Startup

Foodracers porta il food delivery in mare

Consegna alle barche durante gli eventi ed espansione nel centro Italia per tutti gli altri servizi della società veneta

di Giambattista Marchetto

3' di lettura

La società veneta lancia una nuova app con un servizio pilota che non richiede un indirizzo fisico. Dopo al spinta del Covid, anche per il 2021 prevista una crescita a due cifre (+57%)
Fedele alla propria mission che recita “portare il delivery in ogni luogo, dove gli altri non arrivano”, Foodracers lancia un nuovo modello: la consegna in mare.
Lanciato in occasione del Water World Music Festival - il primo concerto in Italia allestito in mare, al largo della Marina di Cala dei Sardi a Olbia - il servizio è stato infatti interamente ripensato e riprogettato, con una nuova app che ha consentito alle 200 imbarcazioni presenti al concerto di ordinare e ricevere direttamente a bordo il proprio kit food&beverage.

Progetto pilota

L'evento in Sardegna ha dato spazio a un progetto pilota con cui Foodracers sperimenta un nuovo processo e sta già dialogando con altre realtà per cimentarsi con consegne speciali. “Si tratta di una app white label che può essere customizzata per qualsiasi tipo di evento, festival, ambiente o necessità - spiega Andrea Carturan, fondatore di Foodracers - Non è collegata a indirizzi e non richiede coordinate per essere implementata, in questo modo ogni luogo può diventare un ristorante e il delivery può raggiungere le persone ovunque. Dal mare, all'ombrellone in spiaggia. Le sinergie integrate con altri servizi (come in questo primo caso quella con Satispay) ci danno la possibilità di rendere l'esperienza a tutti gli effetti seamless e cashless. Questo sarà replicabile anche in altre situazioni e l'obiettivo è di avviare altre integrazioni che possano semplificare il servizio in base ai contesti”.

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Obiettivo espansione anche nel retail

Gli obiettivi di Foodracers nel breve periodo sono ancora proiettati alla crescita. “Ci espanderemo nel centro Italia e nei prossimi sei mesi attiveremo 30 nuove città - annuncia Carturan - andando ad ampliare la nostra presenza sul territorio nazionale. Stiamo lavorando al rilascio di un servizio di q-commerce, che riprende il nome originario di Foodracers ovvero Teletrasporto: si tratta di un e-commerce di prossimità, che mira a mettere in rete negozi e attività commerciali, permettendo loro di vendere online i propri prodotti e farli recapitare a casa dei clienti in meno di un'ora grazie a una rete di racers autonomi”. Al momento il servizio è attivo solo a Treviso, la città natale della startup, ma in autunno sarà rilasciato in altre città.

Previsioni 2021 a +57%

Il segmento retail rappresenta solo una delle sfide portate dal nuovo scenario pandemico per la It company veneta, che ha chiuso il 2020 con un movimentato pari a 17 milioni di euro, registrando nel primo semestre 2021 una crescita del +57% rispetto al secondo semestre 2020. “Il periodo Covid è stato sicuramente impegnativo - ammette Carturan - anche se ci ha permesso di aumentare esponenzialmente gli ordini e di quadruplicare i risultati rispetto all'anno precedente, raggiungendo oltre 1300 comuni. Per il 2021 prevediamo di confermare la crescita de primo semestre oltre il 50%”.

Il lockdown ha spinto Foodracers a implementare e attivare servizi aggiuntivi come il “Prenota e ritira”, attraverso il quale l'utente può andare direttamente al ristorante, senza fare fila e non pagare i costi di consegna, consentendo di evitare gli assembramenti e rendere più fluido il lavoro al ristoratore.

Inoltre ha attivato due nuovi servizi: il Marketplace attraverso il quale i ristoratori possono utilizzare la piattaforma per gestire le ordinazioni e consegnarle in autonomia grazie ai propri fattorini; il servizio di consegna ibrido che consente al ristorante di avere sia la flotta di racers iscritti a foodracers sia la propria flotta di fattorini, bilanciando le due opzioni in base alle l necessità .“Oggi l'operatività si è stabilizzata - conclude Carturan - ma continuiamo a lavorare su servizi dedicati alle esigenze dei ristoratori, per supportarli nel processo di digitalizzazione iniziato durante la pandemia e divenuto imprescindibile”.

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