Speciale design

Fra artigianato e hi-tech: scommettere sul talento dei designer messicani

Una nuova comunità di creativi mixa tecniche antiche e imprenditorialità sostenibile e dà vita a un trend in forte espansione: il craft-design.

di Mary Holland

Paralumi intrecciati a mano in vimini, MESTIZ (da 600 $).

5' di lettura

La storia dell'artigianato in Messico ha radici profonde. Molto prima che gli europei mettessero piede in America Centrale, le culture pre-ispaniche intrecciavano, davano forma e intagliavano materiali per realizzare oggetti di uso quotidiano. Un tempo questa terra era divisa in molte nazioni – dai Maya nello Yucatán agli Aztechi sull'altopiano centrale – e ognuna aveva una sua cultura distinta, un proprio stile nell'architettura e nell'artigianato. Eppure, nonostante queste tradizioni così profondamente radicate, il Messico ha a lungo guardato altrove, al nord, per cercare ispirazione nel design. «Volevamo usare materiali e tecnologie che venivano da fuori ed eravamo piuttosto confusi sulle fonti a cui ispirarci», spiega Héctor Esrawe, co-fondatore di Ewe, studio di design con sede a Città del Messico, riflettendo su come, nel suo Paese, questo sia un settore ancora emergente rispetto ad arte contemporanea e architettura, dove spiccano nomi come Pedro Reyes e Luis Barragán.

Fioriere Macetas de Picos di Áurea Sian-Kaan. La designer e il ceramista Uxi Díaz Peón hanno lanciato Región (region.mx) e realizzano vasi e oggetti per la tavola in argilla, pietra e legno, in collaborazione con gli artigiani delle vicine comunità. Foto Mario Morales Rubi.

Negli ultimi anni, i designer messicani hanno cominciato a rivolgere lo sguardo all'interno e a riconoscere la ricchezza di talenti e di risorse del territorio. Altri creativi stanno arrivando da oltreoceano alla ricerca della cultura, delle tecniche e dei materiali che i loro Paesi hanno dimenticato. Vengono non per imparare, ma per collaborare, per reinventare e mantenere vive le tradizioni. Uno di loro è il francese Fabien, designer di arredo che, dopo aver trascorso tre settimane in vacanza nel Paese, ha lasciato Londra (dove ha vissuto per otto anni e studiato al Royal College of Art) per trasferirsi prima a Città del Messico e poi a Guadalajara. «Sono rimasto davvero colpito dalla cultura», racconta dell'esperienza che gli ha cambiato la vita. «Non esiste al mondo una città che abbia più laboratori per la lavorazione dei metalli di Guadalajara. Riparare o creare qualcosa di cui si ha bisogno, secondo lo stile locale, qui è ancora un concetto importante». I suoi pezzi incorporano materiali tradizionali: dalle sedie in giunco naturale intrecciato alle poltrone vintage rivestite in tessuti geometrici. «Tutto ciò che serve per sviluppare la mia idea di design è presente nei materiali utilizzati in Messico. Per capire meglio, avevo bisogno di farne parte».

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Tavolino Copal, EWE STUDIO, (4.850 $).

Questa nuova attenzione alle tradizioni del design messicano riflette un crescente interesse verso la cultura del Paese. Lo testimonia anche il successo di uno chef come Enrique Olvera, che ha aperto una serie di ristoranti (incluso Cosme a New York), accendendo i riflettori su quella che è forse una delle più antiche, complesse e creative cucine del mondo. «C'è molta attenzione oggi per il Messico, a livello globale», dice Age Salajõe, altro co-fondatore di Ewe. Questo coincide con una generale riscoperta del mondo artigianale, che ha dato ai designer messicani un palcoscenico, un motivo di orgoglio e una maggiore fiducia nei propri valori. «Abbiamo smesso di preoccuparci delle interpretazioni stereotipate della nostra cultura, di fare un design basato sulle aspettative degli altri», aggiunge Esrawe. «La domanda principale oggi è: che cosa è il Messico per noi?».

Costa 05, RRRES STUDIO (da 695 $).

