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Ford alza le stime sull’utile operativo, ma boom perdite sull’elettrico a 4,5 miliardi

Il cfo John Lawler non vede la crescita dei ricavi che si aspettava sui modelli a batteria. «Sono troppo costosi. C’è un problema di prezzo»

di Alberto Annicchiarico

(Reuters)

3' di lettura

Ford Motor ha avviato il richiamo di circa 870mila pickup F-150 2021-2023, a causa del rischio di un’attivazione inaspettata del freno elettrico di stazionamento, secondo il sitodella National Highway Traffic Safety Administration (Nhtsa).

Intanto l’Ovale Blu alza le stime sull’utile operativo dell’anno dopo i risultati del secondo trimestre ma frena sui piani per aumentare la produzione di veicoli elettrici, puntando il dito contro la guerra dei prezzi per i veicoli a batteria. La casa di Dearborn ha dichiarato che avrebbe bisogno di un altro anno per raggiungere l’obiettivo di raggiungere un tasso di produzione annuale di 600mila veicoli elettrici, che ora prevede di raggiungere nel 2024. Ford ha anche abbandonato i piani per produrre 2 milioni di veicoli elettrici all’anno entro il fine del 2026.

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In compenso le perdite dovute ai veicoli elettrici potrebbero raggiungere i 4,5 miliardi di dollari quest’anno, rispetto a una stima precedente di 3 miliardi di dollari. È più del doppio dei 2,1 miliardi di dollari che l’azienda ha perso con i veicoli elettrici lo scorso anno.Le riduzioni di prezzo di Ford mirano a tenere il passo con il leader del mercato Tesla.

La scommessa da 50 miliardi di dollari dell’amministratore delegato Jim Farley sui veicoli elettrici si confronta con il rallentamento della domanda di modelli plug-in. Il ceo punta a ottenere un rendimento dell’8% sui modelli alimentati a batteria, prima di interessi e tasse, ma ha affermato che Ford potrebbe impiegare più tempo di quanto previsto. «La pressione sui prezzi è aumentata notevolmente soltanto negli ultimi 60 giorni», ha dichiarato Farley agli analisti. Con l’aumento delle scorte, dieci giorni fa Ford ha tagliato di 10mila dollari il prezzo del pickup F-150 Lightning elettrico, il che ha causato una svendita che ha spazzato via circa 3,6 miliardi di dollari di valore di mercato in un giorno.

Il cfo John Lawler non vede la crescita dei ricavi che si aspettava sui modelli a batteria. «Sono troppo costosi. C’è un problema di prezzo». Per fortuna non ci sono soltanto le auto elettriche. Per l’anno Ford ha alzato la sua previsione del risultato operativo prima di interessi e tasse a un intervallo compreso tra 11 e 12 miliardi di dollari su un volume di vendite e prezzi dei veicoli migliori del previsto, rispetto a una precedente proiezione di 9-11 miliardi. L’Ebit rettificato è leggermente aumentati a 3,8 miliardi nel trimestre, dai 3,7 miliardi di dollari dell’anno precedente. Il margine Ebit rettificato è sceso all’8,4% dal 9,3% dello scorso anno. I ricavi sono saliti a 45 miliardi di dollari, rispetto ai 40,2 miliardi di un anno fa.

Anche la rivale General Motors questa settimana ha aumentato il suo obiettivo di profitto per l’anno di almeno 1 miliardo a un intervallo compreso tra 12 e 14 miliardi, prima di interessi e tasse. I tradizionali modelli a benzina stanno finanziando la transizione ai veicoli elettrici e la casa automobilistica ha aumentato la produzione globale del 9,5% nel secondo trimestre, poiché la carenza di parti legata alla pandemia è diminuita e gli inventari sono stati ricostituiti dai concessionari. Sono stati prodotti più furgoni e suv/crossover per soddisfare la domanda sostenuta da parte dei consumatori.

Pur con più scorte prezzi hanno retto meglio del previsto, secondo Jp Morgan. Le vendite di veicoli leggeri Ford negli Stati Uniti sono aumentate del 9,9% nel secondo trimestre e il fatturato ha raggiunto i 45 miliardi di dollari, superando i 40,16 miliardi di dollari previsti dagli analisti.

Il titolo, moderatamente positivo nel premercato, a due ore dal via alla seduta perdeva il 4,2% al Nyse. Da inizio d’anno guadagna oltre il 12 per cento.

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