca in Toscana, L'Accanto, del Grand Hotel Angiolieri ed Il Pievano al Castello di Spaltenna.
La sua è una cucina mediterranea (come potrebbe non esserlo per un cuoco di origini campane?) che non sfugge a suggestioni asiatiche. Gusti precisi e decisi ma non privi di incursioni sorprendenti.

In queste settimane Guarino è in giro per i comuni affacciati sul lago a caccia di fornitori e ingredienti locali. Il ristorante, che si chiamerà “L'aria”, proporrà infatti anche un menù degustazione dedicato alla cucina lacustre.
Insieme a lui sta familiarizzando con il lago caro al Manzoni il direttore del nuovo resort, Samuel Porreca, alle spalle una lunga esperienza al J.K. Place da Capri a Roma, che punta a fare del Mandarin Lago di Como “un punto di riferimento per i palati più raffinati, italiani e internazionali”.

Un'anteprima della cucina di Guarino c'è a Identità Golose Milano, dove è accompagnato da un “in bocca al lupo” di Antonio Guida, resident chef del Mandarin Oriental a Milano al Seta, due stelle Michelin. Impareggiabili le sue ostriche poché servite come amouse-bouche. Altrettanto apprezzato il riso e scampi crudi di Guarino, con un sorprendente cuore di scamorza affumicata.

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