MADE IN ITALY

Forum Cibus: agroalimentare prima ricchezza del Paese ma servono aiuti per bar e ristoranti

L’alimentare vale 538 miliardi secondo i dati Coldiretti e ha saputo reagire alla pandemia, ma mancano sostegni a fondo perduto per la ristorazione che ha sofferto per il lockdown

di L.Ben.

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(BillionPhotos.com - Fotolia)

L’alimentare vale 538 miliardi secondo i dati Coldiretti e ha saputo reagire alla pandemia, ma mancano sostegni a fondo perduto per la ristorazione che ha sofferto per il lockdown


2' di lettura

La pandemia da coronavirus ha messo in ginocchio tanti settori del Made in Italy, ma non agroalimentare che continua a resistere. I dati raccolti da Coldiretti e presentati al Cibus Forum, inaugurato oggi, parlano chiaro: è di 538 miliardi il valore della filiera agroalimentare che è diventata la prima ricchezza del Paese. Un’attività produttiva complessa che assicura 3,8 milioni di posti di lavoro e vale il 25% del Pil grazie a 740mila aziende agricole, 70mila industrie alimentari, oltre 330mila realtà della ristorazione e 230mila punti vendita al dettaglio.

Una filiera che ha registrato una continua crescita dell'export raggiungendo la cifra record di 44,6 miliardi di euro nel 2019, secondo l'analisi Coldiretti che evidenzia come quasi due terzi delle esportazioni agroalimentari siano diretti verso i Paesi dell'Unione Europea, dove il principale partner è la Germania, mentre fuori dai confini comunitari sono gli Stati Uniti il mercato di riferimento dell'italian food.

Federalimentare servono aiuti a fondo perduto per l’Horeca

Il bilancio di questi sette mesi del presidente di Federalimentare Ivano Vacondio evidenzia però anche delle forti perdite soprattutto per il settore ristorazione: “Il 2020 è stato l'anno nero anche per il food&beverage. Siamo andati meglio, è vero, rispetto al manufatturiero contenendo le perdite di fatturato a -5% ma le aziende vivono di redditività. E ne stiamo perdendo tanta con la crisi di ristorazione e turismo, per questo chiediamo aiuti a fondo perduto per il settore Horeca e turismo”. Al governo, chiede il numero 1 dell'industria alimentare, “serve il coraggio di fare delle scelte.C'è bisogno - ha precisato - di almeno 1,5 miliardi di euro se si vuole tenere in piedi l'Horeca e il turismo enogastronomico”.

Si risparmia anche nella spesa: discount a +7%
Un altro dato che emerge nel 2020 è la tendenza all risparmio dei consumatori, evidenzia Vacondio: “ È innegabile che i consumi del Paese stiano cambiando e non in meglio. Le vendite dei discount alimentari crescono al passo tendenziale del +7% . La preoccupazione è che la discesa del target dei prodotti si consolidi nel tempo, portando a uno stabile cambiamento di costume e una perdita di redditività, che dipende dal valore aggiunto che hanno i cibi che vengono comprati”. Per invertire la tendenza due sono le scommesse da vincere, secondo il presidente dell’associzione: una è quella dell'export, che però dipende anche e in larga misura dal contenimento dell'ondata di ritorno dei contagi sui nostri migliori mercati di esportazione e quindi sulla loro eventuale progressiva ripresa, l'altra riguarda l'horeca, dove va fatto di più”.

Il ministro Bellanova: presto 5000 euro
ai ristoratori per l’acquisto di prodotti Made in Italy

Alla richiesta di aiuto ha replicato la Ministra dell'Agricoltura, Teresa Bellanova, rinnovando l’impegno ad aiutare il settore che aveva anticipato il luglio scorso: “In questi giorni in Parlamento è in discussione una norma che porta a 600 milioni di euro i fondi destinati alla ristorazione, a quelle tante pizzerie e ristoranti che hanno aperto e che stanno sostenendo costi molto alti, ma anche a quelli che non hanno aperto ai quali noi vogliamo dare circa cinquemila euro di fondo perduto per acquistare prodotti che devono essere esclusivamente made in Italy”.

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