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Addio a Jacques Chirac, camaleonte della politica

È morto a 86 anni Jacques Chirac, ex presidente della Repubblica francese e sindaco di Parigi. Era ammalato da anni e si era ritirato dalla scena politica, apparendo sempre meno in pubblico. Lo hanno confermato fonti della famiglia

di R.Sor.


E' morto Jacques Chirac

4' di lettura

È morto l'ex presidente della Repubblica francese, Jacques Chirac. Lo hanno confermato fonti della famiglia. Presidente della Repubblica dal
1995 al 2007, Chirac aveva 86 anni. Si era ritirato da diversi anni dalla politica e della vita pubblica. Viveva con la moglie Bernadette nella sua casa a Parigi. Nel 2005 fu vittima di un ictus e prima di lasciare l'Eliseo fu costretto a diversi ricoveri in ospedale. Negli ultimi tempi era apparso sempre meno in pubblico.

A capo del governo con Giscard presidente
Comunista in gioventù - fu interrogato dalle autorità Usa dopo la richiesta di un visto per una summer school ad Harvard - Chirac ha seguito un cursus honorum completo fino all’Eliseo: consigliere comunale a Sainte-Féréole, in Corrèze, nel 1963 - deputato nello stesso dipartimento per diverse legislature, segretario di stato per il Lavoro con Pompidou (e de Gaulle presidente) poi all’Economia, alle Relazioni con il Parlamento, all’Agricoltura, e per tre mesi all’Interno e infine Primo ministro sotto la presidenza di Valéry Giscard d’Estaing nel 1974.

Jacque Chirac (a sinistra) con Giscard d’Estaing in una foto del 1976 (Afp)

Sindaco di Parigi per 18 anni
La crisi petrolifera lo porta però in conflitto con il presidente: Chirac è favorevole a un piano di rilancio dell’economia mentre Giscard d’Estaing e il “suo” ministro dell’Economia Jean-Pierre Fourcade preferisce un suo raffreddamento per frenare i prezzi. Un rimpasto voluto dal presidente e non concordato lo spinge alle dimissioni. Crea un nuovo movimento politico gollista, il Rassemblement pour la république, e si candida nel 1977 alla guida della città di Parigi, dove resterà sindaco per oltre 18 anni. Da questo seggio tenta la scalata all’Eliseo: si candida una prima volta nel 1981 ma non supera il primo turno. Al ballottaggio sarà eletto François Mitterrand.

Primo ministro con Mitterand
Fu proprio il presidente socialista a chiamarlo di nuovo, dopo aver perso la maggioranza, alla guida del governo durante la cosiddetta cohabitation: tra molte difficoltà Chirac - soprannominato «bulldozer» fin dai primi passi della sua carriera politica per la sua tenacia - era riuscito a emergere come un importante esponente dell’opposizione gollista. Vara in questa fase una politica liberale mentre il suo ministro dell’Interno, Charles Pasqua, interviene con durezza contro la criminalità e il terrorismo.

Chirac (a sinistra) con François Mitterand (Reuters)

La vittoria su Jospin
Anche il secondo tentativo di conquistare l’Eliseo, nel 1988, però fallisce: Mitterrand riconquista la presidenza e la maggioranza e Chirac è di nuovo all’opposizione. «I francesi non amano mio marito», dirà alla stampa sua moglie Bernadette. Riesce però a diventare presidente nel 1995, superando Lionel Jospin, ma presto anche lui subirà una coabitazione, dopo le tensioni sociali del 1995-6: l’improvviso scioglimento dell’Assemblea nazionale, che aveva lo scopo di sostenere il governo di Alain Juppé, porterà a una vittoria dei socialista.

Sarà rieletto, un po’ a sorpresa, nel 2005: ottiene al primo turno solo il 19,88% (pur superando Jospin), ma al secondo turno ha come avversario Jean Marie Le Pen: con una battaglia decisa contro «l’intolleranza e l’odio» del leader del Fronte nazionale ottiene l’82,77 per cento dei voti.

La sconfitta nel referendum sulla Costituzione europea
La scelta di sottoporre la Costituzione europea a un referendum, nel 2005, si trasformerà in una bruciante vittoria nel no, malgrado il suo impegno diretto nella campagna elettorale e il picco di popolarità raggiunto quando si oppone alla guerra in Irak e agli Stati Uniti. Un piccolo ictus lo costringe però a diradare i suoi impegni e nel 2007 annuncia di non volersi più ricandidare: i sintomi peggiorano nel tempo tra momenti di assenza, perdita di memoria e una forte sordità. Dal 2011 è stato più volte ricoverato in ospedale.

Chirac è stato molto incostante sul piano ideologico, caratteristica che gli è valsa la fama di eterno camaleonte (ha persino sostenuto il socialista François Hollande, nel 2012): ha sempre rivendicato una continuità tra gli ideali del suo periodo comunista e la sua vita politica successiva, si è richiamato a un “laburismo alla francese” e poi a un “liberalismo alla francese”, senza mai dimenticare la lezione del radicalsocialismo di inizio 900. Ha ricevuto nel 1996 il premio IG Nobel per la pace per aver commemorato - lui, firmatario da giovane dell’Appello di Stoccolma contro le bombe atomiche - «il 50° anniversario del bombardamento di Hiroshima con alcuni test nucleari».

Chirac in una foto del 2007, alla vigilia del passaggio di consegne all’Eliseo con Nicolas Sarkozy (Reuters)

I suoi tre cantieri
La sua presidenza, ricorda oggi Le Monde riproponendo un articolo nel 2007, è stata segnata sul piano interno da «tre grandi cantieri», come lui stesso li ha chiamati: la sicurezza stradale (-43% il numero dei morti, 68mila le patenti ritirate), la lotta contro il cancro (ha introdotto il divieto di fumare nei luoghi pubblici e alcuni test preventivi gratuiti) e l’integrazione degli handicappati.

Gli scandali
Non sono mancati alcuni scandali: si è a lungo parlato di un conto corrente giapponese a suo nome, mentre la gestione non rigorosa di fondi pubblici ha portato nel 2011 a una condanna a due anni, contro la quale l’ex presidente ha deciso di non fare appello rimettendosi al giudizio dei francesi.

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