musica

Franco Fagioli interpreta i capolavori del tardo barocco

Il suo album è un omaggio al compositore napoletano Leonardo Vinci

di Grazia Lissi

default onloading pic

Il suo album è un omaggio al compositore napoletano Leonardo Vinci


3' di lettura

Ha trasformato il suo talento, la voce, in un gioco di magia. E ha ammaliato il mondo della lirica con il suo incantesimo. Franco Maximilano Fagioli, straordinario controtenore, propone nell'ultimo album “Leonardo Vinci - Veni, Vidi, Vinci” sette capolavori in prima mondiale di opere del tardo barocco (Deutsche Grammophon).

Il Pomo d’Oro

Con l'artista l'ensemble Il Pomo d'Oro, specializzato nell'esecuzione del repertorio barocco con strumenti d'epoca, sotto la direzione del primo violino Zefira Valov. Il compositore napoletano Leonardo Vinci (1690-1730) raggiunse la fama con opere comiche, la prima seria “Siroe e Alessandro nell'Indie” andò in scena nel 1722 su libretto di Metastasio. «Una vera star della sua epoca» commenta Fagioli.

Maestro, quando si è accorto di avere un registro da controtenore?
«Fin da bambino mi piaceva cantare, i miei m'iscrissero a una corale la cui bravissima maestra era molto attenta alle voci, intuì la mia possibilità di cantare con un registro di testa, di soprano, e iniziò ad affidarmi parti da solista. Quando avevo undici anni il teatro della mia città, Buenos Aires, mi scelse per il “Flauto magico” di Mozart, interpretavo uno dei tre geni, i tre bambini. Un'esperienza fantastica, decisi che sarei diventato un musicista, intensificai gli studi di pianoforte; a quindici anni lavoravo come maestro accompagnatore di una corale, stavano preparando lo “Stabat Mater” di Pergolesi; ricordo che andai a comprare il disco e così scoprii James Bowman, il grande controtenore. Non sapevo nemmeno che nella lirica esistesse la figura del “controtenore”. Ho capito che anch'io, studiando, avrei potuto raggiungere i suoi registri, la sua estensione vocale, a diciassette anni ho ricominciato canto e non l'ho più lasciato».


Come si è avvicinato al compositore Vinci?
«Conoscevo alcune sue arie, Anni fa ho cantato all'Opera National de Lorreaine di Nancy “Artaserse”, un capolavoro e mi sono innamorato della sua musica. Quest'album è un omaggio all'autore, ho scelto alcuni brani perfetti per la mia voce, ho costruito un viaggio musicale fra lo stile galante, il barocco tardivo e la genesi della tecnica del belcanto a cui i compositori napoletani hanno creativamente collaborato ».

E come si approccia a un repertorio che non ha riferimenti interpretativi?
«Ho avuto la fortuna d'incontrare maestri che mi hanno indirizzato ad altri stili musicali, non solo al barocco, ma anche al belcanto della scuola italiana da Monteverdi a Rossini, a Mozart. Vinci compone per Carlo Broschi, in arte Farinelli, il castrato più famoso della storia della musica, nel disco sono inserite due arie scritte proprio per lui, tratte dall'opera “Medo” (1728) ma ci sono anche brani pensati per il soprano Faustina Bordoni. Ogni compositore scrive per le migliori voci della sua epoca, questo è il belcanto. Di Vinci ho voluto anche l'aria “Nave altera”, da “Gismondo re di Polonia” (1727), in cui il principe ribelle Primislao è diviso fra un desiderio di pace e il suo orgoglio politico; “Vil trofeo”, dialogo per voce alta e tromba solista da “Alessandro nell'Indie (1730); e l'aria pastorale “Quell'usignolo ch'è innamorato” da Gismondo, come sottofondo si sente una rievocazione di usignoli da due registratori».

Nasce a Buenos Aires, s'innamora dell'Italia e oggi vive a Madrid. Cos'ha ricevuto da ogni Paese?
«Questo miscuglio è la mia chance, la famiglia di mio padre proviene da Pescara, quella di mamma dal Nord della Spagna, ognuno con la propria tradizione culturale. Sono cresciuto in Argentina, dove regnano due espressioni musicali, il tango e il folklore, basato sulla musica barocca europea, soprattutto, spagnola. Quando approccio la musica barocca o il belcanto ascolto brani della mia terra, fanno parte della mia vita. Nel tango posso ritrovare qualcosa di Puccini, nel folk, invece, avverto Monteverdi, Juan Hidalgo o Sebastian Duron».

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti