Elezioni locali

Francia: nessuna regione a Le Pen. Bene i gollisti, flop di Macron

Secondo le prime proiezioni, il Rassemblment national non sarebbe riuscito a imporsi in nessuna delle 12 amministrazioni alle urne

Secondo turno regionali in Francia, Macron e Le Pen ai seggi

2' di lettura

Battuta d’arresto per la destra radicale di Marine Le Pen, flop del partito di Emmanuel Macron, riscatto dei gollisti e - parzialmente - della sinistra. È la fotografia che emerge dalle elezioni regionali che si sono svolte il 27 giugno in Francia, considerate come uno dei banchi di prova in vista delle presidenziali del 2022. Il centrodestra che orbita intorno ai Republicains conquista il 38% dei voti complessivi e la gauche resiste al 34% dei voti, mentre il Rassemblement National scivola poco sopra il 20% e la République En Marche intorno al 7%. Fra i protagonisti del voto c’è stato anche il tasso record di astensione, arrivato a un picco di circa il 66%.

Il Rassemblement National è stato pesantemente battuto nel sud-est, nella regione che veniva considerata come la sua migliore possibilità di assicurarsi una vittoria alle regionali. La mancata vittoria in una delle 12 regioni della Francia continentale minaccia di rallentare lo slancio della sua candidata, Marine Le Pen, nella sua campagna per le elezioni presidenziali del prossimo anno.

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Bertrand: li abbiamo fatti recedere

A festeggiare è soprattutto la destra istituzionale dei Republicain, uno dei partiti insidiati più da vicino dalla crescita del RN. Xavieer Bertrand, uno dei candidati che potrebbero uscire vincenti dalla tornata, ha espresso soddisfazione: il partito di Le Pen non è stato solo fermato nella sua regione del Nord, l’Hauts-de-France, «li abbiamo fatti recedere grandemente» ha dichiarato. Il voto alle regionali era ritenuto uno dei banchi di prova in vista delle elezioni del 2022, dove Le Pen si candida come una delle avversarie più ostiche per l’attuale presidente Emmanuel Macron. L’ipotesi di un flop in tutte le amministrazioni alle urne farebbe presagire la debolezza della candidatura della leader populista, anche se ovviamente le dimensioni del voto sono diverse e la partecipazione non è stata certo delle più robuste. Nel tardo pomeriggio, si aggirava sotto il 30%. La scarsa affluenza è un segnale «per tutta la classe politica», ha detto Le Pen, commentando in conferenza stampa i primi risultati usciti dalle urne.

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