Lavoro e ammortizzatori

Formazione chiave per tutelare la transizione occupazionale

Centrali l'aggiornamento continuo dei lavoratori e le politiche attive

di G.Pog.

(Production Perig - stock.adobe.com)

2' di lettura

Di fronte ai due grandi assi del cambiamento - l’innovazione digitale e la green economy - le transizioni occupazionali rappresentano la principale sfida del mercato del lavoro. E richiedono una strumentazione adeguata.

In questo quadro le aziende richiedono un aggiornamento continuo dei propri dipendenti che devono poter stare al passocon le innovazioni tecnologiche sulle quali si è investito. Un ruolo centrale è affidato alle politiche attive del lavoro, e alla formazione per garantire l’occupabilità dei lavoratori.

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Se ne è parlato nel convegno di ieri organizzato da Confindustria e Umana: in previsione del decollo della riforma degli ammortizzatori sociali in senso “universale” tracciata dal ministro del Lavoro, Andrea Orlando, il vicepresidente di Confindustria al Lavoro e alle Relazioni Industriali, Maurizio Stirpe, ha ricordato tre priorità delle imprese: «Chiediamo che il sistema di protezione abbia natura assicurativa, l’industria ha oltre 2 miliardi l’anno di avanzi che vengono usati per pagare gli ammortizzatori sociali a settori che non versano nulla. La Naspi deve avere delle condizionalità per spingere il disoccupato a cercare un posto di lavoro. Occorre distinguere tra le crisi irreversibili e quelle che hanno una possibilità di ripresa, che chiedono strumentazioni differenti».

Per Pierangelo Albini, direttore Area Lavoro Welfare e Capitale Umano di Confindustria «è difficile progettare il futuro con gli struenti del passato, ci sono ancora tanti pregiudizi da superare, occorre costruire sistemi di protezione sociale che siano sostenibili. E, soprattutto, non va dimenticato che occorre generare ricchezza per poterla poi distribuire».

Nella gestione delle transizioni occupazionali, le agenzie per il lavoro possono svolgere un ruolo importante. Maria Raffaella Caprioglio, Presidente di Umana ha sottolineato tre parole chiave: «innovazione, sostenibilità e politiche attive».

L’Ad di Umana, Giuseppe Venier ha ricordato che «le persone devono mettersi in gioco, la formazione più che un diritto è un dovere, è come l’obbligo scolastico, che esiste oltre al diritto allo studio. Anche la formazione produce un vantaggio non solo al singolo, ma a tutta società».

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