Effetto-Covid

Eurozona, il Pil trimestrale crolla del 3,8%. Francia -5,8%, Spagna -5,2%

Le performance del primo trimestre riflettono i «lockdown» introdotti nella seconda parte di marzo: previsioni ancora peggiori per il secondo trimestre

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Francia: pendolari nella metropolitana di Rennes

Le performance del primo trimestre riflettono i «lockdown» introdotti nella seconda parte di marzo: previsioni ancora peggiori per il secondo trimestre


2' di lettura


L'economia dell'Eurozona si è contratta nel primo trimestre 2020 del 3,8% rispetto al trimestre precedente - il peggior risultato da quando le statistiche puntuali iniziarono nel 1995 - e del 3,3% rispetto a un anno prima. Lo indicano le stime preliminari Eurostat, secondo cui l'inflazione sta rallentando vistosamente. In aprile i prezzi al consumo sono saliti solo dello 0,4%ha rallentato parecchio. In aprile i prezzi al consumo sono saliti dello 0,3% mese su mese (+0,4% su base annua rispetto al +0,7% annuo di marzo): gli analisti si attendevano una frenata ancora più marcata. I prezzi dell'energia sono scesi del 9,6% su base annua.La disoccupazione è aumentata al 7,4% a marzo dal 7,3% di febbraio.

Recessione in Francia.

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Le cattive notizie sullo stato di salute dell'economia europea, piegata dall’epidemia da coronavirus, arrivano in contemporanea alla riunione di aprile della Bce. La Francia ha accusato la peggiore contrazione economica dalla seconda guerra mondiale (o meglio da quando iniziarono lo statistiche puntuali nel 1949), con un Pil del primo trimestre in declino del 5,8% sui precedenti tre mesi, mentre la Spagna ha registrato un calo del Pil del 5,2%. Il peggio deve ancora venire, visto che questi dati riflettono i “lockdown” decisi dai rispettivi governi per la sola seconda metà di marzo.

Il prolungamento delle chiusure delle attività economiche fa ipotizzare che il secondo trimestre registerà performance ancora più negative. Il Fondo MonetarioInternazionale stima che il 2020 si chiuderà con un crollo del 7,5% di una Eurozona che registra la fine di un periodo di espansione durato sette anni.

Peggio che ai tempi del “maggio francese”
La Francia è già entrata in recessione tecnica, con il secondo trimestre consecutivo a passo del gambero: nell'ultima parte del 2019 il Pil si era contratto dello 0,1%. L'andamento negativo congiunturale - superiore alle attese degli analisti - ha superato quello del secondo trimestre del '68, quando l'economia precipitò del 5,3% tra gli scioperi e le proteste di massa del “maggio francese”. I consumi risultano in calo del 6,1%, mentre gli investimenti sono piombati in ribasso dell'11,4%.

Inflazione in calo
Il governo francese ipotizza per l'intero 2020 una contrazione di almeno l'8% del Pil, con un netto aumento di disoccupazione e fallimenti aziendali, e ha approvato un primo pacchetto di sostegno all'economia da 110 miliardi di euro. Il “lockdown” del Paese finalizzato a contenere l'epidemia da coronavirus è stato attuato dal 17 marzo e dovrebbe essere allentato a partire dall'11 maggio. In Francia cala anche l'inflazione, attestatasi allo 0,5% in aprile, il livello più basso dall'ottobre 2016: al forte calo dei prezzi dell'energia (-8,5%) ha corrisposto un aumento per i prodotti alimentari (+3,7%).

Spagna peggio delle attese
Anche il dato spagnolo risulta inferiore alle attese: si chiude bruscamente una fase di espansione piuttosto robusta durata sei anni. La Banca di Spagna per quest’anno ipotizza, per lo scenario peggiore, un a contrazione dell’economia fin del 12,4%, pur sperando in un rimbalzo dell’8,5% nel 2021. Il Paese registra il maggior numero di contagi al mondo dopo gli Stati Uniti, con oltre 24mila decessi.

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