settore sotto tiro

Ford, Bmw e Toyota, rating in caduta nell’automotive

Il gruppo dell’Ovale Blu declassato a junk da S&P, ha titoli in scadenza entro fine 2021 per circa 27 miliardi di dollari. Da Moody’s gli altri downgrade, che ha abbassato i giudizi anch su sei gruppi della componentistica

di Mo.D.


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5' di lettura

Il primo angelo caduto nell’automotive è Ford ma seguono a ruota Bmw e Toyota. Ford è stata oggetto delle attenzioni di S&P Global Ratings prima e di Moody’s poi. La stessa Moody’s ha ritoccato al ribasso i rating della casa bavarese e del colosso giapponese, oltre che della stessa Ford.

Da parte di S&P è arrivato ieri notte il declassamento del rating della società automobilistica da parte di S&P Global Ratings. Certo la decisione non prescinde dal duro colpo subito dal settore automobilistico a seguito della pandemia di coronavirus. S&P ha declassato il rating del credito Ford di un livello a BB + da BBB- e potrebbe ridurlo ulteriormente.

«Ford ha annunciato la sospensione della produzione - spiega S&P in una nota - nelle sue fabbriche in Europa per quattro settimane e in Nord America per sanificare gli impianti. Crediamo che l’Ebitda margin resti sotto il 6% e che il rapporto fra flusso di cassa e debito difficilmente possa andare oltre il 15%. Ford ha puntellato la cassa con 15,4 miliardi in liquidità ottenuti dalla proprie linee di credito e valutiamo che la posizione attuale sia attorno ai 36 miliardi. Il creditwatch è negativo e vediamo un 50% di possibilità di un ulteriore declassamento, a seconda di quanto a lungo resteranno chiusi gli impianti, di quanto rapidamente sarà bruciata la cassa e del livello di adeguatezza della liquidità».

Ford è una delle molte case automobilistiche che devono affrontare quello che Moody definisce uno “shock creditizio” senza precedenti, con l'epidemia di coronavirus che rappresenta anche una grave minaccia per i competitor come General Motors e Volkswagen. Ma Ford è particolarmente a rischio a causa della ristrutturazione da 11 miliardi di dollari, che non ha ancora avuto effetti significativi sui conti del gruppo.

Il giudizio di Bloomberg

Il declassamento da parte di S&P di Ford, che la condanna quindi ad un elevato rendimento per finanziarsi sui mercati, renderà la casa automobilistica il principale emittente nell'indice Bloomberg Barclays, davanti all’attuale primo emittente, vale a dire la combinazione tra Charter e Kraft Heinz. Con circa 27 miliardi di dollari di scadenze del debito entro la fine del 2021 e al momento un accesso limitato ai mercati non garantiti, gli obbligazionisti potrebbero dover considerare la subordinazione strutturale.

Non riparte la produzione in Usa (anche per Fca)

Intanto due giorni fa era arrivata la notizia che, diversamente da quanto annunciato in precedenza, Ford ha deciso di non riavviare la produzione negli impianti nord americani. Lo ha detto la casa automobilistica di Detroit in un comunicato. «Alla luce degli ordini emessi da vari governi di rimanere e lavorare da casa, Ford non ha intenzione di riavviare gli stabilimenti negli Stati Uniti, in Canada e in Messico lunedì 30 marzo, come inizialmente sperato», ha scritto l'azienda. Ford ha aggiunto che sta valutando «varie opzioni» e che sta lavorando con i sindacati per determinare il «momento ottimale» per riprendere la produzione di veicoli.

A Ford si è aggiunta Fca, la cui apertura degli impianti negli Stati Uniti e in Canada slitterà almeno fino al 14 aprile. Per quanto riguarda le operazioni in Messico, il gruppo ha detto che queste saranno «soggette a un annuncio separato».

