Arte

Forever Green, il riscatto del verde in mostra a Torino

In mostra opere di Mark Rothko, Lucio Fontana, Giulio Boetto, Mario Merz, Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Penone, Pistoletto, Giuseppe Pelizza da Volpedo, Maurizio Cattelan, Mario Schifano

di Eugenio Giannetta

Giuseppe Pelizza da Volpedo, Fanciulla in campo (Ersel)

2' di lettura

Il verde come colore della contemporaneità rappresenta oggi un simbolo di speranza, rinascita, movimenti ambientalisti, sostenibilità e natura, ma in “Forever Green – Mark Rothko & Friends”, mostra presentata da Ersel a Torino e curata da Chiara Massimello, non è tema centrale quanto piuttosto pretesto per raccontare la storia di opere diverse messe insieme a fronte di epoche distanti tra loro, dal Seicento fino al XXI secolo, accostate da un unico comune denominatore: la qualità delle correnti artistiche e delle opere.

Arsenico

Poco utilizzato in pittura antica a causa della tossicità dell'arsenico contenuto nel suo pigmento, il verde è un colore che ha conquistato la scena in pittura soprattutto grazie ai paesaggi nell'Ottocento e agli impressionisti francesi, ma è stato ed è tanto altro, da colore di buon auspicio per gli egizi a colore che rappresenta la salvezza nel mondo islamico, passando per il colore del mantello di Beatrice nella Divina Commedia.

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Mario Merz, Senza Titolo (Ersel)

Dopo “White Not” e “Red”, due mostre dedicate prima al bianco – con opere di grandi maestri del Novecento e della fotografia in bianco e nero – e poi al rosso antico, maestoso, trionfale e barocco, Ersel ha con audacia messo in mostra il verde antico e moderno, da Mark Rothko, con la sua celebre esperienza contemplativa del colore, a Lucio Fontana, passando dalla torinesità del paesaggista Giulio Boetto all'arte povera, fino alle forme arcaiche di Mario Merz – tra i protagonisti dell'Arte Povera con Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Penone, Pistoletto – e ancora Giuseppe Pelizza da Volpedo, Maurizio Cattelan, Mario Schifano con un monocromo in cui la dimensione spaziale è azzerata e l'unica materia è il colore, per un totale di 38 opere che a un primo sguardo possono creare un effetto straniante, non di neutralità, ma a un secondo – più approfondito – portano a una sensazione immersiva e – a dispetto del pensiero di Pastoreau – creano un verde che nel complesso non nasconde le sue intenzioni.

Lucio Fontana, Concetto Spaziale 1964-1965 (particolare) (Ersel)

Esperienze diverse

Esperienze diverse per provenienza, artisti ed epoche«Quando si sceglie un tema così vasto – ha detto Chiara Massimello, curatrice di Forever Green – devi darti dei confini. L'obiettivo era mostrare come un quadro seicentesco potesse essere felicemente accostato a un'opera di Schifano, o come un paesaggio ottocentesco potesse dialogare con un'opera di Fontana».

Forever Green – Mark Rothko & Friends, fino al 26 Novembre 2021, Ersel – Palazzo Ceriana, Torino

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