DI NUOVO NEL MIRINO

Fraccaro (M5S): «In Senato ddl per abolire il Cnel». Nel 2019 fondi per oltre otto milioni

di Andrea Carli


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Una veduta d'archivio di Villa Lubin, sede del Cnel, il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (Ansa / Alessandro Di Meo)

3' di lettura

A meno di due anni e mezzo dal fallimento del referendum costituzionale del 4 dicembre del 2016 che ne prevedeva l’abolizione, il Cnel, organo previsto dall’articolo 99 della Costituzione, torna ora nel mirino. Questa volta è il Movimento 5 Stelle che annuncia un disegno di legge per la sua abolizione. «La proposta di legge - spiega il ministro per i Rapporti con il parlamento Riccardo Fraccaro - mercoledì (domani, 8 maggio ndr) arriverà in Senato. Il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro - continua il pentastellato - si è rivelato un ente inadeguato agli scopi per cui era stato concepito, ed è ormai superato dalle dinamiche istituzionali che garantiscono la rappresentanza delle forze sociali».

A disposizione del Cnel oltre otto milioni di euro nel 2019
Il nodo costi torna dunque sotto la lente. Ma quanto costa il Cnel, attualmente presieduto da Tiziano Treu? Scorrendo il dossier pubblicato in queste ore dall’ufficio studi del Senato, relativo al disegno di legge costituzionale n. 1124 (d’iniziativa dei senatori Calderoli e Perilli, il primo leghista, il secondo M5S), all’esame della Commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama, vengono fuori diverse indicazioni su questo aspetto. La prima: sul bilancio dello Stato di previsione 2019-2021, si legge nel report, «sono iscritti stanziamenti per il Cnel pari a 7,123 milioni di euro, per ciascun anno del triennio». Se si sommano alcune entrate - continua il dossier del Servizio studi di Palazzo Madama - quest’anno il Consiglio ha a disposizione, secondo il bilancio preventivo, oltre otto milioni (8,368).

240.000 euro per compensi lordi agli addetti alla Presidenza
Di questa somma, oltre 613mila euro (613.420) vengono assorbiti dalla voce governance. In particolare, 100mila euro per «spesa afferente alla partecipazione dei membri del Cnel e del suo ufficio di presidenza ai lavori»; 30mila euro «per loro spese di missione e delegazioni»; 240.000 «per compensi lordi agli addetti alla Presidenza»; 121.420 «per collaborazioni con altri organismi, internazionali o nazionali»; 120mila euro di «spese per altri organi istituzionali, come il collegio dei revisori dei conti». Degli oltre otto milioni a disposizione nel 2019, inoltre, 240mila euro vanno a finanziare «l’attuazione del programma (tra cui comunicazioni e relazioni istituzionali, tirocini e borse di studio, interpretariato e traduzioni)».

Cinque milioni in gran parte per coprire la spesa del personale
Oltre cinque milioni di euro (5,067) vanno invece a coprire la spesa per «amministrazione e servizi comuni (soprattutto la spesa per il personale)». Parliamo di 75 persone, di cui sette dirigenti. Il conto annuale del personale - a consuntivo per il 2017 - evidenziava una spesa complessiva per retribuzioni lorde del personale a tempo indeterminato per circa quattro milioni di euro (4,096). Per le altre spese correnti (tra cui la manutenzione dell’immobile di pregio di Villa Lubin a Roma, ma anche l’informatica, le utenze, le pulizie, gli abbonamenti eccetera) vanno oltre due milioni e 300mila euro (2,341).

I numeri dell’ultimo anno di attività del Cnel
E se il ministro per i Rapporti con il Parlamento parla del Cnel come «ente inadeguato agli scopi per cui era stato concepito, ed è ormai superato dalle dinamiche istituzionali che garantiscono la rappresentanza delle forze sociali», dal Consiglio nazionale segnalano qualche numero relativo all’ultimo anno di attività, quello della consiliatura che si è insediata il 5 giugno dello scorso anno. Due disegni di legge (codice unico contratti e comitato nazionale produttività), tre pareri (Equità del sistema previdenziale, Orari esercizi Commerciali, DEF 2019-2021), cinque documenti di Osservazioni e proposte (Disuguaglianza e Povertà, Pilastro europeo, Pari opportunità, Codice Strada, Reddito di cittadinanza e Quota100), tre audizioni alle Commissioni di Camera e Senato (Codice strada, Salario minimo, Def2019) solo negli ultimi 3 mesi. Se si aggiungono anche gli ultimi mesi del 2018, conclusono da Villa Lubin, i documenti salgono a 18 che si aggiungono agli oltre 1050 documenti prodotti nei 60 anni di vita.

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