Il vertice di Roma

G20, il cerimoniale «vieta» foto nella fontana di Trevi e Frecce Tricolori

Non è stata ancora definita dal cerimoniale di Palazzo Chigi la location per la foto di famiglia dei 19 capi di Stato e di Governo e presidente Commissione Ue

di Gerardo Pelosi

G20 a Roma, la sicurezza dei grandi della terra garantita dalle unità speciali dei carabinieri

2' di lettura

Quello che si terrà a Roma sabato 30 e domenica 31 ottobre non sarà certo un G20 facile. La pandemia ha contribuito a rendere l'organizzazione di tutti i vertici in presenza molto complessa e quello di Roma con 20 delegazioni e relativi seguiti non farà certo eccezione. Inoltre l’assenza già preannunciata di leader della caratura del presidente cinese Xi Jinping e di quello russo Vladimir Putin non aiuterà certo a valorizzare l'incontro al quale non parteciperanno neppure il presidente messicano Manuel Lopez Obrador (il suo unico viaggio all'estero è stato a Washington) e il premier giapponese Fumio Kishida impegnato nella fiducia del nuovo governo in Parlamento.

Foto di Famiglia nella fontana di Trevi? Non è sicuro

Ma se a questi problemi nella struttura del formato si aggiungono anche questioni logistiche viene messo in discussione il successo stesso dell'iniziativa. Ad esempio non è stato ancora definito dal cerimoniale di Palazzo Chigi la location per la foto di famiglia dei 19 capi di Stato e di Governo oltre alla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen.
È stata avanzata l'ipotesi di svuotare la fontana di Trevi nella notte di sabato per allestire domenica 31 nel fondo un set fotografico dove posizionare tutte le personalità. L'idea è evidentemente legata all'immagine cult della fontana come si è tramandata nel film “8 e mezzo” di Federico Fellini con Marcello Mastroianni e Anita Ekberg (con la fontana piena, in quel caso).
Ipotesi che vedrebbe però la netta contrarietà del prefetto di Roma Matteo Piantedosi per le oggettive difficoltà nel garantire la sicurezza di tutti i leader mondiali in una zona come il centro della capitale con abitazioni private non controllabili adeguatamente e difficoltà nel posizionare i tiratori scelti nel dedalo delle vie limitrofe.

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Niente Frecce Tricolori: immagine di vertice militarizzato

Ma non è tutto. In occasione del vertice in un primo tempo era previsto un passaggio delle Frecce Tricolori sul centro di Roma fino alla Nuvola di Fuksas dell'Eur. Dalla bozza di programma il passaggio sarebbe però stato cancellato all'ultimo momento (pare per la contrarietà dell'addetta stampa di Draghi) per non dare un'immagine troppo “militarizzata” del vertice.
Da qui la forte delusione dell'Aeronautica abituata ormai da molti anni a portare in Italia e in giro per il mondo le Frecce non come strumento militare ma come un brand italiano di eccellenza tecnologica e gestionale.

Niente più borse Fendi. Marchio troppo francese

E ancora non è finita. Qualche problema pare vi sia stato anche nel programma delle consorti dei leader. In un primo momento era previsto per loro una visita nel palazzo di Fendi a Roma con successivo omaggio di una borsa (Fendi ha fornito le divise per le hostess del vertice). Ma pare sia stata proprio la moglie di Draghi a ricordare al presidente del Consiglio che il marchio Fendi ormai non ha più titolo per rappresentare un grande marchio della moda italiana essendo soprattutto francese da quando è partecipato dal colosso del lusso Lvmh.
Da qui il cambio di programma con la “tradizionale” visita ai Musei vaticani e alla Galleria Borghese. Con il corollario delle inevitabili proteste a cominciare da quelle di Silvia Venturini Fendi presidente di AltaRoma.

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