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Ford, utili sotto le previsioni e volumi bassi: il titolo cola a picco

Crollo nonostante gli ottimi risultati del trimestre e dell’anno. La crisi dei chip e dei costi (e approvvigionamenti) dell materie prime peserà ancora nella prima parte del 2022

di Redazione Finanza

(Ap)

2' di lettura

Le azioni di Ford sono colate a picco (-9,5% con un minimo a -11, portando a -17% il passivo nel 2022) dopo che la casa automobilistica ha mancato le stime per gli utili trimestrali ed ha avvertito che il 2022 potrebbe iniziare con il passo sbagliato per i noti problemi globali con la catena di approvvigionamento per poi vedere un miglioramento nel corso dell’anno, a tutto vantaggio dei profitti. La casa automobilistica di Dearborn, Illinois, ha registrato un utile per azione di 26 centesimi, al di sotto della stima media del mercato, pari a 45 centesimi.

Eppure i ricavi sono aumentati del 5% a 37,7 miliardi di dollari nel quarto trimestre. L’utile è stato di 12,3 miliardi, il miglior risultato dal 2016 e confrontato con una perdita di 2,8 miliardi del 2020. L’investimento nella neoquotata Rivian ha portato un guadagno di 8,2 miliardi, pr quanto Rivian abbia dimezzato la capitalizzazione dal debutto in novembre a 100 miliardi. L’ utile netto per tutto il 2021 di 17,9 miliardi, ha visto un netto aumento rispetto alla perdita di 1,3 miliardi subita nel 2020, il primo anno della pandemia di coronavirus. L’Ebit rettificato per il 2021 è stato di 10 miliardi, circa quattro volte il risultato del 2020. Per il 2022 è atteso all’8%, incluso il 10% in Nord America. Se fosse raggiunto questo obiettivo sarebbe un anno prima del previsto. I volumi, altra voce che il mercato ha giudicato insufficiente, sono stimati in aumento da Ford, tra il 10 e il 15%.

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Il problema è che gli analisti avevano previsto una crescita double digit. La carenza di componenti, in particolare i famigerati microchip, peserà anche in questo trimestre sulle consegne di veicoli ai concessionari.

«Abbiamo un’incredibile domanda per i nostri prodotti - ha commentato John Lawler, il chief financial officer - . Sono le supply chain che limitano ciò che potremmo produrre e ciò che potremmo fornire». Oltre ai chip la spina nel fianco è rappresentata dalle materie prime, i cui prezzi sono esplosi nel corso del 2021 e che potrebbero pesare per 2 miliardi di dollari sui conti del secondo costruttore made in Usa.

Gli investitori hanno premiato lo sforzo del ceo Jim Farley di accelerare la transizione di Ford ai veicoli elettrici, facendo aumentare le azioni del 136% lo scorso anno. La capitalizzazione di mercato di Ford ha superato perfino, per breve tempo, i 100 miliardi di dollari. Nelle ultime settimane, invece, la valutazione è scesa a circa 70 miliardi.

Bloomberg News ha riferito all’nizio di questa settimana che Ford sta valutando la possibilità di aggiungere fino a 20 miliardi di dollari agli investimenti programmati per i veicoli elettrici nel prossimo decennio per convertire le fabbriche. Farley ha già triplicato la produzione della Mustang Mach-E elettrica in Messico e raddoppiato la produzione del pick-up F-150 Lightning.

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