ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùMatteo Procaccioli Della Valle

Fotografia e design s’incontrano in mostra sotto la Mole

Cinque scatti urbani dialogano con altrettanti oggetti trasportando la riflessione su linee e strutture geometriche o cromatiche anche indoor.

di Redazione

Un'immagine della serie “Urban Hives” di di Matteo Procaccioli Della Valle.

3' di lettura

Da 10 anni Matteo Procaccioli Della Valle guarda, analizza e fotografa le città. Ne indaga i significati, ne evidenza le strutture, i legami con chi le ha abitate o le abita - anche se l'essere umano non è mai fisicamente presente nei suoi scatti - e con la natura. Il risultato di questo processo sono immagini che restituiscono atmosfere, non luoghi dove il tempo è sospeso, dilatato, aperto ad accogliere il sentire di chi guarda e ad ospitare diversi livelli di lettura. Gli scatti sono frutto di un processo lungo, in cui l'artista opera «un po' come fossi un artigiano», spiega Procaccioli Della Valle, sia digitalmente sia con trattando la stampa con solventi, graffiature, desaturazione, per conferirle matericità e spessore.

Il primo accostamento.

Tutto questo sarà in mostra a City Break dal 15 settembre al 31 ottobre, presso la galleria Raffaella De Chirico Arte Contemporanea di Torino. L'analisi della struttura urbana si muove seguendo tre filoni: in Microcities l'artista ha sorvolato la città («ben prima che esistessero i droni!») con inquadrature dall'alto che ne evidenziano la visionarietà ma anche la frammentazione; in Structures si entra più nel dettaglio, con ritratti più intimi e meno globali di oggetti prestati alla vita degli esseri umani; in Urban Hives ci si interroga sulla densità architettonica che diventa riflessione su un'umanità omologata e compressa dalle stesse costruzioni in cui vive. Questa personale racconta e conclude un percorso lungo 10 anni e dà lo slancio per avviare una nuova fase creativa. A Procaccioli Della Valle abbiamo chiesto di abbinare cinque suoi paesaggi urbani con cinque oggetti di design che potessero trasportare la sua riflessione sulle linee, le strutture, le suggestioni geometriche o cromatiche dentro casa. Ed ecco la sua lettura.

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Secondo abbinamento della serie.

 

Il primo accostamento mette in relazione Structures 10 con alcuni pezzi molto architettonici della collezione Armani Casa 2022. Il paravento in massello intagliato a livelli multipli Sesamo, il tavolo da pranzo Space, con gambe in plexiglass trasparenti e top in noce canaletto. Il tavolino Net, con cubi in noce canaletto e plexiglass trasparente e il mappamondo Hunter, in tecnocuoio, rutenio e con base in alabastro. Il secondo abbinamento è uno scatto della serie Urban Hives messo in dialogo con il plaid Construction di Hermès, ispirato ai disegni di Gianpaolo Pagni e realizzato assemblando pannelli di cashmere mediante rimagliatura, una tecnica che deriva dall'arte del cucito.

Terzo accostamento.

Nel terzo, va in scena il gioco di pieni e vuoti fra il candelabro Lucifero di Lazzarini&Pickering per Marta Sala Éditons, e Structures 02. Gli ultimi due scatti, entrambi della serie Vestiges (rispettivamente 06 e 04), si accostano ai vasi e al tavolino in alluminio forato, con finitura rame e bronzo, e contenitore centrale della serie Coloniae, firmata da Gionata Gatto per JCP Universe, e alla sospensione Plena, disegnata da Eugenio Gargioni e Guillaume Albouy per Foscarini, formata da una struttura in alluminio verniciato e un telo doppio in pvc con alta riflettività alla luce che trasmette una sensazione di leggerezza e la fa sembrare una vela nell'atto di prendere il vento.

Quarto abbinamento.

«Accostare delle opere d’arte a degli oggetti iconici del design è un esercizio importante, che fa riflettere sulla durabilità delle cose, sia di quelle che usiamo e che svolgono una funzione ben precisa, sia di quelle che osserviamo», spiega Procaccioli Della Valle. «Sono elementi che tra loro possono dialogare: ci sono armonie cromatiche, giochi di forme e pattern che si ripetono, evocazioni e suggestioni”. E poi c’è la struttura, che per l'artista è fondamentale tanto nel disegno industriale che nella sua fotografia. «La struttura è la parte centrale di un racconto, di una storia che può assumere, in sintesi, le sembianze di una lampada o di un grattacielo», conclude. «Entrambi si compongono di una parte creativa assai importante, cui si affianca la maestria e il saper fare artigianale, pensato in grande scala. È stato un dialogo fra oggetti e opere che possono essere riprodotti, senza perdere il loro potere seduttivo e il proprio valore».

Ultimo accostamento della serie.

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