ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùAutomobilismo

Formula 1, Hamilton primo per un soffio al debutto in Bahrein

La stagione più lunga di sempre si inaugura con la vittoria della Mercedes davanti a Verstappen. E proprio la Red Bull è il contendente più autorevole

di Alex D’Agosta

Torna la Formula 1, scatta dal Bahrain il primo weekend della nuova stagione

5' di lettura

Si può dire che la prima di ventitré gare di questa stagione di Formula 1 inizia con un pathos inaspettato sul finale, anche se i protagonisti erano assai prevedibili: Hamilton e Verstappen. Fra i due, la spunta il sei volte campione del mondo in carica. Non per pieno merito: nelle ultimissime tornate, la discriminante è stata una errata valutazione del giovane Verstappen, che tuttavia si era appena reso protagonista di una bella e progressiva rimonta, sfociata in un sorpasso decisivo e incisivo per la leadership quando mancavano cinque giri alla fine.

La prima fascia e Mercedes-Red Bull

Purtroppo per lui, causa «oga» e superamento delle linee consentite, dal muretto Red Bull gli è stato chiesto di restituire la posizione e, da lì, quel vantaggio di gomme e fiducia per superarlo di nuovo, è svanito come neve al sole. Nel registrare un’altra vittoria Mercedes e nel verificare una Red Bull decisamente cresciuta grazie agli ultimi aggiornamenti tecnici del propulsore Honda, si può iniziare ad abbozzare un primo bilancio delle forze in campo di questa annata 2021, identificando ancora loro due come team di prima fascia. Mentre McLaren e Ferrari, pur un passo indietro così come nella prima stesura della classifica provvisoria del mondiale costruttori, sono abbastanza vicine da poter lasciare sperare su significativi margini di miglioramento e piacevoli sorprese nei mesi a venire. Tolto il duello di testa, con un ritardo fra i primi due di meno di un secondo, infatti, c’è stato un po’ di «vuoto» fino al terzo posto di Bottas, mai veramente emerso e pure penalizzato da una pistola pneumatica difettosa al cambio gomme, che gli ha fatto perdere almeno 8 secondi, ma sempre «lì», davanti, a fare il suo mestiere di fedele «scudiero» e «tappo» al podio per i team rivali. Stona, annoia un po’, insomma, averlo anche quest’anno a guidare una Mercedes così veloce ma senza mai dare spettacolo, senza mai un acuto di personalità, senza mai un guizzo di grinta, uno slancio di passione.

Loading...

Che tempo fa in casa Ferrari

Fa male, poi, vedere subito dietro un meritevole Norris (Mc Laren) quarto, mentre ha lottato per oltre mezza gara: anche a chi non ha il passaporto britannico, forse un po’ spiace. Lo stesso vale per Perez, quinto, comunque soddisfatto di aver portato la Red Bull così bene alla fine, nonostante un problema serio in partenza, quando la sua monoposto si è fermata improvvisamente nel giro di formazione, costringendolo a ripartire dalla corsia box. Dov’è la Ferrari? Qua sotto. Si poteva sperare meglio, visto che nel frattempo siamo arrivati nella seconda metà della top ten. Ma è proprio quella zona della classifica dove si iniziano a vedere storie di piloti e squadre che possono e devono far meglio, ma che almeno hanno sudato, hanno lottato, sono stati inquadrati dalla tv. E che in buona parte possono essere abbastanza soddisfatti. Si inizia da Leclerc. Sette secondi da Perez e quasi un minuto dal leader. Ma non è male, considerando che in questa pista storicamente le rosse non sono mai andate bene. Settimo Ricciardo: avrebbe sperato meglio, ma è fresco di team, perciò dovrà guadagnarsi il rispetto di Norris e dei grandi capi. Incoraggiante l’ottavo di Sainz, al debutto nel sedile che fu di Vettel. È riuscito a farsi notare e a regalare uno dei momenti più belli di questa domenica. Al giro 21, infatti, lo si è visto attaccare e superare nell’arco di poche curve sia Alonso che Vettel, uno dopo l’altro, uno meglio dell’altro. Due «ex» di grande onore, con sei mondiali sulle spalle: uno al ritorno nel mondiale, l’altro al primo gran premio «verde», dopo tanti anni in rosso. Un po’ di amarcord, un segno del destino: sarà una sequenza salvata con rispetto negli archivi. Un momento memorabile, di quelli che si potranno rivedere più volte nei prossimi anni, specie se il giovane spagnolo riuscirà a ottenere buoni risultati con la divisa del cavallino.

