debito sovrano

Francia, se vince LePen si rischia il maggior default sovrano di tutti i tempi

di Andrea Franceschi

2' di lettura

Un’eventuale uscita della Francia dall’euro potrebbe provocare il più grande default sovrano della storia. Circa l’80% dei 2100 miliardi di euro di debito pubblico francese infatti potrebbe essere ridenominato in franchi (un franco per un euro), hanno fatto sapere alcuni esponenti di alto grado del Front National al Financial Times. Ma una ridenominazione della valuta equivale a un default? Senza ombra di dubbio, secondo Moritz Kraemer capo dei rating sovrani di Standard & Poor’s: «Non c’è ambiguità in questo caso. Se un debitore cambia i termini del contratto, compresa la valuta, dichiara default».

Anche perché cambiare la valuta rischia di provocare una forte svalutazione del titolo in portafoglio, cosa che potrebbe verificarsi in caso di uscita dall’euro della Francia, come nei piani del Front National. Insomma per i detentori di 1700 miliardi di euro di titoli di Stato soggetti alla possibile conversione forzata in valuta nazionale la perdita che si prospetta è quella legata alla svalutazione della nuova divisa nazionale.

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Perché solo l’80% e non tutto il debito francese rischia di essere riconvertito? Perché - come ha ricordato David Rachline, giovane direttore dalla campagna elettorale dell’estrema destra - questo è quello che è stato emesso in base al diritto francese mentre il restante 20% sono titoli regolamentati dal diritto internazionale e resterebbe pertanto denominato in euro.

Con l’avvicinarsi delle elezioni in Francia è salita molto la tensione. Sia sui titoli di Stato francesi che su quelli dei Paesi periferici come l’Italia, la Spagna e il Portogallo, che vengono considerati i più vulnerabili in caso di rottura dell’euro. Lo spread tra gli Oat francesi e i Bund tedeschi (qui il grafico di giornata) viaggia intorno ai 70 punti sui massimi da tre anni. I credit default swap, i derivati sul rischio insolvenza di Parigi, trattano ai massimi dal post-Brexit. Livelli da alta tensione insomma ma non ancora da allarme rosso anche perché i sondaggi danno vincente Marine LePen al primo turno, ma in caso di ballottaggio è assai probabile che i moderati di destra e sinistra si coalizzino facendo coinvogliare i voti sullo sfidante (il più papabile oggi come oggi è il centrista Emmanuel Macron).

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