ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLeader della sostenibilità 2023

Formazione, digitale e circolarità: così la moda resterà leader globale

Al Luxury Summit che si è tenuto al Mudec di Milano si sono confrontati imprenditori, manager, analisti e associazioni con uno sguardo alle nuove regole europee

di Giulia Crivelli

 Un’immagine dell'edizione 2023 del Luxury Summit. L’evento si è svolto a Milano mercoledì 10 maggio, sia in presenza (al Mudec) sia in diretta streaming. Al centro del dibattito, la sostenibilità ambientale, sociale ed etica nel mondo del lusso

3' di lettura

Esclusività e sostenibilità sono compatibili o forse persino complementari? L’eccellenza può essere circolare ed eticamente sostenibile? E qual è il contributo necessario perché l’industria del lusso italiana possa affrontare con successo le nuove sfide a cui viene chiamata e restare punto di riferimento globale? A questa e a tante altre domande hanno risposto i leader del mercato e i maggiori esperti italiani e internazionali nell’edizione 2023 del Luxury Summit del Sole 24 Ore, la 14esima, che si è svolta il 10 maggio al Mudec, il Museo delle culture di Milano.

«È il momento di essere anche un po’ visionari e se penso ai distretti, una ricchezza della filiera italiana del tessile-moda-accessorio, ritengo sia necessaria una digitalizzazione – ha spiegato Carlo Capasa, presidente della Camera della moda –. Sarà sempre più necessario implementare l’economia circolare, che è il futuro del pianeta. Deve esserci un cambio di paradigma, una rivoluzione, come fu quella industriale, da abbracciare a fondo». Un cambiamento che può avvenire in una congiuntura al momento positiva, come ha sottolineato Ercole Botto Poala, presidente di Confindustria Moda. «Il 2022 è stato sicuramente un anno positivo per tutta l’industria della moda, anche se meglio per il imprese a valle, visto che quelle del monte hanno sofferto il tema energetico. Il 2023 si profila un anno stabile come volumi, ma se vogliamo essere sostenibili dobbiamo investire nel digitale e bisogna investire in formazione». Sul tema dell’iperproduzione – il contrario, in altre parole, della sostenibilità – è intervenuto Sergio Tamborini, presidente di Sistema moda Italia: «Siamo arrivati all’iperconsumo nella moda, considerando che ogni anno sono prodotti dai 150 fino a 180 miliardi di capi di abbigliamento. Tenendo conto che siamo 8 miliardi di persone e che qualche miliardo non consuma capi, significa che alcune persone comprano fino a 90 capi all’anno. Tra questi capi alcuni nemmeno sono mai indossati. È un problema che riguarda più le fasce basse dei prodotti – ha ricordato Tamborini –. In Italia, chi fa industria e produzione ce l’ha nel sangue la sostenibilità, ma siamo noi come individui che dobbiamo avere una maggiore sensibilità sul tema».

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Le imprese italiane del fashion e delle calzature stanno dimostrando grande sensibilità sul tema: le loro pratiche sostenibili hanno fatto guadagnare al comparto posizioni apicali nella classifica dei Leader della sostenibilità 2023 Sole 24 Ore-Statista.

Al Luxury Summit si è parlato inoltre di preservare l’eredità del made in Italy con Alfonso Dolce, amministratore delegato Dolce&Gabbana: «Abbiamo sempre voluto lavorare su materiali naturali, perché hanno un’anima. E abbiamo creato scuole interne di formazione per tramandare i saperi artigianali tra generazioni. Ma serve anche un aiuto dalle istituzioni: il valore del made in Italy andrebbe insegnato a scuola». Sui temi digitali è tornato Federico Marchetti, fondatore di Yoox, che ha raccontato la sua esperienza come presidente della task force di Re Carlo III (nata quando era ancora erede al trono). «Il re aveva iniziato a parlare di ambiente nel 1970, quando nessuno se ne occupava – ha ricordato Marchetti –. Lo avevano preso per un eccentrico. Il suo motto è buy less but buy better. Un paio di anni fa mi ha chiesto di guidare una task force sulla moda sostenibile e tra i primi risultati c’è il passaporto digitale, che consente la tracciabilità, senza la quale non si può parlare di sostenibilità, ma solo di greenwashing».

La chiusura del Luxury Summit è stata affidata al legame tra sostenibilità e tradizione e qualità, con l’intervento, evocativo fin dal titolo, “Comprate meno, comprate meglio”, proprio come dice re Carlo. La lezione è l’eredità di Vivienne Westwood, scomparsa nel 2022, che fu pioniera della sostenibilità nel lusso e nella moda, come ha raccontato Giorgio Ravasio, country manager Italia dell’omonima casa di moda inglese.

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