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Formula 1, a Monza vince Verstappen (tra safety car e polemiche)

Secondo Leclerc, terzo Russell. Fischi per la chiusura della corsa in regime di safety car, per un guasto alla McLaren di Ricciardo

di Alex D'Agosta

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4' di lettura

Non sono bastati una pole position, una bella giornata di sole, un clima di festa e un numero di tifosi che ha sfondato ogni record. La domenica di oggi verrà ricordata più per i fischi e la rabbia che per il tutto il resto, che non era poco: stiamo parlando del 75mo di una pubblica fabbrica che da Maranello ha conquistato il mondo. E dei 100 anni del circuito più veloce e famoso.

Finale anomalo (ricordando Abu Dhabi)

Celebrazioni e feste per l’Italia che meritava una gara all'insegna del made in Italy e non un finale così anomalo, discutibile e oggettivamente «brutto» a vedersi. Che, pur restando nei confini del regolamento, applicato apparentemente bene, ha rovinato la festa, lo spettacolo, la gioia, castrando l'adrenalina e lasciando senza parole tutti, per la difficoltà di comprensione del pubblico che non conosce il regolamento a menadito.

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Ma tutti sappiamo i precedenti di fine 2021: ad Abu Dhabi la ripartenza data alla fine ha comportato la consegna del mondiale nelle mani di Verstappen e il successivo licenziamento di Masi. Di questa safety car sul finale se ne parlerà molto. La Ferrari avrebbe potuto avvantaggiarsene? La dea bendata avrebbe puntato verso Leclerc? Era meglio una bandiera rossa e ripartire con disposizione a più giri? Forse, ma ormai non si può fare più niente per rimediare.

Ferrari non all’altezza di Verstappen

C'è da dire che il ferrarista, nonostante l'ottima qualifica, non aveva il passo gara all'altezza dell'avversario nella seconda metà di gara, né forse il team ha preso le scelte giuste al momento giusto. Ma l'esito finale resta amaro comunque: Verstappen, mai sul podio sinora all'Autodromo Nazionale, vince il Formula 1 Pirelli Gran Premio d'Italia 2022 transitando sotto al traguardo in regime di safety car, seguito a ruota da Leclerc, entrambi con gomme fresche quasi intonse, e Russell. Sainz, Hamilton e Perez per chiudere le sei posizioni assegnate ancora una volta ai tre top team, quest'anno senza exploit della McLaren, anche se Norris, settimo, si è difeso piuttosto bene.

Ma il guaio finale, quello di una safety car che passerà alla storia, è nato proprio da un problema tecnico dell'altro pilota McLaren, Ricciardo, che insieme a Norris ha condiviso nel 2021 una storica doppietta McLaren, com'era riuscito solo, per la casa di Woking, nel 2007 grazie al duo Alonso-Hamilton.

Da segnalare anche l'ottavo posto di Gasly, già vincitore a sorpresa due anni fa, sempre con la stessa Alphatauri, e il nono di De Vries, in prestito alla Williams, che pur apparendo per la prima volta nella massima serie, sin dalle prove ha fatto emergere l'inadeguatezza del titolare in gara Latifi. Verstappen ha comunque dominato e non si può dire che la safety car abbia stravolto una conclusione che si stava comunque scrivendo in modo analogo.

La vittoria di oggi apre inoltre all'abbattimento di uno dei tabù storici del campione olandese: se porta a casa una vittoria dove non era mai arrivato nemmeno a podio, d'altro canto si trova già a quota 11 gare vinte in stagione con una macchina dominante, avvicinando a corto raggio i primati di Vettel 2013 e di Schumacher nel 2004 che erano arrivati a quota 13. Per l'olandese mancano ancora 6 gare e c'è tutto il tempo di traguardare e sognare anche questo.

L'amarezza dei tifosi non deve però prendersela esclusivamente in questioni di giurisprudenza. È difficile da dire, ma nonostante annunci radio differenti, con il senno di poi qualche dubbio nasce sulla bontà dei richiami a box: certo, se da un lato è sempre ammirevole tentare di ribaltare una situazione già scritta, dall'altro oggi l'applicazione delle norme poteva forse essere migliori, pensando all'ingresso della gru nella via di fuga e in contromano.

Non va dimenticato che Jules Bianchi è morto a causa di una gru in pista. A margine delle polemiche inevitabili, per i più sentimentali, non può non dispiacere inoltre vedere in fondo alla classifica dei non arrivati ben due ‘out' eccellenti come Vettel e Alonso, entrambi vincitori in questa gara con le auto che li hanno portati a diventare campioni del mondo. Entrambi sfortunati con la meccanica che, come noto, è messa molto alla frusta da questa pista.

Monza e i precedenti indimenticabili per la Rossa

Un vero peccato, insomma, perché di ‘miracoli' sul finale a Monza a favore di Ferrari se ne erano già visti. Se per molti è ancora negli occhi la bellissima vittoria di Alonso nel 2010, chi ha qualche anno in più non può aver rimosso la commozione dell'edizione 1988, a pochi giorni dalla scompara di Enzo Ferrari. Qualcosa di così sorprendente da non poter sembrare vero, ma anche troppo complesso per poter pensare che fosse orchestrato così bene per non dare nell'occhio. Dominavano le McLaren, velocissime, in uno degli anni più pimpanti di sempre. Prost si era fermato per guasto e Senna era stato tamponato da un rookie in un sorpasso gratuito e inutile sul finire di gara. Insomma, una gara che doveva essere una doppietta McLaren, si è trasformata in una doppietta Ferrari.

Il record di Schumi del 2003

E non va dimenticato nemmeno il 2003, poi, quando si è vista la gara più veloce di tutti i tempi: 247,5 km/h di media, dall'inizio alla fine. I regolamenti erano diversi e il detentore di questo record è un certo Michael Schumacher, in una giornata particolarmente forsennata.

In quella gara c'era ancora in gioco il titolo contro un contendente minaccioso e aggressivo come Juan Pablo Montoya. In quel caso la Ferrari ha fatto sognare come in pochi altri rari casi a Monza, con una gara tiratissima che ha visto segnare giri veloci uno dopo l'altro. Ma alla fine l'avversario ha mollato e Schumacher volava davanti a tutti, primo, assaporando il suo sesto mondiale: all'epoca lo decretava il più vincente di tutti i tempi.

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