Forum Ambrosetti

Franco: «Possibili nuovi interventi contro aumento costi energia»

Il ministro dell’Economia a Cernobbio anticipa le mosse del governo e sul Pnrr ribadisce che si possono ridiscutere i singoli progetti ma non l’intero piano

4' di lettura

«Viviamo in una situazione di grandissima incertezza. Come governo usciremo la settimana prossima con il Def con una previsione cauta sul Pil. Cauta perché vi è grandissima incertezza e perché, è sempre preferibile essere smentiti piuttosto che risultare troppo ottimisti. Le previsioni, tutte, andranno riviste nel tempo». Ad anticipare le prossime mosse del governo è il ministro dell’Economia, Daniele Franco, nel corso del suo intervento al workshop ‘Lo scenario dell'economia e della finanza' organizzato dal Forum Ambrosetti a Cernobbio. Come l’anno scorso, ha chiarito il titolare di Via XX Settembre,«è meglio essere smentiti per essere stati pessimisti piuttosto che troppo ottimisti.

Il ministro: deficit va ridotto ancora

La politica di bilancio, ha sottolineato il ministro, «deve restare prudente. L’anno scorso abbiamo chiuso con deficit molto più basso di quelle che erano le previsioni precedenti, il deficit quest’anno va ridotto ancora, dobbiamo stare su sentieri di riduzione anche per prossimi anni». Franco ha quindi spostato lo sguardo sulla sostenibilità del debito pubblico che è data, ha aggiunto, «da tre elementi: crescita, costo debito e saldo primario finanza pubblica». Sui tassi di interesse sulle nuove emissioni, ha chiarito, «l’anno scorso il tasso medio è stato 0,1%, 2,4% sul complesso del debito pubblico italiano, e quest’anno è verosimile che tasso medio continui nonostante tutto a ridursi. Possiamo contare su un tasso medio sul nostro debito che per alcuni anni resterà relativamente basso, questa fase va sfruttata».

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Energia: ulteriori interventi sono senz’altro possibili

Il titolare dei conti pubblici ha poi detto chiaramente, riesaminando le ultime misure varate dal governo per alleggerire l’impatto dei rincari del costo dell’energia, che non sono da escludere ulteriori misure. «Siamo intervenuti varie volte per mitigare l'aumento del costo dell'energia: sono stati stanziati finora 19 miliardi, di cui 14 vanno a coprire i primi due trimestri del 2022. Abbiamo inventato il sistema dei crediti d'imposta a fronte delle imprese, a fronte delle spese dell'energia, e abbiamo abbattuto per la prima volta in Italia di 25 centesimi il costo del carburante. Credo che questi interventi, soprattutto sul lato impresa, andranno continuati e ulteriori interventi sono senz'altro possibili». Quanto all’andamento futuro dei prezzi dell’energia, Franco ha spiegato quanto sia difficile formulare delle stime. «Ogni previsione fatta ora, dobbiamo sapere che nel breve dovrà essere adattata. Non si sa infatti quando la guerra» in Ucraina «finirà e come saranno i prezzi dell’energia fra un anno».

Franco: non si può ridiscutere l’intero Pnrr

Il ministro ha poi ripreso la questione delle possibili modifiche al Pnrr per ribadire la propria posizione. «Il Pnrr, concordato con i partner europei, va essenzialmente bene. Occorre attuarlo, attuarlo, attuarlo. I singoli progetti possono essere ridiscussi, non l’intero piano. Il rischio è bloccare tutto», ha spiegato. «I singoli progetti vanno ridiscussi e riesaminati. Altra cosa è discutere il singolo progetto, altra è dire lo butto via” ha affermato il ministro. «Il Piano nazionale va rafforzato per l’efficienza climatica e per una maggiore autonomia nazionale». Il Pnrr, ha proseguito il ministro, «va rafforzato sulla transizione climatica e anche per una maggiore autonomia energetica in Italia e Europa». Non si può reiniziare il piano, ha quindi ribadito Franco, «sarebbe bloccare tutto, prima- bisogna procedere col piano, attuarlo».

Covid: effetti economici molto ridotti ma non scomparsi

Quanto al Covid e ai suoi riverberi, il messaggio del ministro è molto chiaro. «Gli effetti economici della pandemia si sono molto ridotti ma non sono scomparsi». Il traffico aereo resta al 50% del 2019, ha sottolineato Franco, «il turismo internazionale verso l’Italia resta al 50% di quello che era 2019. Alcuni effetti della pandemia continuano a persistere».

Gentiloni: rallentamento crescita Ue ma non recessione

L’intervento del ministro Franco arriva al Forum di Ambrosetti dopo il messaggio del commissario Ue agli Affari economici, Paolo Gentiloni, che, a margine dell’evento è tornato anche sui riverberi del conflitto in Ucraina. «Avremo certamente un rallentamento della crescita, avremo certamente un impatto di questa nuova crisi ma non siamo affatto destinati a un percorso di crescita negativa o di recessione» ha affermato Gentiloni. «Ci sarà un rallentamento della crescita, certamente quel 4% europeo a oggi è ottimistico che non raggiungeremo» ma «possiamo avere un moderato ottimismo di mantenere un livello più basso di crescita sostenibile anche nel 2022», ha aggiunto.

Il commissario Ue: tetto a prezzo gas è tema complicato

Il commissario ha poi voluto precisare il lavoro della Commissione rispetto ai temi energetici e si è quindi soffermato sul nodo assai dibattuto di un possibile cap al prezzo del gas. «La questione del tetto al prezzo del gas è una delle questioni su cui il Consiglio europeo ha chiesto alla Commissione di fare una proposta e noi la faremo entro la fine mese. L’argomento è complicato dal punto di vista tecnico , perché ci sono non solo diverse opinioni politiche, ma diverse variabili sull’impatto che può avere un tetto al gas all’ingrosso, però penso che questa sia una questione che la Commissione sta affrontando molto seriamente»”. Così Paolo Gentiloni Commissario Europeo alla Economia alla 33sima edizione Workshop ’Lo scenario dell’economia e della finanza’ organizzato da The European House - Ambrosetti, a Cernobbio, in un punto stampa


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