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L’alta scuola Veronelli approda a Londra

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L’alta scuola Veronelli approda a Londra

“Nel mondo, “Italia” è sinonimo di grandi vini, specialità alimentari e cucina d'eccellenza. Un Paese unico che ha creato la sua identità gastronomica attraverso l'interazione costante tra storie e territori diversi, un luogo in grado di offrire un'irripetibile varietà di produzioni. Per condividere questa ricchezza con un pubblico sempre più vasto e delle più differenti abitudini, è necessario che gli operatori affermino e consolidino la loro presenza sui mercati grazie a prodotti di qualità sempre maggiore e, allo stesso tempo, rendendo accessibile quanto abbiamo di più prezioso: quel sistema di relazioni che unisce i vini ai giacimenti gastronomici, alle cucine locali e, soprattutto, al nostro patrimonio artistico, storico e paesaggistico.”

Le parole di Andrea Bonini, ideatore e direttore dell'Alta Scuola Italiana di Gastronomia Veronelli, sono esemplari. E lo diventeranno, in maniera ancora più precisa e aperta, mercoledì 27 marzo, a Londra, nella prestigiosa sede dell'Istituto Italiano di Cultura diretto da Marco Delogu, quando la scuola verrà presentata su iniziativa del Seminario Permanente Luigi Veronelli e della Fondazione Giorgio Cini al pubblico inglese e italiano.

“Limitandoci al settore vitivinicolo”, continua Bonini, “questo significa che con una bottiglia di Franciacorta o di Barolo devono viaggiare le conoscenze e le competenze indispensabili a riconoscere nel vino l'elemento di questo ampio sistema culturale. Il corso “Camminare le vigne: luoghi, persone e cultura del vino italiano” metterà a disposizione degli operatori della filiera vitivinicola, della ristorazione, della comunicazione gastronomica e del settore turistico una faculty composta da oltre 35 docenti universitari, agronomi ed enologi, filosofi, storici dell'arte, esponenti del mondo della cultura, giornalisti e critici. Un approccio multidisciplinare e innovativo declinato in 180 ore di lezione distribuite da maggio ad ottobre 2019, con un calendario compatibile tanto con un'attività lavorativa quanto con gli impegni di laureandi che desiderino integrare le proprie competenze di cultura gastronomica”.
I destinatari dell'offerta formativa saranno gli operatori (dai titolari di aziende agroalimentari italiane agli addetti al marketing, passando per titolari e personale di ristoranti, enoteche e wine bar, strutture alberghiere e ricettive, con giornalisti, blogger, PR e guide turistiche), e i futuri operatori (studenti universitari iscritti ai corsi di laurea attinenti, i quali corsi, purtroppo, dedicano pochissima attenzione alla gastronomia come cultura.
Effettivamente, la Scuola Veronelli, ha proprio l'obiettivo di continuare quel lascito indelebile del maestro Veronelli, che, come pochi altri in italia (e non solo), ha saputo andare “oltre” la visione del prodotto per raccontare storie, capire le persone, svelare cosa sta dietro e a monte di un vino, un alimento, un'abitudine. L'irripetibile esperienza di Veronelli, fondata su una solidissima preparazione tecnica e un altrettanto grande capacità di trasmettere conoscenza, è un fulgido esempio di come la gastronomia, in tutte le sue declinazioni, è, a pieno titolo, Cultura.

Tra i docenti del corso di alta formazione figurano Alberto Capatti, storico della cucina e della gastronomia, presidente del Comitato Scientifico; Aldo Colonetti, filosofo, storico dell'arte, del design e dell'architettura, già direttore scientifico dell'Istituto Europeo di Design; Renata Codello, direttore degli affari istituzionali della Fondazione Giorgio Cini, già dirigente MiBact; Alfonso Iaccarino, pluripremiato chef patron del ristorante Don Alfonso 1890; Ilaria Bussoni, filosofa, editor presso la casa editrice DeriveApprodi, Armando Castagno, critico, relatore e direttore di corsi dell'Associazione Italiana Sommelier, professore all'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo; Fabio Rizzari, giornalista esperto di degustazione e critico enologico; Federico Staderini, tra i più capaci e sensibili enologi italiani; Franco Martinetti, vinicultore e presidente onorario dell'Académie Internationale du Vin.
A loro il compito di portare avanti quell'insegnamento e magari, con i prospettati futuri corsi anche in inglese (per ora solo allo studio), attirare in Italia e a Venezia in particolare, operatori stranieri che vogliano davvero imparare cosa significa l'arte del mangiarbere italiano.

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