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Fope compie 90 anni e sbarca a Londra

Da pochi giorni il primo monomarca in una città dove il brand è già conosciuto - L’estero genera più dell’80% del fatturato

di Chiara Beghelli


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La vetrina del nuovo negozio di Londra

2' di lettura

Una nuova boutique in Old Bond Street, angolo Piccadilly Circus, Londra: è questo il dono che Fope ha scelto di regalarsi per celebrare i suoi primi 90 anni. Era il 1929, infatti, quando Umberto Cazzola apriva a Vicenza il suo laboratorio di oreficeria (originariamente chiamato Ficm, Fabbrica Italia Cinturini Metallici), specializzato in cinturini da orologio estensibili in metallo. Negli anni 60 il salto industriale con il figlio Odino, che cambia anche il nome alla società, dieci anni dopo un’altra importante evoluzione con i nipoti Umberto e Ines, rappresentati della terza generazione della famiglia oggi alla guida dell’azienda. E dopo la quotazione alla Borsa di Milano del 2016, Fope ora compie un atro, cruciale passo varcando i confini nazionali con il suo primo monomarca in Gran Bretagna (aperto insieme allo storico partner The Watches of Switzerland), che segue di quattro anni l’inaugurazione del negozio di Venezia in Piazza San Marco.

«Il Regno Unito è oggi uno dei nostri principali mercati, insieme a Germania e Stati Uniti - spiega Diego Nardin, dal 2008 ceo dell’azienda veneta -. Londra è una città cosmopolita, dove arrivano persone da tutto il mondo. Abbiamo aperto da pochi giorni ma già possiamo dirci soddisfatti dei primi risultati».

Bracciali della collezione Eka Anniversario, per celebrare i 90 anni di Fope

Tramite 600 punti vendita in oltre 50 Paesi, l’estero genera oggi l’81% del fatturato di Fope (acronimo di Fabbrica Oreficeria Preziosi Esportazioni), che nei primi sei mesi 2019 si è attestato a 15,5 milioni, +1,6% rispetto allo stesso periodo del 2018. «Non siamo ancora in Cina, perché per ora lo consideriamo un passo troppo impegnativo. Ma abbiamo ottime prospettive di crescita negli Stati Uniti. Anche dall’Italia provengono segnali soddisfacenti, legati soprattutto alle vendite ai turisti nelle città d’arte. In generale, le stime per il bilancio 2019. sono positive», nota Nardin.

Un anno che ha visto anche il rebranding di Fope, dal logo ai colori aziendali, presentato a Baselworld «e accolto con molto entusiasmo», prosegue l’ad. E poi, appunto, la celebrazione dei 90 anni dell’azienda, che tuttora mantiene in house tutta la produzione, con una ventina di addetti, e firma 14 collezioni proposte in quattro linee: «Ci ha fatto molto piacere lanciare la collezione Eka Anniversario, una versione con leggere modifiche, attualizzata, della nostra Eka, fra le più amate». Ad aver segnato il corso di Fope è stata l’invezione, brevettata, del bracciale Flex’it, che accompagna come un leit motiv molte creazioni dell’azienda: si tratta di una maglia in metallo prezioso, resa estensibile da dozzine di microscopiche molle invisibili in oro o argento che vengono inserite fra ogni elemento della maglia, senza dunque dover ricorrere a ganci o supporti in materiale che non sia prezioso.

Un’innovazione nata “in casa”, ideata dallo stesso Umberto Cazzola, e proprio la sua identità di azienda di famiglia ha favorito l’accoglienza positiva di Fope sul mercato azionario, nel quale è distribuito al momento il 18% del capitale: «Gli investitori hanno apprezzato la nostra solidità e serietà, ma anche la scelta di un’azienda familiare di aprirsi, di rendersi trasparente», conclude Nardin.

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