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Francesco Clemente, cresce l’attenzione curatoriale e di mercato

Dopo il recente record in asta che ha sorpreso gli addetti ai lavori un focus sull'artista italiano apprezzato dalle gallerie internazionali

di Maria Adelaide Marchesoni

CLEMENTE - Winter Women III, 2011 - Galleria Lorcan O’Neill

5' di lettura

Il recente record segnato da Francesco Clemente nella vendita dello scorso maggio della Collezione di Thomas e Doris Ammann dell'opera «Le quattordici stazioni, n. XI», aggiudicata a 1.860.000 dollari, venti volte la stima minima e tre volte il precedente record segnato nel febbraio 2006, ci offre lo spunto per un'analisi più approfondita del mercato di questo artista. Inoltre, fino al 4 settembre Christie’s esporrà in una selling exhibition 21 opere dell'artista appartenenti sempre alla Collezione Thomas e Doris Ammann nello spazio espositivo di Southampton, negli Stati Uniti.. I proventi della vendita di Christie's come già successo per l'asta del maggio scorso andranno a beneficio della Thomas and Doris Ammann Foundation, un’organizzazione di recente costituzione dedicata al miglioramento delle vite dei bambini di tutto il mondo.

Clemente - «Selfportrait as Jasmin Roi,» 2005 - Galleria Lorcan O’Neill

Le opere in vendita

Delle 21 opere in vendita quattro appartengono alla serie delle 12 tele de «Le quattordici stazioni» tutti dipinti di notte, eseguiti in concomitanza l’uno con l’altro e liberamente basati sul tema dei segni di preghiera legati alla rievocazione rituale delle 14 stazioni della Via Crucis presenti nelle chiese cattoliche. Il ciclo è stato esposto per la prima volta nel gennaio 1983 alla White Chapelle Gallery di Londra e nel 2000 nella retrospettiva dedica all'artista al Guggenheim Museum di New York. Dei quattro dipinti del ciclo inclusi nella vendita, il n. X è considerata “un’opera centrale”, il n. VI uno dei più enigmatici e il n. VII è un’opera che, con la sua figura autoritrattistica che inghiotte, o espira, pesci, invoca la natura veramente mistica e trascendente dell’intero ciclo.

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Clemente - «Small Yellow Flowers of the Celestial Moon», 2017 - Galleria Lorcan O’Neill

Mostre recenti nelle istituzioni e in galleria

La vendita di Christie's coincide con la personale all’Albertina di Vienna (fino al 30 ottobre), un'esposizione che segna anche l’acquisizione da parte del museo della Collezione Jablonka, avvenuta nel 2019 donata dal mercate d'arte Rafael Jablonka, della quale fanno parte diverse opere dell'artista. Integrata da opere importanti della collezione del museo, la mostra si concentra sull’autoritratto dell’artista, tra cui il caratteristico «Autoritratto in bianco, rosso e nero I» (2008) e «Il folle (Autoritratto)» (2008-11). La mostra inoltre prende in considerazione anche la vita e i viaggi di Clemente, ripercorrendo il periodo trascorso dall’artista in Italia, in India e negli Stati Uniti, dove oggi vive, e le impressioni che ha suscitato.

La super galleria LGDR, nata nel settembre 2021 dall'unione di Dominique Lévy, Brett Gorvy, Amalia Dayan e Jeanne Greenberg Rohatyn, figure di spicco dell'art system internazionale, ha inaugurato il programma espositivo a Parigi, con una personale dedicata a Clemente intitolata «Again, Again and Again» e ispirata a una poesia di James Merrill. L'esposizione ha presentato diversi nuovi lavori realizzati tra il 2016 e il 2022, per le serie «Five Elements» e «Winter Flowers». Per l'occasione, l'artista che, prima della fusione tra i galleristi, faceva parte della scuderia della galleria Levy Gorvy, ha realizzato anche un wall drawing, per “incorniciare” le altre opere.

The Fourteen Stations Number II

Il profilo artistico

Protagonista insieme agli artisti Sandro Chia, Enzo Cucchi, Nicola de Maria e Mimmo Palladino sin dalla fine degli anni Settanta della Transavanguardia, teorizzata da Achille Bonito Oliva, che ha segnato un ritorno all’arte figurativa e al simbolismo nell’arte contemporanea dopo il dominio del concettualismo, Clemente ha sempre rifiutato di essere categorizzato in una particolare scuola basata sullo stile, sottolineando invece l’importanza del contenuto dell’opera. Successivamente ha maturato un profilo artistico sempre più solitario e innovativo che ne ha accresciuto la fama e il successo internazionale.
All'inizio degli anni Ottanta, viene invitato a partecipare a varie esposizioni che favoriscono la sua notorietà e tra queste a Londra, nel 1983 espone alla Whitechapel Art Gallery una serie di dipinti organizzati in cicli, il più noto dei quali è appunto «Le quattordici stazioni (The Fourteen Stations)».

