ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLe misure del governo

Formazione e politiche attive del lavoro: pronto il Piano da 7,2 miliardi

Il decreto interministeriale (Lavoro-Mef) fissa le tre gambe del Piano che ha l’obiettivo di aggredire ritardi e nodi storici nel rapporto tra formazione e lavoro

di Giorgio Pogliotti e Claudio Tucci

Orlando: evitare ritorno a passato su scelte Ue post emergenza

3' di lettura

Arriva il maxi piano del governo su formazione e politiche attive, che tra fondi comunitari del Pnrr e risorse nazionali potrà contare nel complesso su una dote di 7,2 miliardi di euro. L’obiettivo è coinvolgere tutti, dai giovani, con il decollo del sistema duale (600 milioni) ai disoccupati-cassintegrati (programma Gol da 4,9 miliardi tra Recovery Plan e React-Eu), fino ad arrivare ai lavoratori in servizio attraverso il Fondo nuove competenze, rifinanziato fino a 1,7 miliardi (1 miliardo da React Eu e 700 milioni dal decreto fiscale).

Pronto il decreto ministeriale

È pronto il decreto interministeriale (Lavoro-Mef) che fissa le tre gambe del Piano nazionale nuove competenze, la cornice che, innestandosi nel rilancio delle politiche attive, ha l’obiettivo di aggredire ritardi e nodi storici nel rapporto tra formazione e lavoro. Il testo è stato firmato dal ministro del Lavoro, Andrea Orlando, che venerdì 10 dicembre lo ha trasmesso al collega dell’Economia, Daniele Franco, come previsto dal Pnrr che ha fissato la scadenza del 31 dicembre per l’adozione del decreto nell’ambito delle politiche attive del lavoro e degli interventi sulla formazione.

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Obiettivi ambiziosi

Gli obiettivi, sulla carta, sono ambiziosi: arrivare ad almeno 800mila lavoratori, nell’ambito dei 3 milioni complessivamente presi in carico da Gol, coinvolti in attività di formazione, di cui 300mila per il rafforzamento delle competenze digitali (più del 55% degli individui di età compresa tra i 16 e i 74 anni è privo di competenze digitali di base rispetto a una media Ue del 44%). Si tratta di coinvolgere anche gli oltre 2,1 milioni di giovani che non studiano, non si formano e non lavorano (Neet), numero cresciuto con la pandemia. Senza considerare come, in base a dati del governo, oltre metà della popolazione adulta italiana in età lavorativa è potenzialmente bisognosa di riqualificazione (tra il 53 e il 59% dei 25-64enni). Sono circa 13 milioni gli adulti con un basso livello di istruzione (pari al 39% dei 25-64enni).

I tre programmi guida

Sono tre, come detto, i programmi guida inseriti nel Piano nazionale nuove competenze: il piano Garanzia occupabilità dei lavoratori (Gol), che prevede cinque diversi percorsi di attivazione (in base al diverso grado di occupabilità) e si rivolge a disoccupati, cassintegrati, percettori del reddito di cittadinanza, persone svantaggiate con percorsi di aggiornamento o riqualificazione. La seconda gamba è il Sistema duale per i giovani tra i 15 e i 25 anni, con l’obiettivo di avere, entro il 2025, almeno 135mila ragazzi in più impegnati in percorsi che coniugano lezioni in aula e formazione direttamente “on the job”, valorizzando anche strumenti come l’apprendistato; oggi quello di primo e di terzo livello - gli unici due a contenuto formativo - interessano poche centinaia di giovani, soprattutto nella provincia autonoma di Bolzano. Terzo, il Fondo nuove competenze rivolto ai lavoratori delle imprese che hanno stipulato accordi collettivi di rimodulazione dell’orario di lavoro, in risposta alle innovazioni di processo, prodotto o di organizzazione. Le ore impiegate dai dipendenti per formarsi sono a carico del Fondo.

Gli strumenti da mettere in campo

Sono diversi gli strumenti da mettere in campo: i percorsi di aggiornamento, caratterizzati da interventi di breve durata, volti a fronteggiare i fabbisogni di nuove competenze, in particolare derivanti dalle transizioni digitali ed ecologiche e/o dagli effetti della pandemia. Di norma, hanno una durata fino a 150 ore, a cui possono aggiungersi eventuali ulteriori ore di alternanza/tirocinio/formazione interna. Ci sono poi i percorsi di riqualificazione professionale, di durata più ampia (oltre 150 ore e fino a 600 ore). Si potranno prevedere moduli integrativi di potenziamento delle competenze di base che si caratterizzano come formazione di breve durata, erogabile in funzione del fabbisogno individuale per rafforzare le competenze di base con particolare riguardo a quelle digitali, alfabetiche, matematiche e finanziarie e multi linguistiche (fino a 60 ore).

Tangorra: aggiungiamo un altro tassello alla riforma

«Aggiungiamo un altro tassello allo scenario di riforma inaugurato con Gol - commenta il commissario di Anpal, Raffaele Tangorra - Da un lato fissiamo criteri generali sulla formazione professionale nell’ottica della personalizzazione, dell’accessibilità, della spendibilità dell’offerta formativa; dall’altro definiamo più compiutamente le caratteristiche che le attività formative di aggiornamento e riqualificazione devono assumere per i beneficiari di Gol».

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