Cassazione

Foto d’epoca e lettere del padre, provano la paternità di una bambina del ’47

Una lunga storia d’amore durata fino alla morte dell’uomo nel ’55. Solo l’impossibilità di divorziare negli anni 40 ha impedito al padre naturale di vivere con la nuova famiglia

di Patrizia Maciocchi

(Design Pics / AGF)

2' di lettura

Una foto sbiadita degli anni ’40, delle lettere, un assegno vitalizio in favore della figlia naturale, e l’impossibilità di divorziare all’epoca, rendono legittima a distanza di oltre 70 anni la dichiarazione naturale di paternità.

La bambina del ’47...

La Corte di cassazione (sentenza 16738) respinge il ricorso di «un’erede dell’erede» del padre naturale, che contestava gli elementi sui quali i giudici di merito avevano fondato il loro giudizio per affermare la paternità, come chiesto da un’ex bambina del ’47. Ad avviso del ricorrente presunzioni e nulla di più. La Suprema corte ricorda però che ci si può affidare ad elementi presuntivi e ad indizi, se dimostrano, incrociati tra loro che il “preteso” genitore ha trattato come un figlio la persona, nel cui favore si chiede la dichiarazione di paternità.

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La sentenza

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...E i due amanti del 1900

E la storia esaminata dai giudici ne è la prova. Tra la madre naturale di una signora, ormai “nonna”, c’era stata una lunga storia d’amore, durata fino alla morte di lui, nel ’55. Solo l’assenza del divorzio, negli anni 40, aveva impedito all’uomo, già separato dalla moglie, di sposare la signora che era immortalata con lui in più di una foto, insieme alla bambina. In occasione del battesimo della piccola l’uomo, anche se questo non aveva un valore certificativo, si era dichiarato padre della neonata. E nelle sue lettere, datate “Milano 1948”, oggetto di perizia grafologica, parlava di lei. In più c’era una sentenza del Tribunale di meneghino del 1956 con la quale alla ragazza allora ancora minorenne era riconosciuto un assegno vitalizio in quanto figlia del defunto. Il cerchio si è chiuso ancora una volta a Milano con un giudizio della Corte d’Appello del 2018 che aveva avvertato che l’uomo, morto nel ’55 era il padre della signora. Nel 2020 la Cassazione conferma la correttezza di una decisione messa in discussione a 73 anni di distanza da un lontano erede. Ma persino la moglie tradita e la sorella del padre naturale avevano affermato in tribunale, pur andando contro i loro intressi, che la relazione sentimentale dal quale era nata una figlia era nota.

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