moda e lifestyle

Forbici, carta e immagini: il collage sostituisce la pubblicità

Il giovane pittore francese Sébastien Notre, a Milano in quarantena, lancia una start up e riceve come primi clienti alcuni marchi del lusso

di Sara Magro

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Il giovane pittore francese Sébastien Notre, a Milano in quarantena, lancia una start up e riceve come primi clienti alcuni marchi del lusso


2' di lettura

10 marzo 2020: l'Italia chiude per pandemia, e conia il monito #iorestoacasa. Le giostre mondane si fermano e la realtà si trasferisce online. Le reti vanno in tilt, sovraccaricate dall’improvvisa moltitudine di lavoratori, consumatori, viaggiatori digitali. Anche Sébastien Notre, un pittore francese, classe 1994, non torna più nel suo studio e si rintana per due mesi nella casa dove vive a Milano.

Dopo lo shock iniziale, un po’ come tutti, si è rimesso all'opera usando gli strumenti che aveva a disposizione, avendo lasciato tele e colori in studio. Con tanto tempo e un computer a disposizione, riprende a fare i collage, una tecnica imparata da bambino e ripescata qualche tempo fa per disegnare le pagine di bellezza di Playboy e L'Officiel.

Per lavorare bastano carta, forbici, colla e immagini, che ricerca per ore e ore su Tumblr e altri siti. In pochi giorni, prende forma il suo progetto: proporre alle aziende dei collage per raccontare i loro prodotti finché non riaprono i set con stylist, fotografi e il resto della squadra. Come in ogni start up che si rispetti, Sébastien ha cominciato da zero, contattando via mail piccoli marchi di moda e lifestyle. Ne spediva decine al giorno, ricevendo al massimo 2/3 risposte prima incuriosite e poi convinte.

L’idea sembra semplice, economica ed efficace: l'azienda manda le immagini dei prodotti che vuole promuovere, e in pochi giorni il giovane artista realizza 9-12 moodboard seguendo l'ispirazione o le linee guida del marchio. Non come gli influencer che chiedono la spedizione dei prodotti da provare e sponsorizzare: solo qualche foto, le descrizioni ed eventuali desiderata. Premendo un tasto del computer, Notre riceve il materiale per elaborare i collage, e dopo pochi giorni, sempre con un tasto, l'azienda ottiene una micro campagna personalizzata, rapida e a un prezzo ragionevole da condividere su Instagram, sul sito, dove vuole. Così, a titolo sperimentale, sono arrivati i primi clienti: le candele di Maison La Bougie, la pelletteria artigianale Fauvette di Parigi, le borse Et Dooz NYC, la gioielleria Vhernier di via Montenapoleone a Milano.

La vita a casa fa esplodere la mania per i puzzle

Ora che le attività sono quasi tornate alla normalità, Sébastien continuerà a fare i collage, ma tornerà anche in studio a dipingere le sue sciùre milanesi con i loro cliché. «La prima volta che ho esposto i ritratti, mi chiedevano se fosse sempre la stessa persona - ride l'artista -. È proprio questo il punto. C'è un modo unico di essere signore della Milano bene: spesa da Peck, guardaroba da Wait&See, il Jack Russell al guinzaglio. Il loro mondo mi affascina».

Con queste opere partecipa alla mostra “Noli me tangere”, nata da un'idea di Olimpia Rospigliosi con il curatore Bohdan Stupak, altro ventenne creativo straniero residente in Italia, per lasciare un'impronta artistica del periodo di pandemia. La mostra, in piazza Borromeo 10, a Milano, dovrebbe concludersi il 22 luglio con un'asta (salvo divieti per il covid-19) e parte del ricavato sarà devoluto alla Fondazione LaSpes che sostiene la ricerca sulle immunodeficienze primitive.

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