L’intervista

«Formiamo specialisti di automazione e processi innovativi»

Luca Scudieri. Presidente dell’Its Ma.Me. e componente del board Adler group

di Vera Viola

Luca Scudieri

3' di lettura

«In Campania le imprese dei settori aeronautico e auto avevano registrato crescenti difficoltà nel reperire competenze sul mercato del lavoro. Da qui è nato l’Its Ma.Me. (Manifattura Meccanica) che risponde perfettamente a tutte le esigenze». Parola di Luca Scudieri, presidente dell’Istituto tecnico superiore e membro del board di Adler group, azienda con radici napoletane e tra i leader in Italia nella produzione di componenti per auto e per aerei. Luca Scudieri, 29 anni, è da pochi mesi presente anche nel consiglio di presidenza di Its Italy (la rete degli Its italiani).

Quale rapporto esiste tra il gruppo Adler e l’Its che lei presiede?

Anche nelle nostre aziende, come in molte altre, la transizione tecnologica ha creato criticità nel reperire competenze 4.0. C’era l’esigenza di risorse umane formate nel campo della meccatronica. Ci servivano profili tecnici per innovazione di processi e di prodotti, per migliorare la lavorazione del materiale composito. E sapevamo, tra l’altro, che questa esigenza sarebbe cresciuta negli anni. Prima che diventasse una emergenza, anzi un ostacolo, abbiamo deciso di riunire più imprese con analoghe aspettative intorno a un progetto comune di istruzione post diploma. Oggi l’Its Ma.Me. specializza, in percorsi biennali, tecnici superiori esperti, appunto, di innovazione di processi e prodotti meccanici, professionisti dell’automazione e dei sistemi meccatronici fino ad arrivare ai progettisti di strutture in composito.

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Come è organizzato il corso di studi?

In primis i giovani selezionati devono affrontare la parte teorica, poi arriva quella pratica. In totale 2mila ore di formazione di cui il 50% in aula. La parte rimanente “on the job” si svolge direttamente in azienda. Dopo aver gettato le basi teoriche in materie tecniche ed economiche, i giovani allievi hanno acquisito le basi per cominciare a vivere in azienda. Studiano meccatronica, progettazione, gestione aziendale.

Quale risposta avete ricevuto? Intendo riscontrate interesse per la formazione post diploma da parte dei giovani meridionali?

Abbiamo dedicato un anno intero alla promozione. In un primo momento i giovani sono rimasti freddi, quasi increduli. Ma dal secondo anno della nostra attività, il nostro corso è diventato un percorso conosciuto e, da allora, riceviamo parecchie domande ogni anno. E non a caso siamo andati avanti anche durante la pandemia.

Quanti giovani finora hanno frequentato il vostro Its e quanti di questi hanno poi trovato lavoro?

Accogliamo 25 studenti a corso ogni anno. Oggi siamo al terzo anno di vita dell’Its Ma.Me., quindi abbiamo preparato già 75 allievi. Di questi, alcuni hanno trovato occupazione nei primi mesi successivi al corso. Sono stati assunti in aziende campane (Adler, Abete, Novotech e altri) e anche in alcune aziende del gruppo Adler in Veneto. Nel prossimo mese partirà un nuovo corso finanziato dalla Regione Campania. Ed a breve uscirà il bando per partecipare alla selezione.

Cosa manca perchè l’Its possa lavorare al meglio? In quale direzione ritiene che possa crescere e migliorare?

Sono convinto che debba diventare una entità con forte identità. Intendo dire che le istituzioni, anche quelle che finanziano, dovrebbero assicurare un contributo sempre più adeguato poichè si tratta di creare lavoro e anche lavoro qualificato. Ed in questa direzione va positivamente il Pnrr (che al capitolo Its, destina 1,5 miliardi di euro nei prossimi cinque anni, ndr).

Lei siede anche nel cda della Rete italiana degli Its, quali proposte portate avanti per migliorare la formazione post diploma? Quali consigli emergono dalla esperienza dei primi istituti creati in Italia

Sono chiaro, penso che una parte significativa delle risorse che il governo italiano sta dedicando all’assistenza, sarebbe utile che venisse destinata agli Its. Questi si sono rivelati uno strumento importante nell’attuare virtuose politiche attive per il lavoro. Penso anche a una detassazione per le imprese che assumono allievi Its oppure a un sostegno direttamente ai giovani, soprattutto a quelli che, per esigenze di formazione e di lavoro, sono costretti a trasferirsi in altra regione d’Italia.

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