Bmw e le altre alle prese con Moody’s
Bmw, la casa automobilistica europea con il miglior profilo creditizio, è scesa di un livello ad A2, mentre il rating Ford è sceso a Ba2, un altro gradino. Moody's ha messo in revisione General Motors Co. insieme a Daimler AG, Jaguar Land Rover Automotive Plc, PSA, Renault SA, Volkswagen AG, Volvo Car AB e McLaren Holdings Ltd. In Giappone, Toyota, Nissan Motor Co. e Honda Motor Co. sono stati declassati giovedì.
La rapida diffusione dell'epidemia, il peggioramento delle prospettive economiche, il calo dei prezzi del petrolio e il calo dei prezzi delle attività stanno «creando uno shock creditizio grave ed esteso», ha scritto Moody’s in una nota. «Gli effetti creditizi combinati di questi sviluppi non hanno precedenti»

I produttori di automobili e i loro fornitori di ricambi hanno fermato le fabbriche su entrambe le sponde dell'Atlantico tra misure governative per isolare le popolazioni e limitare i viaggi. L'ondata di interruzioni del lavoro si è verificata quando l'epicentro dell’epidemia (poi diventata pandemia) si è trasferito in Europa dalla Cina e si è intensificato negli Stati Uniti, arrestando le vendite e mettendo in seria difficoltà la filiera. La domanda scenderà «significativamente» nei prossimi mesi, soprattutto in Europa e Nord America, è l’opinione di Moody’s, che prevede la domanda globale in flessione del 14% nel 2020 e in calo verticale di circa un terzo nel secondo trimestre.

Giapponesi più vulnerabili
Le case automobilistiche giapponesi sono particolarmente vulnerabili a causa della pandemia che esacerba «pronunciate flessioni cicliche e il cambiamento della domanda dei consumatori», sempre secondo Moody’s, lasciandole «vulnerabili ai cambiamenti del clima di mercato in queste condizioni operative senza precedenti».

Toyota, che aveva il profilo creditizio più forte tra le case automobilistiche giapponesi, è stata tagliata ad A1 da Aa3, mentre Honda è stata declassata ad A3 da A2. Nissan, già in difficoltà per effetrto delle conseguenze dall'arresto dell'ex presidente Carlos Ghosn nel novembre 2018, aveva già il più rating basso fra le tre grandi nipponiche. Moody’s ha ridotto la valutazione di Nissan a Baa3 da Baa1.

Lo sguardo di Moody’s sull’America
L’agenzia americana suppone per ora che le consegne di GM e Ford per l'intero anno diminuiranno fino al 18%. «Le classifiche dei rating per i produttori di automobili sono sempre più sotto pressione e sospettiamo che un numero crescente di declassamenti si profilerà a livello globale», ha detto l'analista di Bloomberg Intelligence Joel Levington in una nota. Anche se GM probabilmente può evitare il declassamento a spazzatura. Il valore anomalo dell'ultimo rapporto di Moody’s è stato Fiat Chrysler Automobiles, posta sotto revisione «con direzione incerta». Il produttore italo-americano affronta la stessa situazione scoraggiante dei concorrenti, ma la fusione pianificata con PSA potrebbe potenzialmente comportare una valutazione più elevata del gruppo combinato rispetto all'attuale valutazione indipendente di Fca.

Componentistica, downgrade per sei
Moody's ha messo sotto revisione per possibile downgrade il rating di 14 società europee della componentistica automotive. Contestualmente l'agenzia ha abbassato il rating su sei di queste imprese. Nel dettaglio, la revisione riguarda Aptiv Plc, Autoliv Inc, Faurecia, Hella GmbH & Co KGaA, Kongsberg Automotive ASA, Novem Group GmbH, Schaeffler AG e Valeo S.A. I tagli di giudizio sono relativi a: Adler Pelzer Holding GmbH abbassato da B1 a B2, Garrett Motion da Ba3 a B1, Gestamp Automocion da Ba2 a Ba3, Grupo Antolin da B2 a B3, IHO-Verwaltungs GmbH da Ba1 a Ba2, e ZF Friedrichshafen AG da Baa3 a Ba1 (su questa società ritirato il rating, seguendo la policy di Moody's sulle società non finanziarie che passano a un livello di giudizio “non-investment grade”). Il rating di queste sei società resta sotto revisione per un ulteriore downgrade.

«La rapida e ampia diffusione del coronavirus sta creando un severo e prolungato shock creditizio per le società europee della componentistica per auto», spiega Matthias Heck, Vice President e Senior Credit Officer di Moody's. «Abbiamo abbassato il rating di quelle società che erano già in una posizione debole prima della situazione attuale e il nostro processo di revisione si concentrerà sull'impatto sull'operatività, sulla domanda, così come sugli interventi governativi di sostegno e le misure che appronterà ogni singola società», aggiunge Heck.

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