la corsa all’eliseo

Francia, primarie socialiste: sarà ballottaggio Hamon-Valls

dal nostro corrispondente Marco Moussanet

Afp

2' di lettura

PARIGI - Fin dall'inizio di questa brevissima campagna per le primarie “della sinistra plurale”, era evidente che per l'ex premier dell'impopolarissimo François Hollande sarebbe stato molto difficile riconquistare il consenso dell'elettorato socialista. Il risultato del primo turno lo conferma: ha vinto (con il 36% dei voti) il candidato della sinistra del partito, Benoit Hamon; staccando Manuel Valls di cinque punti.

E se a quelli di Hamon si sommano i voti ottenuti da Arnaud Montebourg (17%) – terzo e il vero sconfitto di questo appuntamento – oltre il 50% dei militanti e simpatizzanti che si sono recati alle urne (meno di due milioni, un risultato inferiore a quello sperato) ha «detto chiaramente – per usare le parole dell'ex ministro dell'Economia – che la sinistra deve tornare a essere sinistra».

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In Francia vittoria a sorpresa di Hamon

Per ora, in attesa del ballottaggio di domenica prossima, non si può in effetti non constatare che hanno vinto i “frondisti”, gli oppositori interni alla linea Hollande-Valls, i seguaci del “no” del 2005 alla Costituzione europea, i sostenitori della sinistra d'opposizione contro la sinistra di Governo.

Sulla carta – avendo incassato il sostegno di Montebourg – Hamon ha la vittoria in tasca. Per cercare di ribaltare la situazione, a Valls non resta – come ha già anticipato ieri sera – che puntare tutto sull'irrealizzabilità del programma di Hamon. A partire da quel “reddito universale d’esistenza” (750 euro mensili a regime per tutti) che costerebbe 400 miliardi. Per proseguire con il divieto dei motori diesel dal 2025, l'uscita dal nucleare, la fine delle politiche di sostegno alle imprese.

Chiedo agli elettori socialisti di scegliere tra una vittoria possibile e una sconfitta certa alle prossime presidenziali

«Chiedo agli elettori socialisti – ha sottolineato Valls – di scegliere tra una vittoria possibile e una sconfitta certa alle prossime presidenziali. Tra la sinistra delle promesse impossibili e quella che si assume la responsabilità di governare. Tra una sinistra riformista e credibile e una sinistra utopista e sognatrice».

Operazione difficile, visto che l'esito del primo turno sembra dimostrare che l'elettorato socialista ha già dato per scontata l'impossibilità di andare al ballottaggio delle presidenziali (Hamon non ha oggettivamente alcuna chance) e intende quindi mandare un segnale chiaro nella direzione di una rifondazione del partito, su una linea più “sociale”.

La vittoria di Hamon domenica prossima – e quindi la sua designazione a candidato socialista alle presidenziali di fine aprile – sarebbe un altro punto a favore di Emmanuel Macron. Il quale, già premiato dai sondaggi, potrebbe intercettare l'elettorato moderato di Valls, che difficilmente andrebbe a votare per Hamon.

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