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Elezioni in Francia: è testa a testa Macron-Mélenchon. Astensione record

I risultati finali mostrano Nupes, l’alleanza dei partiti di sinistra, a soli 20mila voti da Ensemble! A rischio la maggioranza assoluta del presidente

di Riccardo Sorrentino

Aggiornato il 13 giugno 2022, ore 01:10

I francesi poco entusiasti di fronte alle legislative

4' di lettura

È testa a testa tra i macroniani e l’alleanza di sinistra. I risultati finali del primo turno delle elezioni legislative mostrano Ensemble!, la maggioranza presidenziale, al 25,75%; Nupes, il gruppo che si è formato attorno a La France Insoumise di Jean-Luc Mélenchon, al 25,66% (a una distanza di circa 21mila voti), il Rassemblement nationale di Marine Le Pen al 18,68%, e i Républicains, neogollisti, all’10,42%.

Grandi città a sinistra

Le grandi città si risvegliano tutte a sinistra. Nelle circoscrizioni di Parigi, in complesso, ha votato per Nupes il 17% di elettori in più rispetto a Ensemble! Dovrebbe risultare eletta al primo turno Danièle Obono, portavoce dell’alleanza, e nella 15.a circoscrizione, che copre una buona parte del 20° arrondissement - quello di Belleville - si assisterà a un inedito duello tra la candidata di Dupes Danielle Simonnet (La France Insoumise) e una candidata dissidente sostenuta dal partito socialista Lamia El Aaraje, Contando anche le formazioni minori, i voti per la sinistra sono stati, a Parigi, il 33% in più di quelli per i macroniani. . A Marsiglia Nupes ha ottenuto il 30% e a Lione il 19% dei voti in più di Ensemble!

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Risultati in linea con le proiezioni

Sono risultati in linea con le indicazioni statistiche. Le terze proiezioni Ifop-Fiducial delle 23 - davano a Nupes il 25,9% dei voti, lo stesso livello di Ensemble! Terzo il Rassemblement Nationale di Marine Le Pen, con il 19%, quarti i Républicains, neogollisti, con l’11,4%. Ipsos-Sopra Steria, alle 22, dava a Nupes il 25,6% e a Ensemble! il 25,2%, mentre Rn avrebbe ottenuto il 19,1%. Elabe, sempre alle 22, dava invece alla sinistra il 26,2% e ai macroniani il 25,9%. Terzo Rn con il 18,8%, quarti i Républicaines con l’11,4%.

Maggioranza a rischio

In termini di seggi, le proiezioni Ifop indicano che i macroniani potrebbero ottenere al secondo turno tra i 275 e i 310 seggi, mentre la sinistra potrebbe guadagnarne tra 180 e 210. I Républicains si fermerebbero tra i 40 e 60 deputati, il Rassemblement national tra 5 e 25. Le proiezioni Elabe, invece, accreditano a Ensemble! - alle 22.43 - tra 260 e 295 seggi, e a Nupes tra 160 e 210 deputati. Ai neogollisti andrebbero tra 50 e 65 seggi, a Rn tra 25 e 35 seggi. La maggioranza assoluta è di 289 seggi.

Macron invita all’umiltà

Il presidente Macron avrebbe invitato all’“umiltà” i suoi sostenitori. La prima ministra Elisabeth Borne, che è in testa nella sua circoscrizione del Calvados, ha fatto appello a coloro che non hanno votato al primo turno. L’astensione è stata del 52,49%, un livello record, contro il 51,3% del primo turno delle elezioni legislative del 2017. «Siamo la sola forza politica che può tenere la maggioranza», ha detto. «Di fronte alla situazione del mondo, e alla guerra alle porte dell’Europa, non possiamo assumerci il rischio dell’instabilità e dell’approssimazione», facendo riferimento alla «confusione inedita» tra le forze radicali. «La sovranità nazionale - ha concluso - non è la rottura con l’Europa, la fascinazione per i regimi autoritari e l’allineamento con la Russia, ma una nazione forte al centro di un’Europa più indipendente.

Mélenchon: guardate all’avvenire della patria

Mélenchon ha salutato il risultato «di un accordo storico», che ha dato vita a Nupes, la Nuova unione popolare ecologia e sociale: «Domandiamo a coloro con cui ci siamo affrontati al primo turno di guardare questo secondo turno sotto il profilo del progetto, delle etichette, ma anche sotto quello dell’avvenire della patria». Secondo il leader della sinistra, Nupes sarà presente in 500 circoscrizioni (su 577) - ma più probabilmente saranno circa 480, secondo la deputata Clémentine Autain - al ballottaggio. Il ministro delegato all’Europa Clément Baune ha invitato a votare per Nupes nel caso in cui lo sfidante fosse il Rassemblement national e non il gruppo macroniano, ma il partito del presidente, Lrem, ha precisato che si deciderà caso per caso.

Marine Le Pen manca la rielezione al primo turno

Marine Le Pen, che non è stata eletta nell’undicesima circoscrizione del Pas de Calais al primo turno malgrado abbia ottenuto il 53,96% dei voti - che non raggiungono però la soglia richiesta del 25% degli aventi diritto, a causa della forte astensione - ha invitato a «non scegliere» nel caso di confronto tra Ensemble! e Nupes. Il suo rivale a destra, Eric Zemmour, non si è qualificato al ballottaggio. È arrivato terzo, nella quarta circorscrizione del Var, dove c’è Saint-Tropez con il 23,19% dei voti, a ottocento voti dal secondo, Philippe Lottiaux di Rn. Eliminato anche Benjamin Cauchy, ex elemento di rilievo dei Gilets jaunes, che si era schierato con Zemmour: nell’Aisne, prima circoscrizione, al Nord, ha ottenuto il 3,87%.

«Il messaggio è stato ascoltato»

Il rischio per il presidente, con importanti ricadute anche per l’Unione europea e per le sfide che sta affrontando (ma la politica estera è saldamente in mano al presidente, in Francia), non è certo quello di una cohabitation con Mélenchon, che ha usato in modo proficuo questo argomento in campagna elettorale senza però aver mai davvero la possibilità di diventare primo ministro, quanto quello di non avere la maggioranza necessaria per le riforme che ha promesso, e che dovrebbero suggellare la sua seconda e ultima presidenza. «Il messaggio è stato ascoltato», ha detto il ministro per le Relazioni con il Parlamento Olivier Véran, a proposito dei rischi della maggioranza.

Verso una maggioranza allargata?

Nella settimana fino alla domenica 19 giugno, quando si terrà il ballottaggio, il presidente dovrà quindi cercare di conquistare tutti i collegi in bilico. Non è esclusa, inoltre, la necessità di allargare la propria alleanza: i neogollisti - molti dei quali (ma non tutti) vicini alle posizioni del presidente - sono i candidati naturali per un simile ampliamento, anche se non è escluso che il disagio di molti socialisti verso la leadership di Mèlanchon possa portarli a un riavvicinamento alle posizioni del presidente. L’ex ministro socialista Stéphane Le Foll, oggi sindaco di Le Mans, prevede ora «grandi lacerazioni» all’interno di Nupes: «Non c’è niente di coerente tra le posizioni degli uni e degli altri».

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