FRANCIA

Francia, Fillon indagato per appropriazione indebita

di Marco Moussanet

Ap

2' di lettura

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
PARIGI - Con un giorno di anticipo (la “notizia” era attesa per domani), la Procura finanziaria francese ha notificato a François Fillon, il candidato della destra alle prossime elezioni presidenziali, l'avviso di garanzia per una serie di reati, il principale dei quali è l'appropriazione indebita di fondi pubblici.
Fillon è infatti sospettato di aver retribuito la moglie Penelope (che in 12 anni ha incassato circa 830mila euro) e due figli ancora studenti (circa 84mila euro in un anno e mezzo) in qualità di assistenti parlamentari suoi e – per quanto riguarda la moglie – del suo successore alla Camera senza che ci siano prove sufficienti a dimostrare che si trattasse di un vero lavoro. E non, invece, di un lavoro fittizio.
L'inchiesta era stata avviata a fine febbraio dopo le rivelazioni del settimanale “Le Canard enchainé”.

Fillon – che nei sondaggi è al terzo posto, con il 19%, lontano dalla leader del Front National Marine Le Pen e dal candidato indipendente Emmanuel Macronaveva in un primo tempo annunciato che avrebbe rinunciato alla corsa all'Eliseo in caso di iscrizione nel registro degli indagati. Ma ha poi cambiato posizione, e deciso ad andare fino in fondo, appellandosi «alla volontà del popolo» e al «valore supremo del suffragio universale». Una svolta che aveva indotto molti dirigenti del partito Les Républicains a prendere le distanze e immaginare un cambio di candidato. Prima di arrendersi all'evidenza che ormai era troppo tardi e di decidere quindi di sostenere Fillon.

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Il quale, negli ultimi giorni, è stato coinvolto in altre, imbarazzanti rivelazioni. Quella di un prestito da 50mila euro, a tasso zero, concesso dall'amico miliardario Marc Ladreit de Lacharrière (che per due anni ha peraltro versato 5mila euro al mese alla signora Fillon senza una reale contropartita professionale) e che Fillon si è “dimenticato” di segnalare all'authority sulla trasparenza della vita pubblica. Quella sui vestiti da 6.500 euro (per un totale di 48mila euro) regalati da un misterioso ammiratore. Quella, infine, sui soldi che i figli hanno girato al padre (parte dell'assegno da assistenti parlamentari) per “rimborsare” chi le spese sostenute per il matrimonio (la figlia) e chi per restituire quelle dell'affitto (il figlio). Un modo insomma per ridare con la sinistra quello che avevano ricevuto nella destra.

Intanto la Procura di Parigi ha aperto un'inchiesta preliminare su una iniziativa organizzata dal ministero dell'Economia nel gennaio dell'anno scorso a Las Vegas – una serata di incontro tra l'allora ministro Emmanuel Macron e le imprese italiane dell'high tech – nell'ambito del Ces, il salone dell'elettronica di consumo, per la quale sono stati spesi circa 400mila euro.
La struttura di Bercy incaricata di organizzare l'evento, Business France, si è affidata direttamente a Havas senza alcuna asta e c'è quindi il sospetto di un favoritismo. Business France si giustifica spiegando che l'incontro è stato organizzato in tempi strettissimi. In ogni caso l'indagine non riguarda in alcun modo Macron, che minaccia querele.

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