Clemente -«Summer Self »I, 2011 - Galleria Lorcan O’Neill

Dal 1984 ha alternato frequenti viaggi in India e in Europa a lunghi soggiorni a New York, durante i quali ha realizzato opere in collaborazione con Andy Warhol e Jean-Michel Basquiat (serie «Collaborazioni», 1984) o con poeti quali Rene Ricard, Allen Ginsberg o Gregory Corso.
Negli anni successivi, Clemente prende parte a numerose esposizioni in diverse gallerie e torna a Napoli (dov’è nato nel 1952) alla galleria Lucio Amelio, esposizioni al Metropolitan Museum of Modern Art (MoMA) di New York, a Parigi (gallerie Daniel Templon e Yvon Lambert) a Colonia, a Berlino (Martin Gropius Bau, dove espone uno dei suoi quadri più grandi, «My House»). Espone alla Biennale di Venezia (1993, 1995, 1997), a Documenta di Kassel (1992, 1997). Nel 1999, il Guggenheim Museum di New York ha presentato una retrospettiva dell'artista accrescendo la sua reputazione di artista contemporaneo molto influente. Da allora la richiesta delle opere dell'artista, tra cui i suoi famosi ritratti che ritraggono soggetti, spesso luminari della cultura, con occhi sovradimensionati, hanno continuato ad evidenziare quotazioni in aumento. Negli anni Duemila porta a termine altre serie di dipinti di cui alcune particolarmente note: il ciclo «Tandoori Satori» viene esposto al Rose Art Museum di Walthan e successivamente a Roma, al Museo Nazionale della Arti del XXI secolo; la serie «Eye and I Selfportrait», esposto nelle gallerie Thaddeus Ropac di Salisburgo e Paolo Curti/Annamaria Gambuzzi e Co di Milano. Infine le sue opere sono presenti nella mostra “Italics. Arte Italiana fra Tradizione e Rivoluzione” che da Palazzo Grassi a Venezia viaggia fino al Museum of Contemporary art di Chicago.

Clemente - «The Fourteen Stations»

L'artista e il suo mercato

Clemente è rappresentato da diverse gallerie, (a New York da Mary Boone Gallery, Vito Schnabel) e come già indicato dalla potente LGDR dove i suoi lavori su carta oscillano tra i 70mila e i 300mila dollari, mentre i dipinti sono stati venduti a cifre non distanti dal record segnato lo scorso maggio da Christie's e sono nell'ordine di 1,5 milioni di dollari.
In Italia, a Roma da Lorcan O'Neil, in base alla tipologia e alle dimensioni, i lavori vanno da 40.000 dollari per lavori su carta e arrivano a centinaia di migliaia di dollari per i dipinti su tela. Le sue opere sono molto scambiate in asta e dopo il boom del 2007, quando in asta il volume d'affari ha raggiunto 1,8 milioni di euro, il suo mercato si è ridimensionato su livelli più contenuti e a sostenerlo le numerose monografiche nei musei e nelle gallerie.

Clemente «The Fourteen Stations No VII»

Dal 2019 lo sviluppo del turnover è stato costante passando da 220mila a 307mila euro del 2021 con gli Stati Uniti come mercato di riferimento seguito dal Regno Unito. In asta passano di mano soprattutto le opere su carta, gouache e pastelli di medie dimensioni: lo scorso maggio da Christie's un acquerello, pastello su carta (66,7 x 48,3 cm) è stato battuto per 70mila dollari (67.251 €, con il Buyer Premium il prezzo è pari a 88.200 $, 84.736 €) da una stima compresa tra 15-20.000 dollari. Rari i grandi dipinti che si trovano più facilmente in galleria: lo scorso giugno un olio su tela «Autoritratto in grisaglia» (1998) da Christie's a Parigi nell'asta diurna di Post War e Contemporary ha raggiunto 48mila euro (60.480 euro con le commissioni) da una stima di 20-30.000 euro.

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