Calcio femminile

Francia 2019, alle ragazze americane il Mondiale della svolta

di Gaia Brunelli


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2' di lettura

Il Mondiale femminile finisce così con 57.900 persone sugli spalti del Parc OL di Lione che intonano a gran voce un solo coro: “equal pay”. Statunitensi, olandesi, francesi. Tifosi di tutto il mondo che invocano quello da cui bisogna ripartire. Come ha detto Gianni Infantino, presidente Fifa, ci sarà un “prima di Francia 2019 e un dopo Francia 2019”. Per dirla più semplicemente il movimento del calcio femminile è a una svolta epocale ed è pronto a vivere una nuova era.
Anche se a vincere è ancora il vecchio, o meglio, il conosciuto. Le ragazze degli USA sono le più forti, sono già delle star e il loro gioco rispecchia il valore che gli Stati Uniti danno al calcio femminile. La finale è inedita: di fronte le campionesse del mondo e le campionesse d'Europa in carica. Mai successo in una finale Mondiale, né tra donne né tra uomini.
Le olandesi forti del successo in semifinale contro la Svezia, provano subito a dimostrare di non essere lì per caso. Ma le statunitensi partono forte e nel primo tempo costruiscono quattro nitide occasioni da gol: due volte con Alex Morgan - la più idolatrata dal pubblico, moglie di Servando Carrasco giocatore dei Los Angeles Galaxy dove milita anche Zlatan Ibrahimovic, ma molto più famosa del marito - poi con Samantha Mewis e successivamente con Julie Ertz. In tutte e quattro le occasioni è Sari Van Veenendaal a salvare l'Olanda con interventi strepitosi che a fine partita le valgono il premio come miglior portiere del Mondiale.
Il primo tempo si chiude sullo 0-0 e nella ripresa sono ancora gli Stati Uniti a dimostrare di avere più voglia di vincere, tanto che al 61esimo Alex Morgan in area viene colpita da Stefanie Van Der Gragt. Dal dischetto si presenta Megan Rapinoe che con freddezza batte Van Veenendaal e dimostra di non aver minimamente accusato la polemica che si era aperta via Twitter con Trump.
Trascorrono solo 8 minuti e gli USA raddoppiano con la 24enne Rose Lavelle: giovane e tecnicamente strabiliante. Lei rappresenta il futuro di questa squadra. Con un bel diagonale di sinistro da 2-0 e si toglie la soddisfazione di segnare in una finale Mondiale. L'Olanda cerca di reagire, ma non mette mai veramente in difficoltà la squadra allenata da Jill Ellis, anzi si apre alle ripartenze statunitensi che rischiano di far aumentare il passivo. Ma Tobin Heath in almeno due occasioni si divora il terzo gol.
Finisce così con la vittoria degli Stati Uniti che per la seconda edizione consecutiva conquistano il trofeo più ambito. Ma per il calcio femminile italiano questa non è una fine. È l'inizio di qualcosa di nuovo, fresco, vero. E soprattutto reale. Il calcio femminile con le sue ragazze Mondiali è entrato nelle case degli italiani e da lì non ha nessuna intenzione di uscire.

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