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Franco Grignani, l'arte del design

di Nicol Degli Innocenti

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2' di lettura

LONDRA. Un italiano al confine tra arte, design e grafica che ha anticipato le idee della Op Art, creando opere rigorose nel concetto, complesse nella gestazione ma essenziali nella presentazione. E' Franco Grignani, artista a cui la Estorick Collection di Londra dedica quest'estate la prima mostra in Gran Bretagna. Oltre 130 opere tra dipinti, disegni, lavori su carta e progetti di design grafico sono riunite da collezioni private e dall'archivio gestito da Manuela Grignani, figlia di Franco, e seguono 40 anni di un iter artistico personale e spesso solitario e controcorrente.

Dietro una delle immagini più riconoscibili al mondo c'è Grignani, creatore del logo internazionale della “Pura lana vergine” nel 1963: una matassa di lana a righe bianche e nere essenziale e stilizzata, di grande impatto visivo. Un'immagine senza tempo, con le sue sinuose forme intrecciate che ricordano il nastro del matematico tedesco Mobius.
Prima di arrivare a questa semplificazione estrema delle forme, Grignani aveva flirtato con il movimento futurista, partecipando alla Grande Esposizione nazionale futurista del 1933. Già a partire dal 1935 però l'artista aveva deciso di abbandonare ogni rappresentazione figurativa e puntare sull'astrazione geometrica.

Ad affascinarlo fin dall'inizio era il modo in cui l'occhio umano percepisce le immagini. Dietro ogni quadro c'è uno studio rigoroso non solo delle linee e delle prospettive ma anche dell'impatto visivo. Grignani aveva studiato sia matematica che architettura per dare struttura e contenuto alla sua esplorazione dei processi percettivi. Per semplificare ulteriormente l'immagine, l'artista aveva scelto di lavorare solo in bianco e nero, approfondando il tema delle illusioni ottiche e del loro effetto sul cervello umano.

“La grafica moderna ha sempre tentato di proporre la dimensione plastica in ogni organizzazione visiva, - scrisse Grignani. – Sul foglio, l'illusorio della terza dimensione esalta la toccabilità fisica delle cose, le immagini proiettate dentro l'occhio assumono qualità materiche e con il movimento virtuale le influenze figurali si sottolineano nell'inconscio dell'uomo”.
Le forme in bianco e nero dei quadri hanno una geometria rigorosa ma effetti diversi, a volte distorti e a volte dinamici. I quadri sembrano a tre dimensioni, con forme virtuali che emergono in superficie o sembrano riaffondare nel quadro. Per enfatizzare l'effetto ottico e le distorsioni visive, a volte Grignani usava vetro industriale sui quadri.

In contemporanea un'altra mostra a Londra, presso la galleria M&L Fine Art di Bond Street, ha 20 dipinti realizzati da Grignani tra gli anni Cinquanta e gli anni Settanta, per approfondire la riscoperta di questo artista.
“Ora finalmente Grignani viene riconosciuto come un pioniere del rinascimento creativo del dopoguerra in Italia,” afferma Roberta Cremoncini, direttore della Estorick Collection.

Franco Grignani: Art as Design 1950-1990
5 luglio – 10 settembre 2017
Estorick Collection, Londra
www.estorickcollection.com

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