Giuristi di impresa

Forfait, gare e risposte veloci: così l’azienda sceglie lo studio legale

Secondo la ricerca Aigi-Mopi la sforbiciata ai preventivi e l’abbandono delle tariffe orarie è decisivo per la scelta del fornitore legale ma spuntano anche i criteri sostenibili

di Elena Pasquini

AvvocatoFlash, quando l'assistenza legale è a portata di click

Secondo la ricerca Aigi-Mopi la sforbiciata ai preventivi e l’abbandono delle tariffe orarie è decisivo per la scelta del fornitore legale ma spuntano anche i criteri sostenibili


2' di lettura

La scelta dello studio legale da parte dei giuristi di impresa passa da costi, specializzazione, grado di conoscenza del business aziendale. Seguono le procedure flessibili in oltre la metà dei casi, con modelli decisionali che vanno dal panel interno di fornitori alle gare e ai beauty contest, con una nuova tendenza che vede l’ufficio procurement (gare e acquisti) come nuovo decisore per l’affidamento, soprattutto, in materia di contenzioso, recupero crediti e operazioni straordinarie.

Le sfide post Covid negli uffici legali interni sono state delineate da 173 general counsel, nell’80% dei casi attivi in aziende con oltre 100 dipendenti, che tra febbraio e marzo hanno partecipato all’indagine condotta per Il Sole 24 Ore da Mopi, associazione che raggruppa addetti marketing e comunicazione degli studi, in collaborazione con Aigi (Associazione italiana giuristi di impresa).

Più di un mandato su due viene affidato senza procedure rigide, con il coinvolgimento anche di figure diverse dal general counsel e l’organizzazione di gare e beauty contest. Cresce il ruolo del procurement nella fase di scelta, a volte solo per la creazione di un panel di studi (7% del totale). L’obiettivo è far prevalere criteri oggettivi - quali il prezzo, l’esperienza specifica - rispetto a elementi più soggettivi come la collaborazione del team con la squadra interna. In più, sottolinea Gaia Francieri, socia fondatrice Mopi, «le persone sono sempre più attente a tematiche sociali come il rispetto dell’ambiente, l’attenzione alla diversità, la restituzione alle comunità e questo ovviamente traspare nel processo di selezione». Sostenibilità aziendale che si riverbera nelle richieste ai propri fornitori: «Non è raro - spiega la Francieri - che nei processi di gara vengano richiesti documenti quali la policy ambientale, il codice etico o le azioni per favorire il gender balance».

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