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Formazione, a scuola per diventare imprenditori del beauty

Negli ultimi anni si sono moltiplicate le opportunità per avvicinarsi a questa carriera grazie al significativo incremento del numero delle scuole di formazione

di Enza Moscaritolo

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(IMAGOECONOMICA)

Negli ultimi anni si sono moltiplicate le opportunità per avvicinarsi a questa carriera grazie al significativo incremento del numero delle scuole di formazione


2' di lettura

Cresce la formazione nel settore dell'estetica. Negli ultimi anni si sono moltiplicate le opportunità per avvicinarsi a questa carriera grazie al significativo incremento del numero delle scuole di formazione. Su 529 imprese che in Italia svolgono attività di formazione e aggiornamento professionale per estetisti, (dati aggiornati allo scorso settembre), il 27,7% è nato solo nel triennio 2016-2019, secondo l'elaborazione di Infocamere sui dati del registro delle imprese. Ovvero quasi un terzo delle iscrizioni negli ultimi tre anni. Un vero e proprio boom.

Per trovare un dato analogo dobbiamo tornare indietro al periodo compreso tra il 2000 e il 2010 in cui sono nate il 30,8% di queste imprese. In questo caso, però, ci sono due sostanziali differenze. Innanzitutto, l'arco temporale è quello di un decennio e il contesto era molto diverso da quello attuale, basti pensare al web e dal ruolo dei social network che non avevano certamente i numeri, né la forza persuasiva di oggi. Tra il 2011 e il 2015, invece, si registra una percentuale pari al 22,7.

Dietro questa crescita ci sono alcune ragioni che si intuiscono facilmente. «Le ragazze sono molto attratte da ciò che riguarda la bellezza in generale – spiega Gianmarco Cataldi, innovation e marketing manager in una scuola di formazione per estetista, acconciatore e make up artist – e molte, subito dopo il diploma di scuola superiore decidono di iscriversi a queste tipologie di corsi. Il settore ha conosciuto una notevole espansione sotto tanti punti di vista, comunicativo innanzitutto con i social network e il fenomeno delle beauty blogger e delle influencer. In generale, la cura dell'immagine è diventata sempre più centrale tra i consumatori e le figure professionali legate a questo mercato ne escono valorizzate e rappresentano un futuro professionale appetibile».

Lazio (81), Campania (67) e Lombardia (54) guidano la classifica delle regioni con la maggiore concentrazione di imprese che fanno formazione in questo settore - suddivise tra società di capitali (281), società di persone (94), imprese individuali (74), cooperative (38), altre forme (42) – seguite da Toscana (52) e Puglia (44), mentre non ve n'è nessuna in Valle D'Aosta. La formazione professionale è di competenza regionale per cui ogni regione può dare delle disposizioni autonome in materia.

Il percorso dura due o tre anni, a seconda se si voglia conseguire la qualificazione di estetista oppure la specializzazione che consente, quest'ultima, di diventare imprenditrici e aprire un'attività in proprio.

«Per la loro giovane età – commenta Cataldi – molte ragazze non hanno un'idea precisa sul loro futuro professionale. Magari hanno una grande passione, ma a volte idee un po' confuse. Quello che è certo è che oggi il modo di svolgere qualsiasi tipo di professione nell'ambito della bellezza è cambiato e richiede nuove competenze. Per esempio, al make up artist non è richiesto solo di occuparsi di trucco, ma di valorizzare la persona e la figura a 360°, diventando un esperto di total look, ascoltando la persona e cercando di comprenderne i bisogni, ma anche di formarsi nell'ambito del marketing e della comunicazione». Attualmente la professione è disciplinata dalla L.1 del 1990 denominata “Disciplina dell'attività di estetista”.

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