Lewis Hamilton (Epa/Lars Baron)

Attenti all’Alpha Tauri di Tsunoda

Continuando nella lettura della classifica, non si può non notare il nono posto di Yuki Tsunoda, un esordiente della Formula 1 con l’Alpha Tauri di Faenza. Primo gran premio, due punti e quinto posto nel mondiale provvisorio per la ex Toro Rosso, nata Minardi. Quanti possono raccontare la stessa cosa, campionissimi inclusi? Un’altra piccola ma significativa gioia per l’Italia che, per solo un secondo, sfiora anche un punticino con Raikkonen (al volante anche quest’anno dell’italo-elvetica Alfa Romeo), dietro a Stroll (Aston Martin) e seguito da Giovinazzi, primo dei doppiati. Fra i debutti del 2021, è necessario ricordare anche quello di Mick Schumacher, secondogenito del «mattatore» più importante e noto di questo sport, che arriva a 22 anni in Formula 1, alla stessa età in cui ha esordito suo padre. Non poco, ma i suoi manager hanno deciso di attendere questo passo fino al momento in cui avrebbe raggiunto la maturazione agonistica piena, cioè con il titolo di campione di Formula 2 in tasca. Stavolta ultimo, chiude però con dignità questa gara, arrivando sotto alla bandiera a scacchi. La Haas non è granché competitiva, ma arrivare in fondo e iniziare, semmai ce ne fosse stato bisogno, a creare una gerarchia nel box, è stato un traguardo più che rispettabile. Il suo compagno Mazepin, infatti, sta già iniziando a deludere, come da previsioni.

La sfortuna di Alonso

Fra i quattro ritiri di oggi, in conclusione, il più «ingiusto» è stato quello di Alonso. Sarà stata la sfortuna, magari nei numeri, visto che si trattava della gara 313 in carriera in questa serie, lo stesso numero della targa dell’auto di Paperino! Dopo due anni di assenza dalla Formula 1, dove però è andato a vincere la 24 Ore di Le Mans e ha pure provato la Indianapolis 500, aveva già fatto temere per il suo ritorno poche settimane a causa di un incidente in bicicletta. Aveva recuperato velocemente da un intervento maxillofacciale ma per metterlo fuori oggi c’è stato un problema di affidabilità della nuova Alpine, che al giro 34 ha dovuto richiamarlo per un surriscaldamento eccessivo dei freni. Nel complesso: una bella gara, anche se non delle più vivaci in termini assoluti. Non troppi sorpassi, pochi incidenti, molta strategia gomme (a proposito: era la prova numero 400 per le gomme Pirelli). La safety car solo all’inizio non ha «compattato» tanto i top team ma con 11 piloti a pieni giri non c’è molto da lamentarsi.

Le novità tecniche della stagione

Insomma, l’inizio del 2021 sembra abbastanza vivace e le prestazioni, grazie alle nuove novità regolamentari, dovrebbero davvero aver chiuso un po’ il gap fra «ricchi e poveri». Per citarne alcuni, sono stati ridotti i vantaggi aereodinamici e, in generale, si è tagliato di circa un 10% il cosidetto «downforce», tanto da incidere anche di oltre un secondo e mezzo sulla prestazione. E a proposito di budget cap: è stato aumentato il valore minimo di peso di auto e pilota e, soprattutto, il peso minimo motore. Quest’ultimo in particolare per evitare che vengano utilizzati materiali troppo estremi ed esotici. Una manciata di chili in più per centinaia di migliaia, forse milioni di euro in meno di materiali e ricerca.


Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti