MANAGEMENT

Formazione strategica per creare leadership in sei aziende su dieci

di Cristina Casadei

default onloading pic
(Marka)


3' di lettura

La spesa italiana delle imprese in formazione professionale continua non brilla, ma viene considerata un supporto rilevante alle strategie e al cambiamento. A dirlo sono sei aziende su dieci, secondo quanto emerge da una ricerca che Asfor e Cfmt hanno condotto su un campione di 100 aziende grandi e medio grandi dove sono impiegati oltre un milione e 300mila lavoratori.

I manager hanno spiegato che cresce l’esigenza di sviluppare modelli e soluzioni di formazione capaci di coinvolgere, mobilitare energie e fare leva su processi di collaborazione per innovare, comprendere e rappresentare il cambiamento, affrontare e risolvere problemi, sviluppando o rinforzando al contempo valori e capacità complesse sul piano individuale e collettivo. Il vicepresidente vicario di Asfor e coordinatore scientifico della ricerca, Marco Vergeat sottolinea come «le strategie di apprendimento si dimostrano, in questa prospettiva, uno strumento capace di supportare il raggiungimento di un determinato obiettivo e funzionali a generare il nuovo. Forniscono inoltre una risposta ai bisogni di competenza nella digital innovation».

Loading...

Cambia lo stile della leadership e cambiano anche i profili indispensabili alle imprese per competere con successo sui mercati. I manager del futuro dovranno dimostrare maggiore capacità di imprenditorialità, elaborazione e condivisione degli obiettivi, riconoscimento e promozione del cambiamento, gestione di team e integrazione generazionale, collaborazione.
Ma cosa dicono gli intervistati? Tra i principali driver di contenuto per la formazione del management attuale e del futuro prossimo vi sono lo sviluppo della leadership (riconosciuta dall’85% dei rispondenti di rilevanza elevata o molto elevata), l’ innovazione e un approccio strutturato al cambiamento (che ottiene l’81% dei consensi), la gestione e valorizzazione dei collaboratori (riconosciuto dal 78% come un set di contenuti di rilevanza elevata o molto elevata), l’interazione del cliente con l’azienda (alla quale viene accordato un 59%) e le skills manageriali di base (con un 66% di rilevanza).
Nell’analisi entrano anche «la rivoluzione digitale e la crescente presenza di filiere globali che stanno trasformando alla radice i modelli di business delle imprese e le loro forme di organizzazione - interpreta Enzo Rullani, direttore T-LAB CFMT - muovendo verso l’open innovation collaborativa, la deverticalizzazione delle vecchie piramidi organizzative, lo sviluppo di maggiore autonomia decisionale e responsabilità a tutti i livelli, passando dalla logica dei silos funzionali o divisionali, rigidamente separati tra loro, a quello dei team, dei progetti, delle competenze trasversali e delle collaborazioni esterne».

Quanto alle modalità con cui la formazione dei manager e degli alti potenziali viene realizzata, i dati evidenziano come alle tradizionali attività in aula e ai workshop è riconosciuta una rilevanza elevata o molto elevata, rispettivamente per l’80% e il 61%, mentre le altre soluzioni, che includono blended e-learning e e-learning totalmente autogestito, sono molto meno gettonate (dal 29% al 14%). L’e-learning viene considerata un’attività limitata e supportata da una tecnologia insufficiente e poco abile nel generare un’esperienza di apprendimento soddisfacente. Nei prossimi anni l’evoluzione delle metodologie dovrà tenere conto di alcuni vincoli fondamentali: come il tempo, risorsa sempre più scarsa e preziosa, la qualità dell’esperienza di apprendimento che dovrà dimostrare di essere pregnante rispetto al business e capace di valorizzare le esperienze possedute e la necessità di far lavorare le persone in modo collaborativo e creativo per progettare nuove soluzioni e apprendere o rinforzare competenze complesse.
«Il quadro che si sta delineando evidenzia sempre di più la crescita della responsabilizzazione diretta degli individui verso il proprio sviluppo e la propria formazione - aggiunge Vergeat -. Ci si sta muovendo da una parte verso un’offerta di apprendimento di conoscenze e basic manageriali sempre più accessibile e on demand, dove in un futuro ad essere sfruttati saranno sistemi e soluzioni digitali, con modelli e strategie di apprendimento inevitabilmente deterministiche e moderatamente blended».

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti