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«Formiamo giovani con i test sui prodotti nelle linee sperimentali»

La cosa più importante che ricerchiamo nei ragazzi è la curiosità, l’interesse e la voglia di conoscere le sfide che abbiamo davanti e di pensare alle possibili soluzioni

di Ilaria Vesentini

Elena Scolaro. Senior Hr Business Manager Global Rdq Barilla

3' di lettura

È una collaborazione iniziata nel 2018 che si va rafforzando di anno in anno, quella tra il dipartimento RDQ (Research, Development & Quality) della multinazionale simbolo del Made in Italy a tavola, Barilla, e l’accademia per super-tecnici dell’industria alimentare, l’Its Tech & Food. Un rapporto attivo bidirezionale che alimenta un circolo virtuoso tra il gruppo di Parma leader nel settore per dimensioni, reputazione e investimenti in innovazione e sostenibilità e i giovani talenti formati per destreggiarsi tra tecnologie iperspecialistiche, digitalizzazione di funzioni e processi di economia circolare. A seguire i percorsi di stage dei ragazzi dell’Its che ogni anno entrano nel dipartimento centrale di ricerca&sviluppo Barilla, per svolgere le 800 ore di lavoro sul campo, è Elena Scolaro, Senior HR Business Manager GRDQ (Global research & development quality) del gruppo.

Come nasce il sodalizio tra Barilla e l’Its e che sviluppi concreti sta avendo ora?

La partnership è figlia della fortissima accelerazione del cambiamento tecnologico avvenuta in questi anni e della necessità per Barilla di favorire il ricambio generazionale in tempi rapidi, non solo nella funzione R&S. Molti ragazzi dell’Its fanno tirocini anche nel controllo qualità dei nostri stabilimenti (30 nel mondo, di cui 10 in Italia, ndr) e nelle linee di produzione, ma si tratta sempre di profili dedicati ad attività superspecializzate e di un grosso impegno per noi in termini di affiancamento nel learning by doing. Nell’area Ricerca e sviluppo della sede centrale i giovani tecnici, in tirocinio presso le linee sperimentali, simulano e testano processi e prodotti prima di trasferirli su scala industriale.

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Quanti sono stati da subito cooptati da Barilla?

Solo per la funzione R&S ne abbiamo già assunti cinque e tutti sono, sin dal primo giorno di lavoro, figure tecniche importanti e operative. Il livello dei profili che la scuola ci offre è elevato e consente ai ragazzi diplomati di inserirsi anche nei nostri stabilimenti, sulle linee produttive e nei laboratori di controllo qualità.

L’area R&S contribuisce alla didattica dei corsi Its?

Da quest’anno abbiamo proposto una testimonianza diretta di quello che fa Barilla in tema di ricerca e sviluppo e sono stati programmati quattro interventi di mezza giornata ciascuno, in cui un team interno capeggiato da Tiziano Boselli, vicepresidente Process development bakery, porterà una overview complessiva del comparto bakery tra Italia, Francia, Russia, Germania e Svezia, declinata sulle tematiche che i ragazzi stanno studiando: prodotti, tecnologie, processi di innovazione, sfide per lo sviluppo. Altri colleghi terranno sessioni specialistiche, con approfondimenti sulle farine, ingrediente chiave per tutti i prodotti da forno; sulla biscotteria (tecnologie, materie prime caratterizzanti); sulla parte di packaging e sul percorso di sostenibilità che il gruppo sta perseguendo.

Quali sono le competenze che mancano di più in azienda?

Prima ancora delle competenze tecniche specifiche, che evolvono continuamente e sui cui bisogna prevedere aggiornamenti continui, sono le soft skill quelle che più cerchiamo nei giovani e sulle quali lavoriamo molto anche quando interveniamo nel ruolo di docenti. La cosa più importante che ricerchiamo nei ragazzi è la curiosità, l’interesse e la voglia di conoscere le sfide che abbiamo davanti e di pensare alle possibili soluzioni. È innegabile che la digitalizzazione sia la competenza trasversale che oggi più manca nei reparti di produzione e nelle linee di controllo, ma i giovani che escono dall’Its sono nativi digitali e possono facilmente crescere sulle competenze di data analytic che tanto servono alle aziende.

Come utilizzare al meglio gli 1,5 miliardi del Pnrr per gli Its?

A tendere l’industria alimentare avrà sempre più bisogno di profili specialistici che sappiano di ingredienti, materiali, macchinari, automazione, senza però perdere di vista la capacità di muoversi tra le diverse materie, anche perché oggi i giovani non vogliono passare tutta la loro carriera in una stessa funzione. Questi fattori, legati ai cambiamenti tecnologici velocissimi, mi portano a dire che forse l’aspetto su cui investire di più quando si parla di Its è il legame con il territorio, va rafforzata ulteriormente la connessione scuola-azienda.

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