L’INIZIATIVA

Francesco apre gli archivi segreti vaticani su Pio XII. Iniziativa partirà tra un anno

di Carlo Marroni


Nel 2020 l'apertura degli archivi segreti vaticani su Pio Xll: far luce su cosa accadde realmente

3' di lettura

Papa Francesco ha annunciato l'apertura degli archivi della Santa Sede relativi al pontificato di Pio XII il prossimo 2 marzo 2020. I ricercatori qualificati potranno così prendere visione di una gran mole di documenti raccolti in Vaticano nel periodo che va dal 2 marzo 1939 al 9 ottobre 1958. È un annuncio a lungo atteso dagli studiosi che arriva in coincidenza con gli ottant'anni dall'elezione di Eugenio Pacelli. Già nel 2006 Papa Benedetto XVI, aveva dato ordine di iniziare ad analizzare e catalogare le carte relative al pontificato in vista della beatificazione (anche se manca ancora il miracolo), soprattutto per smentire la leggenda che taccia Pio XII come il Papa che ha negato l'Olocausto e non avrebbe fatto nulla di concreto per salvare gli ebrei dalla deportazione (e invece dette l'ordine di aprire i conventi per nasconderli, come è stato dimostrato). Una tesi che si è diffusa dopo l'uscita di un'opera teatrale tedesca intitolata “Il Vicario”.

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Già Giovanni Paolo aveva avviato l'apertura, poi anche Benedetto
I dettagli dell'iniziativa sono descritti in un articolo del vescovo Sergio Pagano, Prefetto dell'Archivio Segreto Vaticano, che viene pubblicato nell'edizione dell'Osservatore Romano. «La rilevante iniziativa di Papa Francesco - scrive Pagano nell'articolo - ha alle spalle un lungo periodo di preparazione, durante il quale gli archivisti dell'Archivio Segreto Vaticano e i loro colleghi di altri archivi vaticani hanno compiuto un paziente lavoro di ordinamento, di censimento e di inventariazione dei moltissimi fondi e documenti». Il Prefetto - scrive Vatican a News - ricorda che nel 2004 san Giovanni Paolo II aveva già reso disponibile ai ricercatori l'ampio fondo dell'Ufficio Vaticano Informazioni per i prigionieri di guerra (1939-1947) dell'Archivio Vaticano, «composto da 2.349 unità archivistiche, suddivise in 556 buste, 108 registri e 1.685 scatole di documentazione, con uno schedario alfabetico, che ammonta a circa 2 milioni e 100.000 schede nominative, relative ai militari e ai civili prigionieri, dispersi o internati, dei quali si cercavano notizie. Un fondo subito indagato e ancora oggi molto richiesto da privati.

A disposizione 151mila documenti e 538 “buste”
Al momento dell'apertura dell'Archivio del pontificato di Pio XI (1922-1939), avvenuta nel 2006 per volere di Benedetto XVI, «già si lavorava per la progressiva preparazione del materiale documentario di Pio XII, che non pochi studiosi richiedevano con sempre maggiore insistenza». Limitandosi a descrivere soltanto le nuove fonti dell'Archivio Segreto che saranno a disposizione degli studiosi, Pagano cita circa 151.000 posizioni (ciascuna delle quali si compone di decine di fogli) della Segreteria di Stato. Di questa documentazione sono state preparate precise descrizioni informatiche disponibili anche in formato cartaceo (ben 68 volumi di indici). Ci sono poi le cosiddette «buste separate», che conservano documentazione per singoli temi o istituzioni, sempre organizzate dalla Segreteria di Stato, per «un totale di 538 buste, di cui si avrà un preciso elenco descrittivo». Dalla stessa provenienza «le 76 unità denominate ora Carte Pio XII, che contengono manoscritti di Eugenio Pacelli prima del pontificato e poi durante questo, nonché dattiloscritti dei suoi molti discorsi, a volte con correzioni autografe». Ci sono inoltre altri tre consistenti fondi archivistici «speciali». Il primo è quello della Commissione Soccorsi, il secondo è chiamato semplicemente Beneficenza Pontificia e il terzo è quello dell'Ufficio Migrazione, sorto per affrontare il problema del rimpatrio dei diversi prigionieri e profughi, nonché il crescente problema migratorio.

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