Guida ai regali

Fra icone e artigianalità, 10 borse da mettere sotto l’albero

di Chiara Beghelli

Sfilata Chanel Metiers d’Art 21-22 ad Aubervilliers

2' di lettura

Sembra impossibile, ma un tempo le borse non esistevano. Almeno, non nel senso e con l’importanza di oggi. Byrsa, termine che in greco antico significa “cuoio”, è stata per lunghi secoli un semplice contenitore di soldi e pochi altri oggetti, peraltro di uso prettamente maschile. Si dovrà aspettare quel rivoluzionario periodo compreso fra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento per incontrare la borsa come oggi la intendiamo, quell’accessorio così capace di parlare di noi, della nostra vita, dei nostri desideri, del nostro gusto e anche del nostro reddito, in modo trasparente e immediato. Una rivoluzione firmata da Louis Vuitton, che propone piccole valigie alle signore sempre più in viaggio in ferrovia e auto, da Coco Chanel, che vuole fornire loro dei comodi contenitori per le loro vite, proseguita da Guccio Gucci, che dà nuovo slancio alla secolare tradizione pelletteria toscana.

Da semplice accessorio, dunque, le borse sono diventate quasi una categoria dello spirito, catalizzatrici di desideri, nonché sorgente inesauribile di ricavi per le loro aziende: Vuitton, Gucci, e poi Fendi e Prada, sono diventati marchi globali partendo proprio dalle borse. Altri, nati da altre categorie (come Bulgari o Dior), oggi sono immediatamente riconoscibili anche dalle loro borse.

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Secondo i dati raccolti dal più recente Consensus di Fondazione Altagamma, la pelletteria resterà anche nel 2022 la categoria dei beni di lusso con la crescita più elevata, pari all’11%; l’ultimo Bain Altagamma Luxury Goods World Market Monitor ha identificato una crescita del 9% del segmento fra 2021 e 2022, seconda solo a quella delle calzature, per circa 62 miliardi di euro di vendite globali - la voce dal valore più elevato fra i beni di lusso -, trainata anche dall’interesse delle giovani generazioni per le icone del settore. È la cosiddetta newstalgia, termine che fonde novità e nostalgia e che ben interpreta l’attrazione verso i classici e insieme la voglia di novità che guida gli acquisti di Millennials e Gen Z. E lancia una nuova sfida ai creatori di borse, che come due secoli fa dovranno saper dare forma e insieme anticipare i desideri di chi le indosserà.

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