L’audizione del ministro dell’Economia

Franco: «Nella riforma del fisco revisione Iva e nessuna patrimoniale, Irap non più giustificata»

Alle commissioni Bilancio di Camera e Senato il ministro dice: «Per un calo strutturale delle tasse serve una revisione della spesa». La prossima settimana riforma in consiglio dei ministri

di Mariolina Sesto

(ANSA)

3' di lettura

La riforma fiscale ’«deve facilitare l’aumento del tasso di occupazione’». Sembra essere questa la priorità del governo che si accinge - entro la fine di luglio - a presentare un ddl delega sulla riforma del fisco. Lo afferma il ministro dell’Economia, Daniele Franco, nel corso dell’audizione sulle tematiche relative alla riforma fiscale che si svolge nelle commissioni Finanze di Senato e Camera. Quanto all’Irap, il ministro dice che, molti ritocchi e revisioni, che ne hanno modificato la struttura originaria, il mantenimento di questa imposta “non appare più giustificato, c’è un’esigenza di semplificazione”. Il ministro risponde anche sulla patrimoniale: “Credo di avere già detto che non è nel documento”.

Cuneo fiscale

«In Italia - ha fatto notare il ministro - il cuneo fiscale è particolarmente elevato” e “l’elevato prelievo sul lavoro dipendente non favorisce il tasso di occupazione che in Italia è pari al 59%, contro il 76% della Germania e il 75% della Gran Bretagna”. Da qui la necessità di usare anche la leva fiscale per favorire l’aumento dell’occupazione.

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«Possibile revisione Iva, anche a parità di gettito»

Per quel che riguarda l’imposta sul valore aggiunto, le commissioni suggeriscono di ridefinire “la disciplina per la semplificazione” dell’Iva e “una possibile riduzione dell’aliquota ordinaria: direi che la semplificazione e soprattutto l’aumento dell’efficienza dell’imposta attraverso riduzione di evasione ed elusione possono anche suggerire di ampliare questa prospettiva non escludendo che il legislatore delegato possa agire sul livello delle aliquote ridotte e la distribuzione delle basi imponibili tra le diverse aliquote, interventi che possono anche avere luogo a parità di gettito Iva”.

«Le tasse non si possono cambiare una alla volta»

Il sistema fiscale “necessita di una riforma ampia e organica”, “non è una buona idea cambiare le tasse una alla volta” ammonisce il ministro dell’Economia. “I pilastri fondamentali del sistema, l’imposta sul reddito delle persone fisiche, progressiva, e l’imposta sul valore aggiunto restano validi, ma necessitano di un profondo rinnovamento delle loro caratteristiche e del loro funzionamento” aggiunge.

«Per calo strutturale tasse serve revisione spesa»

“Se si intende ridurre in modo strutturale” il peso del fisco bisogna “agire per contenere la spesa pubblica sul Pil”, azione “facilitata da aumento dell’efficienza” dei programmi di spesa, spiega Franco, sottolineando che “in assenza di un intervento coerente sulla spesa” si può intervenire per rendere il sistema “efficiente ed equo ma non si può di per sé perseguire la riduzione strutturale del carico fiscale”.

«Per imprese sistema complesso e oneroso da gestire»

Il sistema fiscale italiano per le imprese ’’è complesso e oneroso da gestire’’ ha ammesso il ministro. “L’evasione fiscale - ha inoltre puntualizzato - rappresenta da sempre uno dei fattori più critici del nostro sistema. Ridurre l’evasione è una misura necessaria anche per la crescita”.

«Riforma ampia e duratura ha bisogno di ampio consenso»

Il Governo proseguirà questo lavoro, presentando a breve un Ddl di delega su cui il Parlamento sarà chiamato a dare un contributo”. La traduzione della delega in decreti attuativi vedrà poi il coinvolgimento di esperti, strutture pubbliche e parti sociali: “una riforma di ampia portata, destinata a durare a lungo, richiede un ampio consenso”.

Risorse scarse

Per la riforma del fisco è “fondamentale il tema delle risorse disponibili: per l’alleggerimento del prelievo non possiamo mettere a rischio la tenuta dei conti in particolare in questa fase” ci ha tenuto a sottolineare il ministro. Il tema delle risorse andrà “gestito nell’ambito delle prossime sessioni di bilancio”. Ora “non siamo in grado di definire i margini” di intervento. Le prospettive economiche sono “ancora soggette a un elevato grado di incertezza” per l’evoluzione della pandemia e per gli impegni di spesa da affrontare ad esempio per le trasformazioni strutturali della sanità.

«Riforma graduale,subito interventi senza costi»

Gli interventi su Irpef e Irap “sono certamente i più urgenti cui sarà opportuno destinare risorse non appena saranno disponibili. L’azione di semplificazione va avviata rapidamente e più in generale tutto quello che non ha un costo per le finanze pubbliche andrebbe portato avanti fin da subito” evidenzia il ministro. L’impegno del governo è di “predisporre un impianto di riforma che possa essere introdotto gradualmente nel tempo, man mano che recupereremo risorse nel dare attuazione alla delega stessa anche attraverso il contrasto all’evasione e la razionalizzazione della spesa”.

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