Per molti creativi il futuro del design sta nella riscoperta del passato – e nelle competenze tramandate di generazione in generazione, spesso nelle piccole comunità rurali. Se non si interviene, molte di queste tecniche tradizionali rischiano di andare perdute per sempre. Perla Valtierra, che prima si occupava di industrial design, ha concentrato la sua attenzione sulla ceramica dopo aver partecipato a un progetto sull'artigianato e il design in una comunità nella regione di Zacatecas. «Mi sono resa conto delle opportunità che abbiamo qui in Messico e di quante persone producano in tutto il Paese», dice. Dopo aver studiato e vissuto all'estero, a Bruxelles e Parigi, l'anno scorso Valtierra è ritornata a Città del Messico, dove ora realizza ceramiche con il maestro Don Jesús Torres (che, a sua volta, ha appreso quest'arte dal padre). Le loro produzioni, tutte fatte al tornio a mano, comprendono tazze da tè, vasi dai dettagli speciali, piatti con bordi decorati. «È una collaborazione. Impariamo l'una dall'altro», dice Valtierra, che considera un valore non solo preservare queste tecniche, ma anche mettere in piedi una filiera produttiva sostenibile.

Vasi Perla Lola D, PERLA VALTIERRA (da 100 $).

Creare un'infrastruttura in cui gli artigiani possano lavorare in modo indipendente nel loro ambiente sociale e culturale – che dia loro la possibilità di crescere – è l'obiettivo che muove txt.ure, fondato da Regina Pozo. Il progetto, oltre a generare visibilità e canali per la distribuzione, mira a riscoprire tecniche dimenticate e a reinterpretare oggetti tradizionali. Il suo pezzo iconico è un tabouret, uno sgabello in giunco intrecciato. A renderlo così speciale è proprio l'idea di rileggere in modo contemporaneo qualcosa di lontano nel tempo – in questo caso, un oggetto risalente alla cultura azteca risulta attuale e attraente ancora oggi.

Grande tabouret in giunco (10.015 $) e panca (23.275 $), entrambi TXT.URE. Foto Ramiro Chaves.

Anche Ewe Studio fonde tradizione artigiana e nuovi materiali e, attraverso l'affiancamento a maestri locali, mette i suoi designer in grado di lavorare proprio con chi hanno a lungo ammirato. «A volte sono loro a metterci alla prova, altre volte avviene il contrario – è un processo di apprendimento e insegnamento reciproco», spiega Esrawe. Tra i risultati di questo approccio, che porta competenze, materiali e idee pre-ispaniche nel XXI secolo, c'è il tavolo Tikal, realizzato a mano in marmo verde, e un tavolo-scultura simile a un altare ispirato a riti e a cerimonie religiosi.

La collaborazione è la chiave anche per il designer di origini dominicane Javier Reyes, fondatore di rrres, che ha sede a Oaxaca. «Possedere qualcosa che è stato fatto a mano è un vero lusso», dice, commentando il rinnovato interesse per l'artigianato tradizionale. Reyes è andato alla ricerca di talenti ancora sconosciuti, senza accesso alle risorse necessarie per mostrare le proprie capacità. I suoi tappeti vivaci, geometrici, tutti tinti a mano, sono realizzati dai tessitori indigeni Zapotec, mentre le divertenti sculture a forma di palma vengono create usando una tecnica di intreccio dello stato di Guerrero. È tutto frutto di un lavoro collettivo.

Place & Space 07, RRRES STUDIO (da 545 $).

«Una delle cose belle del craft-design è che racconta la storia di un luogo», concorda Daniel Valero, designer di Mestiz. Nato a Saltillo, nel nord del Paese, nel 2014 Valero ha iniziato a collaborare con alcuni artigiani per sperimentare le tecniche tradizionali di tessitura usate per i sarape su nuovi tessili. Nel 2018 ha creato il suo brand e ora lavora con produttori sparsi in tutto il Paese, da Guanajuato a Bajío, che realizzano ceramiche blu oltremare, poltroncine rosa fatte con foglie di palma, intrecciate da artigiani nomadi, e tappeti in lana in forme insolite e colori a contrasto – tutti pezzi profondamente radicati nelle regioni da cui provengono. «Sto cercando di far progredire l'artigianato nel luogo dove è nato», spiega Valero. «Qualcuno deve farlo, perché tutto ciò che non evolve finisce per morire».

Vasi da fiori in terracotta, MESTIZ (400 $ l'uno).

Adesso che questa nuova ondata di creativi sta gettando luce sulla storia e la tradizione del Paese, riportando in vita tecniche ormai sull'orlo dell'estinzione, il resto del mondo ha cominciato ad apprezzare, tanto che il colorato design locale è di grande tendenza quest'anno. «Il Messico è diventato un punto di riferimento», conclude Esrawe. «E noi designer abbiamo cominciato a guardare alla nostra cultura con orgoglio».

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