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Formazione e impresa, nasce il tecnico dei porti

di Raoul De Forcade

2' di lettura

Incrociare la domanda del mondo del lavoro con l'offerta di formazione. Ha fatto esattamente questo la fondazione Accademia italiana della marina mercantile realizzando un nuovo percorso Its su una figura che attualmente non esiste ma che sarà centrale per il futuro delle attività portuali del prossimo futuro. Si tratta del Tecnico superiore per la gestione dei processi di automazione in ambito portuale. Avrà competenze, strumenti tecnici, tecnologici e soft skill necessari per avere uno sguardo a 360° sul mondo del trasporto, sulla pianificazione dei terminal e sull'organizzazione degli hub portuali. Il corso è stato presentato, nelle scorse settimane, ai dirigenti scolastici del territorio ligure e alle aziende partner: il bando di selezione sarà aperto a luglio.

«La nuova figura che formeremo – afferma Paola Vidotto, direttore dell'Accademia - non sarà solo un tecnico, perché dovrà conoscere in maniera approfondita il mondo portuale e della logistica. Avrà competenze specifiche, ma saprà anche leggere la realtà e le analisi economiche che lo circondano, così da saper rispondere con elasticità alle sfide della supply chain. Ciò a cui stiamo assistendo, nel mondo della logistica, è che la struttura classica del trasporto è ormai alle spalle. Occorre che le aziende, i terminal e le istituzioni dialoghino e che sappiano trovare nuove strade per far fronte alle sfide. Il successo di questa iniziativa è sottolineato anche dalla visione d’insieme che ha coinvolto aziende, istituzioni e sindacati. Il nostro obiettivo di creare una figura completamente nuova, che non ha eguali nel panorama nazionale, incontra la necessità degli operatori di avere persone con con competenze precise».

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Ma come è nata l’idea di creare questo nuovo mestiere? Nella primavera del 2021 l’Accademia ha condotto un’analisi dei bisogni formativi presso alcuni terminal del porto di Genova: Messina, Psa Sech e Psa Genova Pra’, realizzando una serie di audit con i responsabili delle risorse umane e i referenti dei diversi settori operativi. L'analisi trasversale, condotta in accordo con le sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil, e con il supporto dell’Autorità di sistema portuale, ha evidenziato i fabbisogni formativi comuni. Le trasformazioni in atto, legate all’automazione dei sistemi e alla digitalizzazione dei processi, hanno evidenziato, spiegano all’Accademia, due ambiti: la forte necessità di riqualificare il personale esistente e di formare, pensando al futuro, una figura capace di contribuire alla gestione del cambiamento. Il corso, sviluppato in partnership formativa con Imt (Intermodal marine terminal Messina), Psa Sech, Psa Genova Prà, Terminal San Giorgio, e con il contributo di Apm Terminals (gruppo Maersk) sull’ideazione del percorso, è rivolto a giovani di un’età compresa tra i 18 e i 29 anni, con la cittadinanza europea, il diploma quinquennale di scuola secondaria superiore e la conoscenza della lingua inglese. Il corso si articola su due annualità per una totalità di 2mila ore, 1.200 di aula e 800 di stage, e sarà aperto a 25 partecipanti.

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