ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di più«Fit for 55»

Ue punta a direttiva su edifici green in 6 mesi. Risoluzione Fdi per fermarla

Dal 2030 in poi i nuovi edifici privati devono iniziare a “mettersi in regola” con gli obiettivi ambientali nell’ambito del New Green Deal: che in pratica significa abbattere le emissioni nocive di cui sono responsabili per il 40 per cento

(foto Ansa)

3' di lettura

La presidenza di turno svedese dell’Unione europea si impegna ad approvare la cosiddetta “direttiva sulle case green” entro sei mesi, ma l’Italia è pronta a dare battaglia e a bloccare una normativa che di fatto imporrebbe l’obbligo di ristrutturare due immobili su tre per renderli più efficienti da un punto di vista energetico.

La proposta di direttiva europea “Epbd” con le nuove regole sull’efficienza energetica degli immobili è finita nel mirino di Fratelli d’Italia. «La casa è sacra e non si tocca. Fratelli d’Italia mette in guardia dal tentativo dell’Unione europea di rifilare all’Italia, con la direttiva sull’efficientamento energetico, una patrimoniale camuffata che va a ledere i diritti dei proprietari». È quanto ha sottolineato in una nota il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera Tommaso Foti annunciando che il gruppo ha «presentato una risoluzione in Parlamento per chiedere che il governo intervenga per scongiurare l’approvazione di una norma che danneggerebbe milioni di italiani proprietari di immobili».

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Ue, puntiamo a direttiva su edifici green in 6 mesi

Nel corso della conferenza stampa con la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, il premier svedese Ulf Kristersson ha chiarito: «La nostra priorità è rendere l’Europa più verde. Ci sono diversi dossier legislativi che sono ora in fase di negoziati al trilogo e il nostro obiettivo è arrivare a un accordo durante la presidenza. Tra questi, la direttiva sull’energia rinnovabile e la direttiva sull’efficientamento energetico».

Primo voto Parlamento Ue su case green slitta a 9 febbraio

Il voto alla commissione Industria, Ricerca ed Energia (Itre) dell’Europarlamento sulla nuova direttiva Ue per l’efficienza energetica degli edifici è stato rinviato al 9 febbraio. Lo riferiscono fonti vicine al dossier. Gli eurodeputati avrebbero dovuto esprimersi il 24 gennaio, ma l’appuntamento è stato posticipato per consentire lo smaltimento degli oltre 1.500 emendamenti presentati alla proposta della Commissione europea. L’obiettivo è arrivare in marzo al voto finale su un testo che costituisca la posizione negoziale dell’Europarlamento in vista della trattativa con il Consiglio.

Il testo presentato dal relatore del Parlamento europeo, l’irlandese Ciaran Cuffe (Verdi europei), introduce anche maggiori tutele sociali per i proprietari, con l’utilizzo del Fondo sociale per il clima e dei finanziamenti del Recovery. L’eurodeputato vorrebbe poi inserire nella direttiva ambiziosi target per le pompe di calore e incoraggiare i Paesi Ue a promuovere “ristrutturazioni di comunità” a livello di quartiere.

Dal 2030 le nuove case devono abbattere le emissioni del 40%

Il pacchetto fa parte della politica ambientale “Fit for 55” che punta alla riduzione della Co2 del 55% entro il 2030, rispetto ai dati del 1990. Dal 2030 in poi i nuovi edifici privati devono iniziare a “mettersi in regola” con gli obiettivi ambientali nell’ambito del New Green Deal: che in pratica significa abbattere le emissioni nocive di cui sono responsabili per il 40 per cento. Concretamente significa che «gli edifici dovranno consumare poca energia, essere alimentati per quanto possibile da fonti rinnovabili, e non dovranno emettere in loco emissioni di carbonio da combustibili fossili», ha spiegato Bruxelles illustrando la proposta di direttiva.

Ance, 9 milioni di immobili non a norma in base a direttiva Ue

Su 12,2 milioni di edifici residenziali, oltre 9 milioni risultano «particolarmente inquinanti» e «non sono in grado di garantire le performance energetiche indicate dalle nuove normative e soprattutto nei tempi brevi previsti» dalla proposta di Direttiva europea sull’efficienza energetica degli immobili all’esame del parlamento europeo, secondo i dati dell’Ance. Il 74% degli immobili in Italia, infatti, è stato realizzato prima dell’entrata in vigore della normativa completa sul risparmio energetico e sulla sicurezza sismica. Anche il monitoraggio Enea-CTI, relativo agli attestati di prestazione energetica emessi nel 2020, mostra che il 75,4% degli attestati si riferisce a immobili ricadenti nelle classi più inquinanti, E, F, G. Quest’ultima, in particolare, incide per oltre un terzo (35,3%), secondo i dati riportati dall’Ance.

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