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Ford Mustang Bullitt, vivere in un film

di Nicola Desiderio

3' di lettura

NIZZA - I miti si nutrono di miti. E così è anche per la Ford Mustang Bullitt, la versione ispirata all'omonimo film del 1968 interpretato da Steve McQueen e passato alla storia del cinema per l'inseguimento sulle strade di San Francisco tra la sua Mustang Fastback 390 GT e una Dodge Charger R/T. La Ford Mustang è la sportiva più venduta al mondo, dal 1964, anno del suo debutto, ha venduto oltre 10 milioni di unità e dal 2015 è anche un modello globale. Non è inoltre la prima volta che la “pony car” americana celebra Bullitt con una versione dedicata – già lo aveva fatto nel 2001 e nel 2009 – ma stavolta è speciale per almeno due motivi. La prima è che sono 50 anni dal debutto sul grande schermo, avvenuto il 17 ottobre del 1968, e la seconda è che è stata ritrovata l'originale, quella utilizzata per le riprese.

Ford Mustang Bullitt, le foto dal vivo

Ford Mustang Bullitt, le foto dal vivo

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In realtà le vetture di scena erano due: una utilizzata dagli stunt man per i salti sui micidiali saliscendi di San Francisco, che è stata scovata in Messico all'inizio del 2017, mentre l'altra guidata da Steve McQueen è ricomparsa dopo quasi 40 anni, magicamente. Tale avverbio è tutt'altro che sprecato perché la vettura è rimasta così come era, mantenendo persino le ammaccature di scena accanto a tutti i segni lasciati naturalmente dal tempo. L'aveva comprata nel 1974 dalla Warner Bros un certo Robert Kiernan che se l'era portata nella sua casa del New Jersey e, alla sua morte nel 2014, era stata ereditata da suo figlio Sean. È stato lui nel 2016 a chiamare la Ford a Dearborn e confessare un segreto che la sua famiglia conservava da oltre 40 anni. Steve McQueen sapeva che Kiernan aveva la “sua” Mustang e fece di tutto per riaverla, anche con lettere accorate. L'ultima, datata 14 dicembre 1977, inizia con la parola “again” che vuole dire “ancora”, segno che l'attore-pilota lo supplicò più volte, ma invano. L'unico McQueen a rivedere quella vettura è stata la nipote Molly che l'ha presentata per la prima volta al pubblico in occasione dell'ultimo Salone di Detroit.

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La nuova Ford Mustang Bullitt è verniciata nello stesso Highland Green della 390 GT del film e monta il V8 5 litri a doppia iniezione della versione GT, ma rivisto con una diversa taratura dell'elettronica, il corpo farfallato da 87 mm della versione GT350 e un impianto di scarico con due doppi terminali opachi e dotato di valvola parzializzatrice che portano la potenza massima da 450 cv a 460 cv. la veste esterna i cerchi bruniti da 19 pollici, le pinze dei freni Brembo verniciate in rosso, la griglia anteriore nera priva di simboli, il cofano dotato di doppio sfogo e il logo circolare Bullitt sul cofano posteriore. Quest'ultimo lo troviamo anche sul volante mentre la strumentazione digitale ha un messaggio di benvenuto dedicato, i sedili Recaro sono rivestiti in pelle nera con scritta cucita in verde e il pomello del cambio manuale è in plastica bianca, proprio come la vettura originale. Completano la dotazione le sospensioni con gli ammortizzatori magnetoreologici (come quelli di Corvette, Ferrari e Lamborghini), il bocchettone per la benzina in metallo e l'impianto audio B&O da 1.000 Watt.

Il sound più bello viene però dal V8, una fonte di pura emozione insieme ad una guida vecchio stile che può essere gestita con relativa facilità e immancabile soddisfazione, grazie al differenziale autobloccante e alle diverse modalità di guida selezionabili attraverso uno degli evocativi cursori in metallo presenti sulla consolle. La Ford Mustang Bullitt è un'auto che va al di là dei suoi numeri (263 km/h, 0-100 km/h in 4,6 s.) e non è certo una bevitrice moderata (12,4 litri/100 km pari a 277 g/km di CO2), per non parlare della ghigliottina del superbollo, ma è godibile come poche, persino confortevole. In Italia ne arriveranno solo 68 ad un prezzo di 57.400 euro, fedele alla sua tradizione di accessibilità, ma conviene affrettarvi: 40 sono già state prenotate.

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